e adesso che ci faccio con 94 milioni di euro?

E’ vero che con i soldi non puoi comprare la felicità, MA LA PUOI AFFITTARE PER UN PO’ DI TEMPO.

Mettiamola così. Immaginiamo di aver imbroccato il premione del Superenalotto (cosa non avvenuta: non ho neanche giocato): cosa ne farei?  

  1. Potrei mettere su una casa di distribuzione cinematografica e far vedere qualche bel film nelle sale. Ci rimetterei un sacco di soldi, ma vuoi mettere la sodisfazione? Pensate a CESARE DEVE MORIRE (grande, grandissimo esempio di cinema) che hanno visto in pochi perché proiettato in pochissime sale…
  2. Già che siamo in argomento potrei produrre una (una sola, sennò vado in rosso) COMMEDIA ALL’ITALIANA. Non una farsaccia come usa adesso (ogni riferimento a “Operazione vacanze” è puramente voluto), ma una storia vera, con veri attori, che aiuti a pensare alla realtà presente e non a fuggirne. Ve lo ricordate TUTTA LA VITA DAVANTI? Ecco, una cosa così…
  3. Potrei comprare l’edificio che ospita il glorioso TEATRO DUSE di Bologna. E il Duse sarebbe definitivamente salvo. Lo farei gestire da quel bravo attore che è Guido Ferrarini. Così facciamo pace.
  4. Potrei rilevare la libreria di piazza Galvani, quella frequentata da G. Carducci e la sua cerchia. Feltrinelli si è stancato di gestirla in perdita (gli affari sono affari…) e adesso la vuole la COOP.

A questo punto qualcuno obietterà: “Come hai fatto, o bolognese che non sei altro, a giocare la tua schedina a Catania?”

FACILISSIMO. Mi sono fatto prestare la Firebolt da Harry e un Time Turner da Hermione. Così, saputi i 6 numeri vincitori, ho viaggiato nel tempo fino al pomeriggio di sabato…

soldi

Psycho all’italiana

Sto preparando un post sul film di Hitchcock.

Secondo me (ma siamo in molti a pensarlo) Psycho (1960) è il più appassionante e il più riuscito thriller della storia del cinema.

Mi piacciono molto anche Vertigo (1958) e L’uomo che sapeva troppo (1956), ma non c’è gara con Psycho.

Ne riparlerò. Oggi, però, ho letto di un furbacchione a Catania che conservava il cadavere della zia in un grande frigorifero. Lo faceva per godersi la sua ricca pensione (aveva la delega all’incasso). La polizia ha scoperto tutto in seguito alla “soffiata” dei vicini.

Interessante versione italiana del tema. Non c’è omicidio, ma c’è l’occultamento di un cadavere e la truffa ai danni dell’INPS.

L’omicidio è più appassionante, più romantico direi. Siamo abituati da sempre a casi di omicidio (da Montalbano a Derrick, da Maigret a CSI tutti si occupano di omicidi, almeno tentati)

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/09/25/perche-ce-tanta-polizia-nelle-fiction-televisive/ 

In Italia però siamo sommersi da delitti meno spettacolari, ma comunque gravissimi: corruzione, evasione fiscale, abuso di potere, truffa, peculato, estorsione (avete presenti quei simpaticoni che chiedono il pizzo? che di fatto paralizzano l’economia di intere regioni?) malversazione, bancarotta fraudolenta e così via.

Ecco, vorrei tanto che i cervelloni della lotta-al-crimine televisiva e cinematografica (siano giudici, commissari, carabinieri, signore ingiallo… e mettiamoci anche Don Matteo e il commissario Rex) si dedicassero anche a questi delitti. E arrivassero a smascherare i tanti farabutti che allietano il Belpaese (ivi compresi quelli che occultano il cadavere della zia) magari senza bisogno di aspettare la “soffiata”.

Published in: on settembre 2, 2010 at 2:03 pm  Comments (5)  
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