3 filmoni alla vigilia degli Oscar (and the best is…)

Febbraio è sempre un bel mese per chi ama il cinema.

Tra novembre e gennaio nelle sale si son visti film che non definisco cinepernacchie perché le pernacchie si offenderebbero.

Ma adesso elenco 3 cose belle. Vederle ha migliorato la qualità della mia vita.

HACKSAW RIDGE (M. Gibson)

LA LA LAND (D. Chazelle)

ARRIVAL (D. Villeneuve)

Vi dico subito che non intendo stabilire una graduatoria. Sono generi diversissimi (guerra, musical, fantascienza) e quindi non paragonabili tra loro. E’ come chiedersi se era più precoce Mozart o più ninfomane Savita Bhabhi.

  • LA LA LAND ha le maggiori chances di acchiappare la statuetta dorata; è un film delizioso, spudoratamente sentimentale (ma non c’è il zuccheroso lietofine di CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA) e piace anche a chi (come me) non spasima per il genere Hollywood about Hollywood: VIALE DEL TRAMONTO, IL BRUTO E LA BELLA, S.O.B., THE ARTIST ecc; tornerò sull’argomento molto presto
  • HACKSAW RIDGE è la storia vera e sanguinosa di un eroe atipico: Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell’esercito americano, che fu decorato per aver salvato 75 commilitoni senza sparare un solo colpo (Okinawa 1945); non è un film militarista, la guerra viene mostrata in tutta la sua brutalità (e comunque quella guerra andava fatta: ve l’immaginate un mondo dominato dall’Asse?); Gibson sarà uno stronzo, umanamente parlando, ma come regista è un maestro
  • di ARRIVAL ho già parlato il 24 ultimoscorso; siete patiti della SF? siete fan di Amy Adams? io appartengo ad entrambe le categorie, perciò sono uno dei pochissimi a nutrire qualche speranziella che una delle 8 nomination centri il bersaglio; anche perché a Donald Trump darebbe molto fastidio il successo di una storia dove gli alieni sono buoni e una donna dimostra più intuito di tutti i militari messi insieme

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Nel prossimo post manterrò la promessa di 18 righe fa.

IL BLOGGER, UNA SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE? (ma prima espongo qualche dato sui migliori film della storia)

Sono molto riconoscente a Gegio per il suo lavoro. Combinando autorevoli punteggi (IMDB, Filmtv, Mereghetti, Morandini) dei film da Buster Keaton al 2010, ha ottenuto una classifica veramente condivisibile sui film migliori della storia.

Sono sempre opinabili queste classifiche, si capisce. Ma nei primissimi posti vedo Kurosawa, Chaplin, Billy Wilder, De Sica, Scorsese, Coppola, Hitchcock e Bergman. Se vai sul classico, non puoi sbagliare.

Noto (e mi fa molto piacere) che nei primi 28 posti ci sono 21 film in BN

  • I sette samurai
  • Tempi moderni
  • Luci della città
  • Viale del tramonto
  • Quarto potere
  • L’appartamento (1960)
  • Ladri di biciclette (alla faccia di Andreotti, a cui non piaceva)
  • La febbre dell’oro
  • Il posto delle fragole
  • L’infernale Quinlan
  • La dolce vita

e così via. Quelli a colori sono solo 7 e li metto in fondo.

Tornerò sull’argomento.

Anche perché voglio dare il mio apporto, proponendo i migliori del periodo successivo (2011-2013)

Cambiamo discorso.

La forma d’arte tipica del XIX secolo è stata L’OPERA LIRICA

Nel XX secolo è stato il CINEMA

Quale sarà la forma d’arte del XXI?

Credo che non sarà il blog, almeno nelle sue forme attuali. La blogsfera si è espansa negli anni zero (2000-2010) e adesso sta lentamente afflosciandosi.

Molti hanno smesso, altri hanno ridotto notevolmente la loro attività.

Ora va di moda TUITTARE. Non nego il fascino dei tweet: 140 caratteri costringono all’essenzialità, alla battuta fulminante…

Però ti costringono a stare sempre attaccato al pc. Perché se ti replicano in molti (se non ti fila nessuno il problema non si pone) devi stare in campana.

Non fa per me. Sono troppo pigro… e in questa stagione più che mai. Accendo il pc solo la sera tardi e mi viene sonno subito. Qualche volta però mi scappa di postare e scrivo qualcosa (mai più di 500 parole).

Oggi mi fermo qui e rinvio a data da destinarsi la risposta all’amletico dubbio: TWITTARE O NON TWITTARE?

Sarà il tweet la forma d’arte del secolo? O sarà il sacchetto di plastica del supermercato?

nowdriververtigorainkubrick

quanti Oscar a THE ARTIST?

C’era una volta il cinema muto.

E ci fu (tra il 1927 e il 1929) il dramma di tante star (attrici, attori e registi) che per diverse ragioni NON RIUSCIRONO ad adeguarsi alle nuove tecniche espressive e non lavorarono più.

Storia risaputa, molto ben raccontata in CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (Singin’ in the rain, 1952) e che dà lo spunto a questo film.

Capolavoro? L’ho visto due volte e ancora non so decidermi.

Ma sono sicuro che qualche statuetta la porterà a casa. Perché (prima di tutto) è un film FURBO. Anzi FURBISSIMO.

      • E’ un omaggio alla Hollywood degli Anni Venti, pur essendo francese la produzione, francese il regista, francesi i due protagonisti (d’ora in poi denominati LUI e LEI). I giurati dell’Academy apprezzeranno di più LEI che balla il foxtrot o LUI che fa il verso a Douglas Fairbanks?
      • E’ un omaggio al cinema del passato, quello col formato quadrato (niente Panavision, niente Cinemascope) e coi titoli all’inizio e non alla fine. Anche questa è una furbata che sarà molto apprezzata.
      • FURBISSIMO l’impiego di un JR Terrier, ottimamente addestrato (neanche al Circo Medrano ho visto numeri così sorprendenti)
      • FURBO il lieto fine. Qualcuno della mia ballotta l’ha trovato zuccheroso, ma come si poteva fare altrimenti? Se LUI ad esempio muore recitando, appare l’ombra di Chaplin (Luci della ribalta), se impazzisce viene in mente VIALE DEL TRAMONTO (confronti che schiaccerebbero chiunque)
      • Furbo l’affiancare a LEI e LUI due comprimari di classe: John “Flintstone” Goodman (il produttore) e James Cromwell (l’autista tuttofare). Cromwell è un attore di lungo corso: di recente l’abbiamo visto nei panni del principe Filippo d’Edimburgo (in THE QUEEN) e del presidente Bush senior in W.
      • Last but not least, FURBISSIMA l’idea di riesumare l’Unionesovietica come stato-canaglia. Avete notato che nel film-nel-film LUI interpreta una specie di Primularossa in lotta contro i Russi per l’indipendenza della Georgia?

artisti

Cosa vedrò nelle prossime 5 sere

Quello che penso del Sanremofestival l’ho già detto

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2011/01/22/100-motivi-per-non-pagare-il-canone-rai/

Le prossime serate saranno ottime per andare al cinema (poca fila alle casse, meno casino in sala). Ci sono dei buoni film in giro: ad esempio mi hanno parlato bene de IL TRUFFACUORI. Lo vedrò, lo vedrò…

Per chi non può uscire di casa (influenza, colite, caviglie fratturate, ecc) suggerisco qualche DVD, sera per sera:

  • martedì 15, LA MIA AFRICA di Sidney Pollack o (per chi ama i film musicali) CABARET di Bob Fosse
  • mercoledì 16, PROVACI ANCORA SAM (Woody Allen) o ALL THAT JAZZ (sempre Bob Fosse)
  • giovedì 17, IL CONCERTO (Radu Mihaileanu) o CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (Stanley Dohen)
  • venerdì 18, APOCALYPSE NOW (F. F. Coppola) o RADIO AMERICA (Robert Altman)
  • sabato 19, A QUALCUNO PIACE CALDO (Billy Wilder) o MY FAIR LADY (George Cukor)

N.B. Ho citato i primi titoli che il mio sguardo ha individuato nello scaffale “internazionale” (italiani esclusi). Chiedo scusa per errori e omissioni.

il Torneo dei film

Torno ad occuparmi di cinema. L’occasione non viene dai filmi in programmazione (a parte TOY STORY 3 non ho visto niente di recente che meritasse una recensione) ma dal Torneo proposto da Gegio.

http://torneodeifilm.blogspot.com/

Per cominciare, si richiedono delle nominations: elencare i migliori film di tutti i tempi, divisi per categorie (e i migliori registi, attrici ecc)

Nella categoria “brillante” (commedia, comico, grottesco, musicale) ho segnalato

  • A QUALCUNO PIACE CALDO (Billy Wilder, 1959)
  • SINGING IN THE RAIN (Cantando sotto la pioggia, Stanley Donen e Gene Kelly, 1952)
  • CHICAGO (Rob Marshall, 2002)
  • RADIO AMERICA (Robert Altman, 2006)

Vedremo alla fine chi vincerà il torneo. Oggi dirò qualcosa su CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA. La settimana prossima mi occuperò degli altri.

Film eccellente, a giudizio unanime, ben recitato e ben cantato. Per un’antologia di pareri, consiglio di leggere http://cinemaleo.wordpress.com/2009/06/07/cantando-sotto-la-pioggia/

La trama, che ho raccontato già in https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/o2/07/im-singin-in-the-rain/

non è solo un pretesto per una serie di belle canzoni e di balletti spettacolari.

Nella prima parte del film si rievocano (un po’ scherzando, un po’ sul serio) i drammi provocati dal cinema sonoro. Attrici e attori (che erano famosi solo perchè avevano un bel faccino) dovettero imparare a recitare davvero e alcune/i non ci riuscirono mai.

Di una di loro (la “cattiva” Lina Lamont) si dice che “non sa recitare, non sa cantare, non sa ballare: un campione di versatilità!”

E, in conclusione, guardatevi questo numero. Non ci sono effetti speciali: Gene Kelly e Donald O’ Connor erano due veri acrobati!!!

Published in: on agosto 12, 2010 at 12:49 pm  Comments (7)  
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