IL GIOIELLINO, film di A. Molaioli

Momento notevole: Remo Girone (interpreta Callistotanzi) in un ultimo, e vano, tentativo di salvare la sua azienda entra in una sontuosa biblioteca.

E’ la biblioteca del Presidente del Consiglio.

Parentesi. Chi indovina entro il tramonto di ieri chi era il Presdelcons nel 2003 vince una bambolina. Tempo scaduto! Chiusa parentesi.

Girone prende in mano un volumone ben rilegato e si è accorge che è FASULLO (probabilmente lo sono anche gli altri).

Altro momento notevole. Toni Servillo (interpreta il rag. Tonna) scende A PIEDI 48 piani nel Rockefeller Center di NYC. Non lo fa per tenersi in forma, o perché non si fida degli ascensori: vuole dare il tempo ai banchieri americani con cui non ha trovato l’accordo di RIPENSARCI e abbassare le loro pretese. E LA SPUNTA LUI.

Nonostante le furbate e i giochi di prestigio di Tonna, tuttavia, l’azienda fallisce e i vertici finiscono in gattabuia. C’è anche il suicidio del giovane e ingenuo direttore commerciale. Fine del film.

Inutile aggiungere che al botteghino ha incassato pochissimo.

Già, noi italiani al cinema vogliamo ridere… e qui c’è veramente poco da ridere.

Ultima considerazione. Per motivi legali nel film tutti i nomi sono stati cambiati.

Parmalat diventa Leda.

De Mita diventa “il senatore”.

Tanzi diventa Rastelli.

Tonna diventa Botta.

Beppe Grillo diventa “un noto comico”.

Parma non c’è: gli esterni sono stati girati ad Acqui Terme.

Solo il povero Pantani (vittima anche lui di questa tragedia chiamata capitalismo) viene chiamato col suo vero nome.

Published in: on marzo 28, 2011 at 3:32 pm  Comments (5)  
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