IO SONO FUOCO (in attesa di Camilleri)

Chi mi conosce mi regala libri. Si fa sempre bella figura a regalare un libro (e, generalmente, costano poco).

E così eccomi di fronte a IO SONO FUOCO, biografia romanzata di Michelangelo.
fuoco
Si immagina che Mike Michelangelo scriva (al termine della sua esistenza) una lunghissima lettera al nipote Leonardo. Racconta delle sue opere, dei fatti della sua giovinezza, dei suoi dubbi e delle sue amarezze; ma soprattutto racconta dei personaggi più rilevanti incontrati tra Firenze e Roma. Da Leonardo da Vinci (non andarono mai d’accordo) a Savonarola (lo accusa di voler diventare “dittatore” di Firenze), da Lorenzo il Magnifico a Giulio II.

La parte più riuscita è proprio quella dedicata a papa Giulio: “aveva un carattere terribile” (anche Michelangelo aveva un caratteraccio; forse è per questo che i due si intendevano così bene).

Bella pagina anche quella dedicata alla “Pietà Rondanini”, il misterioso gruppo marmoreo a cui Mike lavorò fino all’ultimo (pare che volesse ornarne la sua tomba, a Roma). La figura di Cristo, afferma l’artista, “torna all’interno del grembo della Madre, risucchiato dal suo amore immenso”

E adesso mi preparo a L’ALTRO CAPO DEL FILO di A. Camilleri: gli ho dato una scorsa veloce; promette bene.

Domanda finale: perché ho cominciato da Costantino D’Orazio e ho lasciato come dessert Andrea Camilleri? Confesso che la lingua Italo-Vigatese mi crea qualche problema.

So che “taliari” significa scrutare, che “spiari” sta per chiedere, che quando Moltalbano parla di “cabbasisi” non allude al regno vegetale, che “nonsi” è contrazione di nossignore… ma nel complesso faccio fatica.

Ma ne vale la pena.
camill

Published in: on novembre 16, 2016 at 9:43 am  Lascia un commento  
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COCKTAIL PARTY, by T. S. Eliot

NOLI ME TANGERE è un breve romanzo di Camilleri (ne ha scritti di migliori).

Premesso ciò che minchia c’entra COCKTAIL PARTY, scritto da Eliot nel 1949?

A domanda rispondo:

  • nel romanzo camilleresco il dramma eliotesco è ripetutamente citato; soprattutto è evocata la figura di Reilly (lo psichiatra)
  • la protagonista del romanzo, Laura, ha notevoli analogie con Celia (ma ora mi tocca di spiegarvi chi è Celia)

Adesso vi racconto la trama di COCKTAIL PARTY (posso aggiungere che mi fece fare un figurone alla maturità del 1965? Ah, non ve può fregare di meno? Ok, d’accordo…)

ATTO PRIMO – Nell’elegante casa di Edward e Lavinia arrivano gli ospiti; ma Lavinia dov’è? Edward è costretto ad ammettere che Lavinia lo ha lasciato (dopo 5 anni di matrimonio). Tra gli ospiti c’è lo psichiatra Reilly (il deus ex machina della situazione) che si incarica di rimetterli insieme.

ATTO SECONDO – Tra i pazienti di Reilly c’è anche Celia; è stata l’amante di Edward, che l’ha mollata (e l’ha mollata anche Quilpe, un attore americano); Reilly offre a Celia un’alternativa: una rassegnata mediocrità borghese “due persone che sanno di non capirsi, che nutrono figli che non capiscono e da cui non saranno mai capiti…” oppure un’altra via “una via sconosciuta, che esige fede…” attraverso una “clinica speciale” metafora della religione; Celia sceglie la seconda via.
elio
ATTO TERZO – Sono passati anni; Edward e Lavinia offrono agli amici un altro party durante il quale rivelano a Quilpe che Celia era diventata una missionaria in Africa e aveva incontrato il martirio. (Altra analogia con Laura, protagonista di NOLI ME TANGERE, che lascia tutto per dedicarsi alle tribù dell’Amazzonia; però Laura non muore)
noli

Published in: on luglio 24, 2016 at 12:01 pm  Comments (3)  
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