Che differenza c’è tra Francia e Italia? Esaminiamo le VITE PARALLELE di Catherine e di Raffaella

Catherine Dorléac (in arte Deneuve) è nata a Parigi il 22 ottobre 1943.

Raffaella Pelloni (in arte Carrà) è nata a Bologna il 18 giugno dello stesso anno.
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C. ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni ’60. L’UOMO CHE VENDETTE LA TOUR EIFFEL (di Chabrol) è del 1963. E’ stata diretta da grandi maestri: Truffaut, Polanski, Bunuel, Lelouch, Ozon, De Oliveira, Monicelli, Bolognini, Dino Risi…

Anche R. ha dimostrato le sue eccezionali doti drammatiche con la direzione di Maghi del Cinema, come

  • Guido Malatesta (il suo VALERIA RAGAZZA POCO SERIA è del 1958)
  • Mario Caiano (regista del memorabile ULISSE CONTRO ERCOLE, del 1961)
  • Antonio Leonviola (MACISTE NELLA TERRA DEI CICLOPI, 1961)
  • Tanio Boccia (CESARE, IL CONQUISTATORE DELLE GALLIE è il capolavoro in cui R, per la prima volta, assurge al rango di protagonista)
  • Mariano Laurenti (IL VOSTRO SUPERAGENTE FLIT, del 1966, in cui l’aliena Aura soggiace al fascino di Raimondo Vianello)
  • Franz Antel (PROFESSIONE BIGAMO, del 1969, con il grande Lando Buzzanca)
  • Gino Landi (BARBARA è del 1980; alzi la mano chi non ha visto questa imperdibile gemma)

C. continua a girare film (si fermerà solo davanti alla morte). La vedremo presto in TRE CUORI, con Charlotte Gainsbourg e Chiara Mastroianni.

R. ha smesso di onorare i set cinematografici con la sua presenza (come a suo tempo fece Greta Garbo). Era sprecata. Si è dedicata alla musica, deliziando le platee internazionali con capolavori come CHISSA’ SE VA, MAGA MAGHELLA, FELICITA’ TA’ TA’ e A FAR L’AMORE COMINCIA TU, e nella danza classica (se vi dico TUCA TUCA non vi mettete a ballare anche voi?). Ma soprattutto il suo talento rifulge nello spettacolo televisivo. Milioni di italioti si affannarono a indovinare quanti fagioli fossero contenuti in un barattolo di vetro e quale bandiera africana avesse lo sfondo bianco.

C. non ha mai fatto ricorso alla chirurgia estetica.

R. ha subìto più restauri del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

C. ha un tratto elegante, aristocratico. Se la cava alla grande persino nei ruoli di regina di Britannia (in un film del 2012 fa garbatamente il verso a Elisabetta II).

R. non è proprio la donna più fine che abbia mai visto. Mi stupisce che Umberto Eco non le abbia dedicato qualche riga, sul genere FENOMENOLOGIA DI MIKE BONGIORNO. E che Sorrentino non le abbia chiesto di apparire nella cafonissima festa di compleanno di Jep (però si sente la sua voce…)

C. ha fatto pubblicità a molti prodotti (carte di credito, profumi, acqua minerale…)

R. si è piegata a malincuore a ruoli di testimonial. Penso che l’abbia fatto per meglio cementare l’unità del nostro popolo. Ve lo ricordate lo slogan LA PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI?

Ma davvero R. è stata “la più amata ecc”?

Questo spiegherebbe molte cose…flit

Published in: on ottobre 6, 2014 at 5:17 pm  Comments (4)  
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Le coppie indimenticabili. Mi fermo qui? O cambio binario e propongo coppie LUI + LUI?

Normalmente elenco, al principio di ogni mese, i film che ho visto nel mese precedente. Ma oggi non ho lo sbattimento… magari la prossima volta.

Mi fermo invece a considerare la serie delle coppie cinematografiche.

Ne ho citate 8.

4 di LEI ATTRICE + LUI ATTORE.

  • Sophia e Marcello
  • Diane e Woody
  • Liz e Richard
  • Katharine e Spencer

4 di LEI ATTRICE + LUI REGISTA.

  • Helena e Tim
  • Carmen e Pedro
  • Bibi e Ingmar
  • Giulietta e Federico

Devo continuare con le coppie LEI-LUI?

Catherine e Gerard? Hanno girato insieme solo 4 film (mi pare), ma con fior di registi (da Truffaut a Ozon).

Oppure Laureen e Humphrey…

Oppure volterò pagina e proporrò coppie indimenticabili di attori (ce ne sono molte, quasi sempre nel settore comico).

Coppie di attrici? Più difficile trovarne. Le “primedonne” litigano… o si gettano insieme nel Grand Canyon.

stanlio
lewistotòbud

in questo POSTACCIO (post riuscito particolarmente male) si discorre di “grandi attrici” italiane (Arcuri, Capotondi, Ferilli, Gerini, Marini…) e straniere (Veronica Ciccone, in arte Madonna, Kristen Stewart, Monicà Belluccì e Jessica Alba), si sfiora l’increscioso argomento di AFTER EARTH (fin d’ora candidato al premio CHIAVICA) e si presenta al rispettabile pubblico la SCALA DI CAGNAGGINE, da me brevettata per l’occasione

NOTIZIONA: Sono state selezionate le 5 finaliste per il premio CHIAVICA ALLA CARRIERA.

Prima domanda: perché CINQUE?

A domanda rispondo: in questo genere di premi (avete presenti gli Academy Awards? e i Razzie?) il numero 5 e i suoi multipli vanno di moda.

Seconda domanda: era proprio necessario questo premio?

Risposta: siamo in estate, fa caldo, ci si annoia e, piuttosto che vedere l’ennesima replica del commissario Cordier…

Terza domanda: e chi sono le chiavichesche finaliste?

  1. VALERIA MARINI (era contrapposta a una “attrice” di cui praticamente nessuno sapeva nulla)
  2. CRISTIANA CAPOTONDI (buttata giù dalla torre per salvare Ambra Angiolini)
  3. SABRINA FERILLI (classificata ex-aequo con la Gerini; nel dubbio le ho mandate in finale tutteddue)
  4. CLAUDIA GERINI (come sopra)
  5. MANUELA ARCURI (giù dalla torre a beneficio di Maria Grazia Cucinotta)

ATTENZIONE!!!!!! Per evitare disdicevoli parità (a pari demerito) vi invito d’ora in poi a usare la seguente SCALA DI CAGNAGGINE

5 – Aaaaaaaaaaargh, aaaaaaaaarghhhhhh, nooooooooo, aaaaaaaaaaaaaarghhhhh!!!!

4 – Non vedrei un suo film neanche per 20mila euro in biglietti di piccolo taglio!!!!

3 – E pensare che in Italia abbiamo avuto ANNA MAGNANI…. (l’offerta di 20mila euro è ancora valida?)

2 – Beh, insomma… per 500 euro sono disposto a vederla ancora…

1 – Se il biglietto è gratis magari posso dare un’occhiata in sala

0 – La voglio presentare a Tarantino: forse le trova una parte adatta

SONO STATO SPIEGATO? Date un voto (da 0 a 5) a ciascuna finalista e mi farete felice.

Ora dovrei recensire il peggior film visto nel mese scorso. Ma non ho lo sbattimento di soffermarmi su questa “storiella penosa” per usare le parole di Stefano Disegni (in questo concorde con R. Nepoti -Repubblica-, P. Mereghetti -Corriere-, M. Acerbi -Giornale-, G. Carbone –Libero-, S. Danese -QN- ecc; l’unico che gli dà la sufficienza è Gian Luigi Rondi… a testimoniare di quanto si sia rincoglionito)

Magari a dicembre, quando preparerò la lista dei peggiori film dell’anno, gli dedicherò una recensione. Dopo l’immagine spiegherò (se proprio volete saperlo) perché nella lista di cui sopra non compare Monica Bellucci.

chiavica

Dicevamo?

Ah, sì… la Bellucci…

E’ italiana nel senso che ha conservato il passaporto e che le piace molto recitare con l’accento di Città di Castello (ad esempio, in IO E NAPOLEONE).

Però non vedo come paragonarla alle attrici italiane. E’ una star internazionale e accludo come prova un (incompleto) elenco degli attori con cui è andata a lett ha lavorato in decine di film

  • H. Ledger
  • M. Damon
  • M. Freeman
  • G. Hackman
  • K. Reeves
  • P. Giamatti
  • J. Turturro
  • G. Depardieu
  • C. Deneuve
  • D. Auteuil
  • W. Harrelson
  • A. Molina
  • E. Cantonà (noto anche come calciatore)
  • N. Cage
  • R. De Niro
  • B. Willis

A chi la paragono? A Sophia Loren? (NO, MAI!!! Sono matto, ma non fino a questo punto)

Le metterò accanto (magari in autunno), in un apposito TORNEO DELLE CAGNE INTERNAZIONALI, star di oltre oceano quali

  • Veronica Ciccone (nota anche come Madonna)
  • Jessica Alba
  • Kristen Stewart
  • Lindsay Lohan
  • Rihanna (sì, è anche attrice)
  • e chi più ne ha più ne metta

Potìche, una gradevole commedia

In Francia si chiama potiche un vaso o una statuina che serve ad arredare un salotto.

Insomma, un soprammobile.

Indica anche una moglie sottomessa a un marito riccastro: diciamo una Veronica Lario coniugata Berlusconi.

Riuscite ad immaginare Veronica che prende il posto del marito, finito in clinica per un infarto (ha litigato con gli operai) e riesce a sostituirlo più che benissimo? NO, eh? Difatti queste cose succedono solo nei film.

E in questo film (che mia moglie e io abbiamo molto apprezzato) la moglie-potiche prende in mano la fabbrica e trova l’accordo con i sindacati. Aiutata dal sindaco comunista della cittadina, innamorato di lei (anche se la considera pur sempre “il nemico di classe”).

A sua volta il marito, dimesso dalla clinica, si vede detronizzato su tutti i piani e scatena una vera guerra per riprendersi il controllo della fabbrica.

Se proprio volete sapere come va a finire, ve lo rivelerò dopo il trailer.

Comunque la regia è ottima e meritano l’applauso sia F. Luchini (il marito) che G. Depardieu (il sindaco). Bella ma statica (per via del lifting?) la Deneuve.

CONCLUSIONE. La fabbrica torna al marito (spalleggiato dalla figlia ultraconservatrice), ma la moglie ha la sua rivincita: si candida alle elezioni e viene eletta Deputato, strappando il seggio proprio al sindaco. E naturalmente chiede il divorzio.

Nota: il film fa riferimento alle elezioni politiche del 1978. Furono elette molte donne, il PCF perse molti seggi e andarono fortissimo i Giscardiani (repubblicani europeisti).

Published in: on novembre 8, 2010 at 5:50 pm  Comments (10)  
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