ALLIED, by R. Zemeckis

LUI (interpretato da Brad Pitt) ha sposato LEI (Marion Cotillard) e vivono felici nell’Inghilterra del 1943 (alla vigilia dello Sbarco).

Hanno anche una figlia, Anna.

LUI lavora per i Servizi Segreti alleati (e se non fosse vero?). LEI è stata membro della Resistenza francese (e se non fosse vero?). Si sono conosciuti in una rischiosissima azione a Casablanca; sono riusciti a fuggire in Inghilterra (è stata solo fortuna?) e si amano tanto (e se non fosse vero?).

Colpo di scena!

I capi avvisano LUI: “non ti fidare di LEI, è un’astuta spia nazista! abbiamo le prove…”

Effettivamente le accuse su LEI sembrano fondate. Ad esempio, dovrebbe essere una brava pianista, ma quando LUI le chiede di suonare casca l’asino…

Se il nome Casablanca vi fa vibrare le antenne vi dico subito che Michael Curtiz non c’entra una fava.

Se mai l’atmosfera di intrighi e sospetti ha cospicui debiti verso A. Hitchcock, soprattutto nel finale.

Stavolta NIENTE SPOILER. Mi limiterò a elencare (dopo l’immagine) alcune possibili conclusioni

alli

  1. LEI uccide LUI
  2. LUI uccide LEI
  3. LUI lancia una moneta “Se viene testa vinco io, se viene croce muori tu” LEI non apprezza lo scherzo e, comunque, si spara.
  4. LEI, vistasi scoperta, fa seppuku con la wakisashi (che portava sempre nella borsa della spesa); si scopre così che LEI era un’agente giapponese, che aveva cambiato i connotati con una riuscitissima operazione.
  5. LUI è un androide, fabbricato nell’Area 51; volete sapere come è stata concepita la piccola Anna? bah, sapete com’è… nella confusione bellica può succedere di tutto; comunque arriva Rick Deckard e fa fuori LUI che, prima di morire, mormora “io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, pedalò in fiamme al largo di Riccione…”
  6. LUI e LEI fuggono con Anna in Egitto, dove riceveranno l’omaggio dei magi e dei pastori; secondo Robert Langdon Anna (ultima discendente di Gesù Cristo) porterà la pace nel mondo in un lontano futuro.
  7. Tra spie e controspie nasce un tale casino che il Comando Alleato fa paracadutare in Normandia l’intera troupe di Sanremo; la guerra finisce, perché i tedeschi (sopraffatti da tanta cialtroneria) si arrendono.
  8. Le accuse contro LEI erano fasulle; servivano solo per ingropparsela, con la scusa dell’interrogatorio stringente; LUI se ne accorge a cose fatte e si vendica sterminando tutti gli agenti dell’MI6 (versione Q. Tarantino) oppure si eccita come un toporagno (versione T. Brass).
  9. Mentre LUI e LEI trombano gagliardamente in un auto sotto una tempesta di sabbia, un’ombra furtiva si avvicina; è Angelina Jolie: “dunque mi hai lasciata per questa sciacquetta mangiarane!!!”; segue una lite furibonda tra Angelina e Marion, durante la quale sono spesso citati i nomi di una antica città a lungo assediata dagli Achei e di un mammifero di sesso femminile da cui deriva la parola vaccinazione; le rivali vengono separate a stento, mentre il regista Zemeckis si frega la mani (le macchine hanno ripreso tutto e il materiale servirà per realizzare THE MAKING OF ALLIED)
Published in: on febbraio 10, 2017 at 9:02 am  Comments (4)  
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qui si parla di SEVEN e de I SOLITI SOSPETTI – seguirà una noiosissima considerazione su quale sia il peggior di tutti i vizi

In una città imprecisata (dove piove sempre; ricorda la Los Angeles di BLADE RUNNER) un ferocissimo serial killer contribuisce a riempire l’obitorio. In confronto a lui Hannibal è un pacioccone.

Si chiama J. Doe.

Attenzione: QUESTO NON E’ SPOILER (in America John Doe è sinonimo di “uno qualunque”, come da noi Pinco Pallino).

Lo inseguono due detective della sezione omicidi: il vecchio e amareggiato Morgan Freeman e il giovane e incazzoso Brad Pitt.

Lo spettatore aspetta più di un’ora per intravvedere Doe (di spalle), poi ne sente la voce (nella versione italiana è quella di Francesco Pannofino) al telefono.

Infine, dopo 91 minuti, Doe si presenta alla Centrale della polizia “State cercando me?” (e finalmente lo vediamo in faccia)

Quello che succede alla fine NON VE LO DICO

  • se conoscete il film non ne avete bisogno
  • in caso contrario non voglio scoprire le carte (vi dico solo che è un colpo allo stomaco)

Se volete giocare a fare il detective, vi darò un indizio dopo le immagini
se7en
Prima di darvi l’aiutino, DEVO FARE UNA CONFESSIONE.

La prima volta che l’ho visto (al cinema Arlecchino) avevo ipotizzato che Doe fosse una donna.

A quell’epoca leggevo troppi romanzi di Agatha Christie (quelli con la sorpresona finale, tipo TESTIMONE D’ACCUSA) e, man mano che i cadaveri si ammucchiavano, fantasticavo che il serial killer potesse essere proprio Tracy, la bellissima moglie di David.

FINE DELLA CONFESSIONE
tracy
Sarò scemo?

Ah, dimenticavo! L’aiutino… All’attore che interpreta il sanguinario Doe è stato dedicato un rap di Caparezza.

Adesso qualcuno potrebbe chiedermi: “Perché hai preferito SEVEN a I SOLITI SOSPETTI come miglior film del 1995?

A domanda rispondo: il terribile finale di SEVEN era davvero imprevedibile, mentre persino io sospettavo che Roger Kint non la raccontasse giusta (non ci sono arrivato ragionando, mi suonava fasullo…). E senza sorpresa non mi diverto.

Seconda domanda. Che differenza c’è tra vizi e peccati?

Rispondo. Un peccato è un singolo atto della volontà. Un vizio è una cattiva abitudine, una cattiva compagna di viaggio, una strega di cui è sempre più difficile liberarsi.

Da un vizio possono derivare molti peccati: dal vizio di obbedire agli ordini senza discutere derivano le infinite atrocità che si commettono in guerra.

Comunque questa distinzione è troppo europea per Hollywood: in SEVEN si usa sempre il termine SINS che letteralmente significa peccati.

Terza domanda. Tra i 7 tradizionali vizi quale è il peggiore? 

Rispondo: l’INVIDIA. Per usare un francesismo, tutti i viziosi sono stronzi, ma il più stronzo è l’Invidioso.

Infatti J. Doe è INVIDIOSISSIMO. Invidia la gioia degli altri, dovunque essa sia (nella felicità coniugale di David o nella bellezza di una donna). In sintesi, l’invidioso ti odia perché tu vivi bene, perché ami qualcuno, perché qualcuno ti ama, perché hai avuto fortuna, perché mangi le melanzane alla parmigiana, perché bevi un buon vino…

Ultimissima domanda. Perché Doe non ha ucciso l’iracondo David pur potendo farlo?

Risposta. Per farlo soffrire di più.

Ci sono cose molto peggiori della morte.

John Doe lo sa.

Published in: on gennaio 16, 2014 at 8:57 am  Comments (2)  
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sul concetto di ACCIDIA e sul film SEVEN (1995)

Sono pigro, non sono accidioso.

La differenza è importante e ve la spiegherò dopo l’immagine. Prima lasciatemi dedicare qualche riga a SEVEN.

Un film incredibile, che meritava almeno una nomination agli Oscar 1996 (magari al posto di quella pizza di APOLLO 13) e che comunque rivedo ancora con viva e vibrante emozione dopo 18 anni.

Come sapete, le sette vittime corrispondono ai sette vizi, quindi c’è anche l’accidia

Come? Come? Qualcuno di voi non conosce la storia di SEVEN? Maddài…

Beh, se le cose stanno così bisognerà che mi metta d’impegno e scriva una recensione come si deve.

Lo farò presto. Prometto.

Anzi, se vi fa piacere, potrei recensire tutti i film che appaiono nella lista un anno un film partendo dal migliore del 2013. Spiegando perché li ho scelti.

  • 2013 – non ho ancora deciso tra IL LATO POSITIVO e ZERO DARK THIRTY
  • 2012 – ARGO
  • 2011 – THE TREE OF LIFE
  • 2010 – TOY STORY 3
  • 2009 – AMABILI RESTI
  • 2008 – WALL-E
  • 2007 – NON E’ UN PAESE PER VECCHI
  • e via recensendo

Dopo l’immagine (quello di profilo è Brad Pitt, quello col cappello è Morgan Freeman) parlerò della differenza tra i pigri (come me) e gli accidiosi.

Se volete annoiarvi leggetemi.

In caso contrario ci salutiamo qui.

se7en
Come dicevo all’inizio, sono PIGRO. Mi alzo tardi la mattina (quando posso) e rinvio spesso a domani quello che dovevo fare ieri.

Si chiama PIGRIZIA. Ne sono affetto dalla nascita, credo.

Ma l’ACCIDIA è peggio.

Può essere definita come radicale indifferenza tra il bene e il male, un triste e cinico rifiuto a impegnarsi. Anzi a distinguere tra i torturatori e torturati.

Esemplifico.

Nel film LE IDI DI MARZO (ve lo ricordate, vero? si tratta di chi diventerà Presidente…) una giornalista manifesta così la propria indifferenza al risultato finale: “niente si muove, niente cambia nella vita del coglione medio che si alza la mattina, va a lavorare e poi ritorna a casa…”

Insomma, che vinca Hitler o Mandela, Pol Pot o il Mahatma Gandhi che differenza fa?

E’ un vizio grave, ma non è inguaribile (a differenza della mia pigrizia).

Come si può smettere di fumare o di sputare per terra si può perdere il vizio dell’indifferenza, di ripetere “tutto è inutile, tutto è vano, non cambierà mai niente… perciò io penso ai fattacci miei e me ne frego di tutto e di tutti!!!”

Questo è tutto, gente. In settimana posterò su SEVEN. Adiòs.

Published in: on gennaio 14, 2014 at 10:55 am  Comments (7)  
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Brad Pitt

Come al solito ELENCO SOLO QUELLI CHE HO VISTO.

Come potrei averli visti tutti? Pitt ha interpretato più di 60 film, comprendendo anche i tv movies.

Aggiungete pure tutto quello che volete e date il voto all’interpretazione di BP, non al film.

  • THELMA E LOUISE (1991) – C’era una volta un autostoppista chiamato J.D.; era un grandissimo stronzo (quando ci vuole ci vuole) che dopo aver fatto provare orgasmi multipli a una donna particolarmente sfortunata (Geena Davis) le rubò tutti i soldi e sparì. Da allora l’autostop è passato di moda. Se incontrate J.D. prima sparategli e poi ditegli “non si fa così, o malfidato!”
  • SEVEN (1995) – David è un detective; indaga su una serie di omicidi che (lo sapete già, no?) sono in corrispondenza biunivoca con i vizi capitali. Se c’era Berlusconi nel film? Beh… non ricordo bene. Ma ricordo che IRA è il vizio che conclude la serie, nel senso che quando David si arrabbia non si limita a estrarre il cartellino rosso.
  • SETTE ANNI IN TIBET (1997) – Heinrich Harrer era già un alpinista famosissimo quando (nel 1939, allo scoppio della guerra) venne arrestato dalle autorità indobritanne; riuscì a fuggire, si arrampicò in cima al Tibet (allora era uno stato indipendente) e lì fece amicizia con un ragazzino chiamato Tenzin Gyatso, noto ancora oggi come Dalai Lama.
  • VI PRESENTO JOE BLACK (1998) – Joe veste di nero. Gli sta da dio quel colore, essendo che lui è la Morte in veste umana. Susan si innamora come una pera cotta (è noto che le perecotte estan muy calientes en el amor). Anche Joe è affascinato e vorrebbe portarla con sé. Ma non è ancora la sua (di lei) ora. Arrivederci cara.
  • THE MEXICAN (2001) – Jerry parte per il Messico, alla ricerca di una pistola. Non una pistola qualunque: dicono che abbia poteri jettatori non comuni (c’è tutta una storia dietro, fin dall’Ottocento). E c’è LEI (Julia Roberts)
  • TROY (2004) – Achille, figlio di Peleo e della dea Teti, era velocissimo nella corsa e quasi invulnerabile… ma che ve lo dico a fare?
  • MR. & MRS SMITH (2005) – John Smith (che nome originale!) è un killer professionista e riceve l’incarico di uccidere la moglie (Angelina Jolie). Reciprocamente, lei deve uccidere il marito. Bang bang bang e si ritrovano più affiatati di prima. Interessa sapere che BP e AJ si innamorarono proprio girando questo film? Non ve ne può fregare di meno? Ah, ecco…
  • BABEL (2006) – Richard Jones porta la moglie in vacanza in Marocco; lei viene ferita a una spalla da una fucilata (non è il solito sicario assoldato dal marito…). Tutto finisce bene: prima quel matrimonio era in crisi, ma questa misteriosa avventura li riunisce. Adesso non chiedetemi altro di questo babelico film: mi sono imposto di finire il post prima della mezzanotte, prima di trasformarmi in lupo mannaro.
  • BURN AFTER READING (2008) – Chad ha un’amante scema (ma neanche lui è un’aquila). Prova a ricattare un ex agente della CIA (John Malkovich) che lo uccide. Poco male: uno dopo l’altro tutti i personaggi sono uccisi. Tranne l’amante scema.
  • IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON (2008) – Da un surreale racconto di F. S. Fitzgerald. Benjamin nasce 85enne nel 1918 e ringiovanisce fino a morire poppante nel 2003. Nell’intervallo gioca con una bambina che col tempo diventerà il Grande Amore della sua vita, sperona un sommergibile tedesco e parte per l’India (era di moda negli anni ’80) per cercare se stesso. Nomination all’Oscar.
  • BASTARDI SENZA GLORIA (2009) – Aldo Raine è un tenente americano che, nella Francia occupata dai nazisti, guida alla vittoria finale una squadra di basterdi. Le cose non sono andate proprio così, ma è bello sognare…indimenticabile il tatuaggio con un temperino fuori ordinanza sulla fronte del col. Landa.
  • THE TREE OF LIFE (2011) – Mr. O’Brien è un padre severo, che vuol insegnare ai figli “come si sta al mondo” e li induce alla nevrosi (succede ai nostri tempi, figuratevi negli anni ’50); Jack, il figlio maggiore, impiegherà molti anni per riconciliarsi con lui, in una spiaggia oltre il tempo.

Dopo le immagini, la classifica provvisoria relativa alle interpretazioni di L. Di Caprio.

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Dunque… parliamo di LEONARDO DI CAPRIO.

Ha ottenuto molti elogi, soprattutto dall’altra metà del cielo (non ne dubitavo).

La miglior interpretazione (finora) è FRANK ABAGNALE (nel film PROVA A PRENDERMI) con punti 47,5.

Hanno contribuito a questo primato LIDIA ZITARA, SAILOR FEDE, PENSIERINI, ANNA NIHIL, BLABLA, LILIAN e CECILIA (che gli ha dato 9,5).

Seguono:

  • DOM COBB (inception), punti 42
  • TEDDY (shutter island), punti 38
  • AMSTERDAM (gangs of new york), punti 37,5
Published in: on marzo 14, 2013 at 7:41 pm  Comments (6)  
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BENJAMIN BUTTON vs. THE LADY IN THE WATER

Solito dilemma. Quale dei 2 metterò nello scaffale e quale nell’armadio?

Dico subito che LA SIGNORA NEL WATER (Shyamalan, 2006) mi era piaciuto in sala, MA rivedendolo in dvd ha rivelato notevoli difetti (troppi personaggi, psicologie approssimative, mix non riuscito tra immaginazione sfrenata e impalcatura filosofica); per cui lo rivedrò stamattina e poi deciderò.

Intanto, se non la conoscete, beccàtevi  questa TRAMA.

Nella piscina di un grande condominio di Filadelfia affiora una ninfa (Bryce D. Howard): è venuta, rischiando la vita, per comunicare un importantissimo messaggio a un giovane scrittore (interpretato dallo stesso regista). Con l’aiuto del portinaio (Paul Giamatti) e dei condomini (uno spaccato multicolore del popolo americano) riuscirà a compiere le sua missione e a sfuggire a un mostruoso antagonista.

Blim blam.

Catalogo nel genere FANTASY (qualche gradino più in su, non vi pare?) anche The curious case of B. Button (Fincher, 2008) che inserisce in un contesto realistico una buffa idea di F. S. Fitzgerald e la rielabora molto liberamente.

Sul letto di morte una novantenne (Cate Blanchett; impressionante il trucco per invecchiarla) rivela alla figlia che il suo vero padre è il defunto Button, nato vecchissimo e morto poppante (B. Pitt). Scartato il sospetto che sia una balla mostruosa per nascondere origini più prosaiche, andiamo avanti…

Benjamin incontra Daisy quando hanno entrambi 6 anni (ma lui ne dimostra 80) e diventano grandi amici. Ogni anno lui ringiovanisce mentre lei cresce. Lei diventa una grande ballerina, lui diventa marinaio e attraversa la seconda guerra mondiale. Si ritrovano negli anni sessanta (hanno la stessa età biologica ora) e si amano con ardente passione. Quando nasce una figlia lui se ne va: “tra poco io sarò un adolescente e tu hai bisogno di un marito serio e che invecchi con te…”

E se ne va in India, con l’energia di un giovane e la saggezza di un anziano. Combinazione perfetta.

Si rivedranno però, in situazioni sempre più paradossali. L’ultima volta che lui la fisserà (lei lo tiene in braccio) la riconoscerà ancora e proverà ancora amore. Come lo può provare un neonato affetto da demenza senile.

Una bella storia, davvero. Forse il film è troppo lungo (quasi 3 ore) e molti episodi si potevano saltare, come quello con Tilda Swinton in Russia. Ma nel complesso il mio giudizio è: AFFASCINANTE, STRAMPALATO MA AFFASCINANTE.


Published in: on giugno 30, 2011 at 12:01 pm  Comments (2)  
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BILANCIO DI UN ANNO, in 10 film

Ho cominciato a bloggare un anno fa, il 2 settembre 2008.

Iniziando perciò il mio secondo anno bloggatorio, tiro un primo bilancio. Perdonate se la prima cosa che mi viene in mente, invece di commentare i grandi avvenimenti di questi 12 mesi (l’elezione di Barack Obama, il successone di una modella di 80 Kg a NYC, l’Inter che vince il derby per 4-0, ecc), è l’elenco dei 5 film che il mio personalissimo giudizio classifica i migliori dell’anno.

  1. GRAN TORINOAmaramente epico. Clint, vecchio scorbutico (e perseguitato dal rimorso di aver ucciso un “muso giallo” in guerra), si fa uccidere per far arrestare la gang che terrorizza il quartiere. Continuo a chiedermi perchè i giurati dell’Academy lo abbiano trascurato. (vedi post del 10/4)
  2. THE MILLIONAIREBellissimo intreccio di gangster-story, amore romantico (i due protagonisti si baciano -molto castamente- solo nell’ultima inquadratura),guerre di religione e suspence televisiva. 8 premi Oscar. Astutamente gli sceneggiatori hanno introdotto una coppia americana che dà una generosissima mancia al protagonista (la famosa banconota da 100 dollari che gli permetterà di rispondere alla domandona).
  3. BURN AFTER READINGDeliziosa galleria di mentecatti che vengono (quasi tutti) uccisi dalla CIA. In sala ridevamo come matti a ogni uccisione. I registi (i fratelli Coen) sono incredibilmente bravi: persino Brad Pitt recita bene con loro (anche perchè il suo ruolo è quello di uno scemo a 24 carati); J. Malkovich, T. Swinton e G. Clooney sono eccezionali come sempre.
  4. CORALINE E LA PORTA MAGICAFilm dark travestito da film per ragazzi. Lo stile è quello (alla scuola di Tim Burton) di Nightmare before Christmas. La protagonista è bruna, bruttarella e tosta (proprio l’opposto di Alice nel paese ecc, con cui qualcuno l’ha paragonata) e respinge le seduzioni consumiste del Diavolo (l’ALTRA MADRE) perché ama troppo la libertà. Molto buono il doppiaggio: per giudicare l’originale in inglese aspetto il DVD.
  5. IL DUBBIOUna storia molto ben recitata, più teatro che cinema (anche qui bisogna applaudire il grande mestiere di M. Streep, che accetta anche i ruoli da “cattiva”), e una conclusione “aperta”. Non sapremo mai cosa è veramente successo nella parrocchia di S. Nicola: un prete è stato gentile con un giovane che il brutto vizio di essere nigger (nel Bronx del 1964 può essere davvero un brutto vizio) o il brutto vizio ce l’ha proprio il prete? (leggasi il post del 5 febbraio).

Mi dispiace dirlo: nessun film italiano tra i primi 5! L’anno precedente (2007/2008) c’erano stati i capolavori di Garrone e (qualche gradino sotto) di Virzì. Quest’anno mi limito a segnalare i 5 che mi sono piaciuti di più.

  • Vincere (Bellocchio): un robusto dramma (anzi tragedia: per la povera Ida e per l’Italia tutta) recensito il 1 giugno
  • Terramadre (Olmi): un documentario, più che un film vero e proprio; veramente bello; recensito il 12 maggio
  • Diverso da chi? (Carteni): commedia brillante su un tema serio (molto brava Claudia Gerini), recensita il 31 marzo
  • La matassa (Ficarra&Picone): bel film, ben recitato; non sarà un capolavoro ma si lascia vedere e rivedere (certe battute sono sparate a mitraglia, ci vuole il DVD per capirle bene); recensito il 31 marzo.
  • Il cosmo sul comò (Cesena): una serie di sketches non sempre perfetti, ma lo humour non manca; lo so che molti ESIGONO il capolavoro da AG&G e sono rimasti delusi… ma a me è piaciuto! Recensito il 25 dicembre.

Aspetto Giuseppe Tornatore (e il suo Baaria)…

BOX OFFICE di Marzo

Elenco dei 5 film più visti in Italia nel mese scorso. La fonte è il mensile CIAK.

  1. I LOVE SHOPPING – Alcune ex-colleghe minacciano di togliermi il saluto se non dico che questo film fa schifo; in realtà, non è male come pensavo: ci sono ottimi attori (John Lithgow, Joan Cusak, John Goodman, Kristin Scott Thomas) un po’ sottoutilizzati e c’è il ritmo incalzante delle commedie slapstick. Comunque non comprerò il DVD.
  2. LA MATASSA – Anche questa commedia non è piaciuta a tutti. A me sì: comprerò il DVD. Certe gag sono impagabili, ad esempio quella del vecchietto succube della madre che per tutta la vita gli ha proibito il matrimonio e le sigarette: appena libero si scatena…
  3. IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON – Gran bel film. Ne ho già parlato nel post del 5 marzo. Quando si oltrepassano i 10 milioni di euro (secondo me arriva a 12) senza bisogno di attori adolescenti (Brad Pitt ha superato i 45, Cate… beh, non si dice l’età…), Christian De Sica, Verdone, supereroi e sesso (un po’ ce n’è, ma solo un po’) un motivo ci deve essere. Lo comprerò il DVD, potete scommetterci.
  4. WATCHMEN – Non l’ho visto e un po’ mi dispiace, perché non posso godermi in pieno la PARODIA che ne fa Stefano Disegni.
  5. GRAN TORINO Bellissimo. Ancora non riesco a capire perchè non abbia avuto nemmeno una nomination; almeno per la regia. Forse i giurati dell’Academy ritenevano di aver premiato abbastanza Clint per MILLION DOLLAR BABY. Forse sono rimasti scioccati dal linguaggio e dallo stile politically uncurrect del protagonista (in Italia uno come Kowalsky voterebbe Lega Nord o non voterebbe affatto), che però col suo sacrificio finale diventa simpatico a tutti. Boh. Comunque, quando arriverà il DVD, lo riguarderò attentamente e deciderò se inserirlo nella TOP TEN del decennio.

Cambiando leggermente discorso (ma restando nell’ambito cinema) segnalo che nella mia TOP FIVE (cioè nella lista dei post più visitati) THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST ha scalzato dal quinto posto TWILIGHT, il film: per la precisione, 108 per il film sul capolavoro di Wilde e 105 per gli adolescenti vampiri.

Con tutto il rispetto per la signora Meyer, la commedia di Garofano Verde continuerà ad essere famosa tra secoli, mentre non scommetterei lo stesso per il suo (pregevole, lo riconosco) romanzo.

La differenza di qualità tra i due film è ancora più netta.

Box office di febbraio

Elenco dei 5 film più visti in Italia nel mese scorso.

  1. EX – Mi è piaciuto? Beh, diciamo che Notte prima degli esami è Citizen Kane e Giorgio Faletti è Orson Welles. Diciamo anche che Fausto Brizzi vive di rendita sul suo piccolo capolavoro del 2006, ma qui non ha la mano altrettanto felice. Gli attori sono bravi (soprattutto Silvio Orlando, Fabio De Luigi e Claudio Bisio), ma sembrano un po’ svogliati. Eppoi sono tutti ricchi e ben vestiti e non si vede una macchina usata che è una! Silvio Orlando (da poco single) organizza una festicciola e lo troviamo circondato da una ventina di fanciulle una più gnocca dell’altra! Le case sono tutte bellissime, Roma è da cartolina, Parigi è da cartolina, la Nuova Zelanda è da cartolina…
  2. ITALIANS – Vivamente sconsigliato da amici che coraggiosamente l’avevano visto. Perciò non l’ho visto.
  3. OPERAZIONE VALCHIRIA – Senza infamia e con qualche lode. Tom Cruise particolarmente inespressivo, però la benda nera sull’occhio gli dona.
  4. IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON – Bello. Magnifica Cate Blanchett (che invecchia scena dopo scena), un po’ meno Brad Pitt (che scena dopo scena ringiovanisce). Meritava qualche Oscar in più.
  5. REVOLUTIONARY ROAD – Mi è piaciuto, ma mica poi tanto. Vedasi il mio post del 4 febbraio.

Fonte: mensile CIAK.

A questi magnifici (?) cinque ne aggiungo altrettanti che ho visto a febbraio.

THE READER – Recensito il 21 febb. Meritatissimo OSCAR a Kate Winslet, un po’ troppo triste il finale del film. Anzi, i finali del film: ce ne sono tre. Uno ha a che fare coi lacci delle scarpe, l’altro si svolge a New York, nell’appartamento di una signora molto elegante e molto triste, nel terzo ci si aggira nei pressi di una tomba, in un piccolo cimitero della Selva Nera. Tutto sommato, un film adatto alla Quaresima.

IL DUBBIO – Bello, molto bello. L’ho recensito il 5 febb col titolo Don Milani nel Bronx o suor Di Pietro?

UN MATRIMONIO ALL’INGLESE – Commedia brillante, da Noel Coward. Una suocera aristocratica (Kristin Scott Thomas) detesta una nuora americana e fallofila (Jessica Biel), anche perchè le ha involontariamente ucciso il cagnolino con una culata.

I LOVE SHOPPING – Commedia un po’ surreale, a base di carte di credito esaurite e di implacabili esattori. Non è così male come pensavo. Tra le attrici di contorno brilla Kristin Scott Thomas. Non è colpa mia se la fanno lavorare tanto!

VALZER CON BASHIR (a Bologna lo danno ancora nei parrocchiali) Molto bello. Contro la guerra, prodotto in un paese che è in guerra da più di 60 anni!!! Provate a immaginare un film contro la jihad prodotto in un paese musulmano! L’operatore non riuscirebbe a girare una sola scena!