ATTENZIONE!!! La lettura di questo post potrebbe turbare la vostra sensibilità! (trattandosi di cannibalismo)

Avete notato che nei festival del cinema compaiono spesso episodi di cannibalismo?

A Cannes si è visto MA LOUTE (di B. Dumont), grottesco episodio di lotta di classe dove i proletari si nutrono di borghesi.

THE BAD BATCH (di A. L. Amirpour) è in concorso a Venezia; vi informo però che non è la carne di Suki Waterhouse a essere mangiata: hanno usato una controfigura.

Ma non è una cosa recentissima: il tema dell’antropofagia è comparso in molti film. Vi ricordate di cosa si nutrivano le streghe di Zugarramurdi? E quale genere di carne usava la cuoca Mrs Lovett di Fleet Street?
mastrefleet
Vista la tendenza, suggerisco ai produttori (italiani e stranieri) i seguenti titoli

  • INDOVINA CHI C’E’ PER CENA – Mamma e papà non hanno nulla da obiettare se la figlia porta a cena un fidanzato di pelle nera. Purché sia bene in carne.
  • I DIECI CONDIMENTI – Mosè (che ha visto troppi film di Tarantino) vendica la strage dei primogeniti sterminando gli egiziani e servendoli come primi piatti nel suo ristorante MAR ROSSO. Vanno fortissimo gli egiziani al pomodoro, alla salsa di noci, al pesto rosso, alla carrettiera, alla puttanesca, alla carbonara ecc ecc. Alla domenica si serve la faraona con crema di zucchine
  • UOMINI CHE MANGIANO LE DONNE – Lisbeth è una hacker che, tra una ricerca e l’altra, si è tatuata dappertutto. Mikael (giornalista in cerca di rogne) la invita a casa sua per una cenetta. Alla fine quello che resta di Lisbeth è riciclato in un apposito cassonetto.
  • COLAZIONE CON TIFFANY – C’era una volta Holly Golightly e aveva un gattino. Gli dava da mangiare sostanze transgeniche che favorivano la crescita. Finì che il gatto, che ormai era lungo sei metri e pesava 1400 chili, si mangiò la padrona.
  • 007 DALLA SICILIA CON SAPORE – James Bond riceve l’ordine di infiltrarsi nella Mafia, ma viene smascherato (non riesce a pronunciare la frase “me ne staju futtennu”) e lo utilizzano come ingrediente della caponata.
  • UNA MANGIATA PARTICOLARE – 1938. Hitler visita Roma e una casalinga si chiede cosa preparo per cena a marito e figli che torneranno tra poche ore dalla trionfale parata? Le viene in mente un vicino di casa, che abita solo e somiglia tanto a Mastroianni…

 

Published in: on settembre 8, 2016 at 7:05 pm  Lascia un commento  
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P. MASTROCOLA contro il Giovin Signore

Paradosso. Dire una cosa irreale per alludere alla realtà.

SWIFT scrisse nel 1729 un saggio grottesco intitolato UNA MODESTA PROPOSTA.

Proponeva, con un tono molto serioso, di allevare (ingrassandoli bene) i figli delle poverissime famiglie irlandesi e venderli all’asta all’età di un anno per arricchire la mensa dei ricchi con la loro tenerissima carne.

OVVIAMENTE Swift non sosteneva il cannibalismo. Era mosso da un sincero sentimento di compassione per la miseria dei suoi compatrioti. E dallo sdegno per l’insensibilità dei dominatori inglesi.

Analogamente, nell’ultimo sfogo di Paola Mastrocola (TOGLIAMO IL DISTURBO, Guanda editore), si esortano i liceali italiani a cui non piace studiare a NON STUDIARE PIU’.

Anzi a non frequentare più il liceo, perché NON DOVREBBE PIU’ ESSERCI IL LICEO.

Nei capitoli finali (i più paradossali) si ipotizza un nuovo ordinamento delle scuole superiori.

Si dovrebbero istituire

  • la WORK-SCHOOL (w-scuola), per gli studenti che vogliono seguire le loro attitudini pratiche (stilista, antennista, estetista, mobiliere, cuoco ecc)
  • la COMMUNICATION-SCHOOL (c-scuola), per chi vuol dedicarsi ai linguaggi multimediali, al giornalismo, alle public relations ecc
  • la KNOWLEDGE-SCHOOL (k-scuola), per chi ama lo studio astratto, la speculazione teoretica, Wittgenstein, Tasso, Euclide, L’Edipoacolono ecc.

IMPORTANTISSIMO. Le ragazze e i ragazzi dovrebbero scegliere liberamente, senza che le rispettive famiglie mettessero il becco PER EVITARE LE ASF (Ambizioni Scolastiche Familiari).

Sono proposte paradossali (occorre spiegare il perché?). Come nel caso della MODESTA PROPOSTA di Swift, questo libro esprime un sentimento di commiserazione (per il liceo e chi ci lavora) e di disgusto per la società vuota, edonista e modaiola in cui vivono i nostri giovani. Credetemi: a Paola Mastrocola piace ancora insegnare, ama ancora la scuola e proprio questo amore la fa soffrire.

In sintesi, TOGLIAMO IL DISTURBO è molto interessante come studio sociologico.

Descrive il NCB (Nuovo Ceto Benestante): “gente che ha la barca in porto, la seconda e magari la terza casa per le vacanze, la colf e due cellulari a testa…” Cosa gliene frega dei contenuti culturali del liceo? Alla loro viziatissima prole (che erediterà l’azienda di papà, la casa dei nonni ecc) serve solo un titolo di dott o di avv da mettere sul biglietto da visita. Per ottenere il “pezzo di carta” iscrivono ragazze e ragazzi al liceo e pagano costose lezioni private (anzi, pare che le lezioni private siano uno status symbol, come le vacanze a Sharm el-Sheikh e la settimana bianca).

Ho molto apprezzato la descrizione del Giovin Signore (e della Giovane Signorina, do you remember Parini?), di come passa i pomeriggi e soprattutto il SABATO POMERIGGIO (pag 45-46) tra le strade del centro e gli outlet.

Conclusione. Don Lorenzo Milani voleva giustamente una scuola che aiutasse i figli dei contadini. E la Mastrocola gli dà ragione: “la scuola è fatta per gente che ha poco o niente e pensa che imparando potrà migliorare la propria condizione… che studiando potrà essere migliore, più felice”.

Ma ora non serve una scuola di massa, il LICEO DELL’OBBLIGO.

Serve una scuola d’élite per i pochi che VOGLIONO VERAMENTE IMPARARE e che quasi sempre vengono da Famiglie Non Benestanti.

Published in: on settembre 8, 2011 at 10:12 am  Comments (5)  
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