e adesso che ci faccio con 94 milioni di euro?

E’ vero che con i soldi non puoi comprare la felicità, MA LA PUOI AFFITTARE PER UN PO’ DI TEMPO.

Mettiamola così. Immaginiamo di aver imbroccato il premione del Superenalotto (cosa non avvenuta: non ho neanche giocato): cosa ne farei?  

  1. Potrei mettere su una casa di distribuzione cinematografica e far vedere qualche bel film nelle sale. Ci rimetterei un sacco di soldi, ma vuoi mettere la sodisfazione? Pensate a CESARE DEVE MORIRE (grande, grandissimo esempio di cinema) che hanno visto in pochi perché proiettato in pochissime sale…
  2. Già che siamo in argomento potrei produrre una (una sola, sennò vado in rosso) COMMEDIA ALL’ITALIANA. Non una farsaccia come usa adesso (ogni riferimento a “Operazione vacanze” è puramente voluto), ma una storia vera, con veri attori, che aiuti a pensare alla realtà presente e non a fuggirne. Ve lo ricordate TUTTA LA VITA DAVANTI? Ecco, una cosa così…
  3. Potrei comprare l’edificio che ospita il glorioso TEATRO DUSE di Bologna. E il Duse sarebbe definitivamente salvo. Lo farei gestire da quel bravo attore che è Guido Ferrarini. Così facciamo pace.
  4. Potrei rilevare la libreria di piazza Galvani, quella frequentata da G. Carducci e la sua cerchia. Feltrinelli si è stancato di gestirla in perdita (gli affari sono affari…) e adesso la vuole la COOP.

A questo punto qualcuno obietterà: “Come hai fatto, o bolognese che non sei altro, a giocare la tua schedina a Catania?”

FACILISSIMO. Mi sono fatto prestare la Firebolt da Harry e un Time Turner da Hermione. Così, saputi i 6 numeri vincitori, ho viaggiato nel tempo fino al pomeriggio di sabato…

soldi

CESARE DEVE MORIRE

MENO MALE CHE C’E’ LA SACHERFILM.

Un’opera come questa (ergastolani VERI, girato nelle cupe celle e nei cortili di Rebibbia, più documentario sulla condizione dei detenuti che film vero e proprio, BN tranne l’ultima scena) CHI AVREBBE AVUTO IL CORAGGIO DI DISTRIBUIRLA NELLE SALE?

Lasciamo perdere MEDUSA, WARNER BROS, FILMAURO, UNIVERSAL PICTURES, EAGLE ecc che devono per definizione fare molti quattrini e quindi vanno sul sicuro.

Ma anche società più coraggiose come ARCHIBALD ENTERPRISES, BIM o 01 DISTRIBUTION avrebbero rischiato i loro soldi (perché ce ne vogliono molti, credete a me, per stampare le copie e distribuirle nelle città italiane, promuovere una campagna pubblicitaria… insomma sfidare un mercato sonnolento e tradizionalista come il nostro) scommettendo su un “prodotto” così poco commerciale?

Meno commerciale di così non potrebbe essere. Mancano infatti

  • sesso, corna, adolescenti alla prima cotta e vampiri romantici
  • eroi dei fumetti, gladiatori, dei dell’olimpo o del valhalla
  • maestri e discepoli nelle arti marziali
  • extraterrestri, serial killer, diavoli in libera uscita dall’inferno
  • figli immaturi di genitori immaturissimi
  • inseguimenti in auto e/o moto in 3D

Insomma nessun ingrediente per attirare le folle. Solo Shakespeare e gli ergastolani.

AVREMO IN FUTURO NUOVI ESPERIMENTI DI QUESTO TIPO?

Spero di sì. Fare teatro, cinema (o, in generale, coltivare interessi artistici) è il modo migliore di sfuggire alla DISPERAZIONE.

Intendiamoci. Non sono un buonista (poareti… un bell’indulto e liberi tutti…). Questi qui non sono all’ergastolo perché hanno attraversato la strada fuori delle strisce, ma “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato” (art. 27 della Costituzione repubblicana).

E forse qualcuno di loro potrà diventare un attore professionista.

Salvatore Striano (ve lo ricordate in Gomorra?) c’è riuscito, dopo aver scontato 8 anni di carcere a Poggioreale.

Qui ha la parte di Bruto, la più impegnativa.

P.S. Su suggerimento di pensierini vi segnalo una buona recensione http://nemoinslumberland.wordpress.com/2012/03/19/cesare-deve-morire/

cesare