C’è remake e remake…

Se dovessi elencare i soggetti che abbiamo copiato finirei a Capodanno: BENVENUTI AL SUD, IL NOME DEL FIGLIO, THE PLACE, TI PRESENTO SOFIA…

Temo che l’originalità non abiti più qui. Perciò voglio proporre qualche idea ai nostri produttori.
ventotramocitikane

Del remake di CITIZEN KANE ho già straparlato qui 

Proviamo a remakare VIA COL VENTO?

VIA COL FINTO (di e con Checcozalone) – Molise 1860. Si festeggia il compleanno di Zi’ Teresa quando giunge la notizia dell’imminente arrivo di una colonna di soldati piemontesi da nord e di una compagnia di garibaldini da sud. Rossello O’Hara non sa che pesci prendere: se non si arruola diranno che è ricchione, ma come si fa a prevedere chi andrà a comandare in futuro? Nel dubbio si inventa di avere una sorella gemella (Rossella) e come tale si fa corteggiare dal colonnello Papaleo. Quando si arriva al dunque “lui” si spoglia: è una donna! (Laura Morante?). “Cosa dirà la gente?” “Francamente me ne infischio!”

E che titolo daremo alla versione moderna di SUNSET BOULEVARD?

Viale dei Condoni? Via del Reddito di Cittadinanza? Vicolo delle Frattocchie?

Mah, il titolo lo troviamo alla fine. Adesso vi espongo la trama.

Un comico che non fa più ridere (Bruno Vespa?) finisce per caso in una villona della Magliana dove Raffaela Carrà sogna un ritorno alla fama di un tempo. Un compassato maggiordomo (Baudo?) spiega al comico che la Rai sta effettivamente pensando a Raffa, ma solo per prenderla per il culo (pensano di mettere insieme tutte le inquadrature in cui lei si metteva la dita nel naso). Quando lo viene a sapere la Carrà si infuria, uccide il comico e scende le scale della villona (Sono pronta per il primo piano!!!). E’ felice: ha capito che finire a Rebibbia è il modo migliore per incantare il pubblico. Realizzerà lì il TUCA TUCA SHOW.

Ecco: il titolo potrebbe essere proprio Tucatucasciòv.

Ma andrebbe bene anche SI STAVA PEGGIO QUANDO SI STAVA PEGGIO.

Insomma, ci devo lavorare

 

Published in: on novembre 28, 2018 at 10:02 am  Comments (5)  
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UN BUON MOTIVO per desiderare la FINE DEL MONDO

lapo

Marco Travaglio show (Anestesia totale)

Qualche sera fa siamo andati al Teatro delle Celebrazioni (Bologna) per applaudire Travaglio&C.

Nonostante la capienza, abbiamo rischiato di rimanere in piedi. Qualcuno lo ha fatto.

Sul palcoscenico, davanti a una simbolica edicola rivestita di vecchi giornali, si sono alternati Marco Travaglio e Isabella Ferrari.

TEMA: Silvio non c’è più (dovrà pur succedere!) ma gli è sopravvissuto il sistematico nascondimento delle notizie, la realtà negata, il fumo negli occhi, l’intontimento dei telespettatori. Tutta roba che farà enormemente comodo a chi verrà dopo.

MA COME E’ POTUTO SUCCEDERE? Questa è la domanda.

Si parla di cose serie, serissime. Ma il pubblico scoppia dal ridere quando (ad esempio) Travaglio pronuncia, con tono sepolcrale, le parole “Bruno Vespa” e poi fissa la platea.

Più in là cita Clemente Mastella (sì, perché abbiamo avuto Mastella come ministro della giustizia…) e di nuovo tutti a ridere.

Si ridere per non piangere. E intanto si va avanti, parlando del tg di Minzolini, della xenofobia, della “delinquenza percepita” (per cui sembra che in Italia, prima che arrivassero i Romeni, non ci fossero scippi, stupri e omicidi).

Le statistiche parlano chiaro: la stragrande maggioranza dei delitti avviene a opera di italiani, compaesani, consanguinei (Novi Ligure, Erba, Cogne, Avetrana, Garlasco…) e non dei soliti extracomunitari che la stampa e la tv indicano ogni giorno come mostri assetati di sangue.

Si danno il cambio: Travaglio documenta. Isabella Ferrari recita.

Legge pagine incredibili di Indro Montanelli (di cui ogni tanto si sente la voce) che sembrano scritte ieri, ma sono profezie di decenni fa.

E qui non si ride. Soprattutto quando Indro scrive di Budapest 1956: “Avrei tanto voluto dire che sono di destra quelli che sfidano il regime comunista… Ma non è così… sono operai e figli di operai… il comunismo è contestato da gente di sinistra!”

L’omaggio a Montanelli (il più grande giornalista del ‘900) era dovuto. E sono sicuro che Travaglio ha apprezzato gli applausi al Gran Toscano più di quelli dedicati a lui.