Dopo il trasloco (in appendice, qualche parola su un film che se Calderoli lo vede gli viene un infarto)

Sto riemergendo da un trasloco particolarmente stressante.

Non tanto per le difficoltà tecniche (in fondo siamo rimasti nello stesso condominio) quanto per asperità esistenziali.

Mi spiego.

Ci siamo ristretti, mia moglie e io, in un appartamento più piccolo. La casa era diventata troppo grande. soprattutto da quando nostro figlio si è sistemato a Cambridge.

Necessario svuotare armadi e ripostigli.  Tanti vecchi maglioni, cappelli e sciarpe hanno preso la via dei cassonetti della solidarietà (vicino a casa c’è quello dell’Unione Ciechi, un po’ più in là c’è la Caritas e poi la Croce Rossa ecc). Quasi metà dei libri li ho regalati alla biblioteca della mia scuola: se avrò voglia di rileggerli so dove sono.

E ho scoperto che tante altre cose non erano indispensabili

Il ripostiglio era intasato da ricordini e depliants turistici vecchi di decenni: una vecchia e inservibile valigia acquistata a Marshfield (Mo), una maglietta aragonese, una mappa di Spalato…

Attaccarsi troppo al passato è da vecchi. Svuotate gli armadi e resterete giovani! O almeno vi sentirete meno vecchi…

Cambiamo discorso.

Dopo l’immagine (immagine di repertorio, perché in realtà il nostro trasloco non è stato così difficile) citerò un film visto ieri. Dedicandolo alla società multietnica in cui viviamo e vivranno i nostri figli e nipoti.
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Titolo del film: ITALIAN MOVIES

Motivo per cui quel ritardato mentale di Calderoli non lo apprezzerà (ammesso che lo veda): una compagnia di stranieri (perennemente ricattati dalla minaccia di espulsione) riesce a lavorare e a guadagnare bene in quel di Torino.

Peggio ancora. Quando il padrùn padano (interpretato da Filippo Timi) scopre la loro attività semiclandestina non solo non li prende a calci in culo, ma si mette in affari con loro, pieno di entusiasmo.

Ne riparlerò nel prossimo post. Per oggi basta così.

Ve l’ho detto. Sono stressato.

Siamo ancora qui, uffa… PER CONSOLARVI elenco 10 buoni motivi per amare la vita

CHE DELUSIONE!!!!!!!!

Abbiamo passato la sera a piazza della Mercanzia, aspettando di vedere da che parte sarebbe caduta la Torre Asinelli.

Se fosse caduta su via Rizzoli pagavo io, se cadeva su Strada Maggiore pagava Mario, se cadeva su di noi non pagava nessuno. Ma non è caduta e abbiamo pagato alla romana.

Comunque ecco la chart (stilata in un momento particolarmente alcolico) delle 10 cose che rendono gioiosa la vita:

  1. Mozart (tutto! Mozart è come il maiale: non si butta niente)
  2. il recioto amarone della Valpolicella (come abbinarlo? rivolgersi per un consiglio al dott. Hannibal Lecter)
  3. studiare un costosissimo sistema per il superenalcoso, DIMENTICARE DI GIOCARLO e scoprire che non avresti vinto niente
  4. sperare in un mondo migliore dove Marcello Dell’Utri dirà finalmente la verità, i cattivi diventeranno buoni e i buoni diventeranno simpatici
  5. in un momento di follia conviviale, tirare fuori antichi giochi di parole (l’apice è l’insettice che fa il mielice, l’oppio è il padre dei vippi, i piedoni sul sabbione lasciano ormone, il luppolo ha mangiato Cappuccettolo Rossolo…) e accorgersi che fanno ancora ridere; anzi, che a tavola c’è chi ti batte (il batuffolo è un basaltolo dal batrampolinolo!)
  6. dopo sogni angosciosi (all’esame di maturità non riesci ad aprire bocca, sei bloccato in ascensore con Calderoli e Borghezio, ti hanno regalato il dvd di SONO IL NUMERO QUATTRO e devi far finta che ti piaccia) accorgersi che era solo un incubo. Che sollievo!
  7. arrivare in ritardo all’appuntamento con Lei/Lui (insomma, la persona amata) e adesso che scusa invento? e Lei/Lui arriva due minuti dopo!
  8. riascoltare GOOD MORNING dal trio Debbie Reynolds, Gene Kelly e Donald O’Connor (“siamo stati male tutta la notte, ma ora è mattina…)
  9. Cantare in coro CIELITO LINDO dopo il terzo giro di Corona Extra (allego testo)
  10. Augurare BUON NATALE a tutti, amigos de siempre y de la ultima hora!!

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