my name is Zellweger, Renée Zellweger

Un oscar e due nomination per un’artista molto versatile. Sa cantare e ballare (è stata un’eccellente ginnasta da giovane) e si impegna sia nella commedia che nel dramma. Da un po’ di tempo non le affidano ruoli veramente importanti. Ma ho sentito dire che è in cantiere un Bridgetgions 3 (Renée sarà contesa ancora una volta tra i quasisessantenni Colin e Hugh?) E adesso vediamo chi la vota in

  • BETTY LOVE (2000; Betty si ritrova vedova dopo meno di un quarto d’ora e alla fine la troviamo in un bar di Transtevere dove si diverte un mondo ad ascoltare se stessa doppiata in italiano)
  • IL DIARIO DI BRIDGET JONES (2001; Bridget si sente insicura e poco ammirata, ma poi arriva mr. Darcy; nomination all’oscar)
  • CHICAGO (2002; Roxie uccide l’amante, viene difesa in un processo grottesco da un cinico avvocato e conclude come stella dello showbiz; nomination all’oscar)
  • COLD MOUNTAIN (2003; Rubynon nipote di Mubarak– si tira su le maniche per aiutare un’amica in difficoltà; premio OSCAR)
  • CHE PASTICCIO, BRIDGET JONES (2004; Bridget impara a sue spese che se vai in Thailandia e qualche “amico” ti affida un souvenir da mettere nella TUA valigia è difficile che dentro ci sia il borotalco)
  • MISS POTTER (2006; Beatrix Potternon parente di Harry– litiga con la famiglia, diventa scrittrice e soprattutto illustratrice di successo, si impegna per la salvaguardia dell’ambiente del Lake Discrict e sposa il suo avvocato)
  • IN AMORE NIENTE REGOLE (2008; Lexieniente a che fare con un cane scozzese dal pelo lungo– è una giornalista che indaga negli anni Venti su un famoso campione del football americano; alla fine se ne va in motocicletta con G. Clooney)

zellcoldchicago

Published in: on novembre 4, 2012 at 10:27 am  Comments (14)  
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CHICAGO, film del 2002

Si può definire “commedia grottesca” CHICAGO, un film dove una storia realistica (un processo per omicidio) si intreccia con la sua trasfigurazione come commedia musicale.

Se lo avete visto (e vorrei lo aveste visto tutti) avete capito già tutto e sapete che alcuni critici hanno citato Brecht e la sua OPERA DA TRE SOLDI.

Se non lo avete mai visto, accludo un video (non è il massimo, ma non ho trovato di meglio) in cui la conferenza stampa di Rosie e del suo volpesco avvocato (R. Zellweger e R. Gere) si trasforma in uno show di marionette.

Altri “numeri” trasfigurano il venale avvocato (“se Gesù Cristo avesse avuto 5.000 dollari e fosse venuto da me, le cose sarebbero andate diversamente”) in un romanticone che “fa tutto per amore, solo per amore” e l’impiccagione di “Hunyak” Halenski in uno spettacolo di illusionismo. Lo stesso avviene per la carceriera “Mama” Morton, per “Cellophane man” ecc.

Moralmente parlando, è il trionfo del cinismo. La giustizia (solo nello stato dell’Illinois?) è un’illusione, tu puoi compiere ogni crimine MA LA FARAI FRANCA se hai un buon avvocato.

Al contrario, l’unica ad essere impiccata è (forse) innocente, ma ha due gravi difetti

  • non ha soldi e amicizie per assoldare Billy Flynn
  • non sa una parola d’inglese (a parte un disperato “no guilty”) e non può farsi capire

Ma questo non è un post moralista. Voglio solo sostenere che CHICAGO è un film affascinante, veramente affascinante, e lo propongo per il torneo

http://torneodeifilm.blogspot.com/

Published in: on agosto 24, 2010 at 7:57 am  Comments (2)  
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JOHN C. REILLY

Certi attori americani dimostrano una versatilità straordinaria. Sanno fare tutto: dramma, commedia, western, sanno cantare, ballare, ecc.

Ecco un esempio. John Reilly, un grande professionista con la faccia un po’ da patata degli irlandesi.

Voglio ricordare tre sue recenti interpretazioni, in Chicago (nomination come attore non protagonista), the Aviator e Radio America.

In Chicago (2003) interpretava l’infelice e stracornuto marito della protagonista Roxie (Reneé Zellwegger) e cantava una canzone piena di pathos “Cellophane man” (= sono un uomo invisibile). Se la volete sentire, è nel video. Candidato al premio Oscar, fu superato da Chris Cooper.

In The Aviator (2005) è Noah Dietrich, l’amministratore del genialoide Howard Hughes (Leonardo Di Caprio). Ci vuole una pazienza infinita per sopportare un personaggio come Hughes: prima brucia tutti i suoi vestiti perchè li crede contaminati, poi telefona nel cuore della notte a Noah e gli ordina di comprarne altri appena i negozi aprono.

In Radio America (2006) interpreta Lefty (il cowboy) e canta in duo con Dusty (Woody Harrelson). Gli esperti mi assicurano che il suo a solo alla chitarra è autentico, anche se non difficilissimo. Nel corso dello show un infarto si porta via l’amico Chuck e Lefty sfoga il suo dolore al modo dei cowboy: sconvolgendo l’ordine del programma, racconta al microfono una serie di battute goliardiche (diciamo così) irridendo insieme la morte e l’ordine costituito.

Published in: on febbraio 17, 2009 at 8:50 am  Comments (3)  
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