qualche esempio di film “grottesco” (già che ci sono, anticipo il mio personalissimo elenco dei film migliori della stagione… anzi no)

Rispondo a CineBlabla che si chiede cosa sia il GROTTESCO.

Premetto che sarà un post molto noioso (dopo non dite che non vi avevo avvisato).

Partiamo con la Domus Aurea di Nerone
nerone
I sotterranei della Domus furono scoperti (per puro caso: un pastore sprofondò in una fessura del colle Oppio) nel 1480 e subito denominati LE GROTTE DI NERONE.

Vennero alla luce dipinti (vedi sopra) dell’epoca imperiale. Erano soggetti veramente strani: mostri, animali immaginari, immagini bizzarre e licenziose (andatele a vedere se non ci credete; adesso quelle “grotte” si possono visitare).

Premesso ciò (ve l’avevo detto che vi sareste annoiati) elenco qui alcuni esempi di film “grotteschi” (a metà strada tra commedia e dramma)

    • DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES – il Dio in questione è un tanghero insopportabile; suo figlio Gesù se n’è andato di casa molto tempo fa; lo stesso farà sua figlia; Dio incontra un prete e gli dice “voler bene al prossimo? non ho mai detto una sciocchezza simile!”; il prete lo mena.
    • BORIS, IL FILM – La troupe di René Ferretti tenta di realizzare la versione cinematografica di LA CASTA (Rizzo e Stella); finisce col confezionare un cinepanettone, tutto culi e pernacchie; si ride, ma con tanta amarezza…
    • BELLUSCONE – grottesco elogio della mafia (“quanto c’era Francesco Bontate qui al Brancaccio tutti trovavano lavoro…”) con annessa intervista a Marcello Dell’Utri (allora a piede libero); non è commedia, anzi fa venire i brividi… eppure si ride
    • TELEFONI BIANCHI – ascesa tra commedia e dramma di una puttan di un’attrice negli anni 30 e 40; in mezzo alla tragedia della guerra si ha modo di ridere della morte (per paura) di un attore cocainomane, evidente allusione a Osvaldo Valenti.
    • IL DOTTOR STRANAMORE – forse il capolavoro del genere; chiamalo dramma, se vuoi… ma muoio dalle risate vedendo il maggiore Kong che cavalca la bomba atomica destinata a innescare l’apocalisse (distruggendo la base sovietica di Laputa) agitando il suo stetson e gridando yahoooo

yahoo
Si è fatto tardi. Rimando al prossimo post la decisione su quale tra i film della stagione 2015/16 (ormai conclusa) meriti la palma del MIGLIORE

Published in: on maggio 3, 2016 at 6:17 pm  Comments (2)  
Tags: , , , ,

THE TREE OF LIFE (best of 2011)

In quell’anno (ultimo dell’era berlusconiana) uscirono molti film di alto livello. Ne citerò solo 2. Anzi 3.

Sui motivi che mi fanno preferire L’alberodellavita a THE ARTIST ho già postato.

Voglio ribadire due concetti:

  1. Le immagini sono la materia prima del cinema. Chi vuol sentire dialoghi frizzanti o parole appassionate, infatti, preferisce il teatro. Qui, tra l’aurora boreale e la nebulosa di Andromeda, passando per i dinosauri e Bomarzo (Viterbo), Malick ha accumulato una quantità incredibile di bellezza. Corre voce che voglia riutilizzare questo materiale (più altri filmati della NASA) per un documentario sulla storia dell’universo.
  2. Amo il lieto fine, ma c’è un limite. In THE ARTIST finisce che meglio non si può (sono tutti felici e contenti, compresi il cane, l’autista e il produttore). Questo non è Disney, è un dramma che affronta l’antichissimo tema del contrasto padre-figlio (la scena in cui il giovane Jack è tentato di uccidere il padre dà i brividi) senza sdolcinature: si riconcilieranno alla fine, in una spiaggia al di là del tempo, dove Brad Pitt ha la stessa età di Sean Penn.

Dopo l’immagine aggiungerò qualcosa sul mio film italiano (sempre del 2011) preferito.
malick
Uscirono molti film italiani nel 2011.

Alcuni semplicemente inguardabili (femminecontromaschi, isolitidioti, lapeggiorsettimanadellamiavita…); altri tollerabili (chebellagiornata, qualunquemente, immaturi); per il titolo di ITALIAN BEST se la giocano THIS MUST BE THE PLACE e BORIS IL FILM.

Dopo averli visti e rivisti ho deciso all’unanimità di assegnare detto titolo a BORIS, acre e sarcastica descrizione del mondo cinematografico affidata a un cast affiatatissimo (Francesco Pannofino, Antonio Catania, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Luca Amorosino e Carolina Crescentini, nel ruolo della “cagna maledetta”).

Ci sono tutti dentro: Margherita Buy, Raicinema, i cinepanettoni, gli sceneggiatori “democratici” e il produttore che, acquistati i diritti su LA CASTA (di Rizzo e Stella), realizza una farsa di culi e pernacchie.

THIS MUST BE THE PLACE (di Paolo Sorrentino): bel film (non lo nego), un’ottima interpretazione di Sean Penn, una buona colonna sonora e poco più.

se un film è bello devi rivedello (licenza poetica), ovvero SE IL VINO E’ BUONO RIEMPI ANCORA IL BICCHIERE

Quando sarò in possesso dei DVD di tutti i 6 filmoni che elencavo il 12 gennaio ultimoscorso (mi mancano THE ARTIST e LE IDI DI MARZO) stilerò la mia personalissima classifica sul cinema del 2011.

Qui mi limito a esemplificare la mia teoria (SE UN FILM E’ VERAMENTE BUONO non puoi fermarti a una prima -e necessariamente imperfetta- visione) con 2 casi.boris
Ho visto BORIS circa un anno fa (era Aprile) e molte battute me le sono perse tanto rideva il pubblico. Adesso vedo e rivedo il divudì e le capisco meglio.

  • “Walter, abbiamo un cinepanettone!” (la direttrice di Raicinema a uno che presumibilmente di cognome fa Veltroni); sul momento mi era sfuggita.
  • “i protagonisti saranno simpaticissimi bastardi abbronzati e corrotti” (il regista di “Natale nello Spazio” agli “sceneggiatori democratici”); poche parole per descrivere il governo che ALLORA era in carica (e poi si cala l’asso: “l’Italia è il paese che amo…”)
  • “Concentratevi! Pupo è uno esigente! Vuole roba forte!” (gli sceneggiatori democratici ai “topini” che lavorano nel retro loft).

E poi ci sono ELIO E LE STORIE TESE che cantano sui titoli di coda…

ALTRO GIRO, ALTRO FILM.kingTHE KING’S SPEECH non è piaciuto a Cannibal Kid.

Forse per un fatto generazionale (l’attrice più giovane è la 45enne Bonham Carter) o perché lo considera una forma di propaganda monarchica. In realtà l’istituzione monarchia NON ne esce tanto bene (nessuna istituzione, vista da dietro le quinte, fa bella figura).

Bertie il Balbuziente (f-f-f-f-fuck) spera di nascondersi nelle pieghe della storia. Ma il Destino (f-fuck) lo chiama in scena a fare il re proprio alla vigilia dell’Apocalisse (fuck! fuck!). In Italia la stampa fascista ironizzava su “re Giorgetto d’Inghilterra” (fuck!! fuck!! fuck!!!), ma la dolce insistenza della moglie e la sapienza psicologica di un “esperto in linguaggio” lo sbloccano (FUCK!!!! FUCK!!!! FUCK!!!! FUCK!!!!).

Scena magistrale: lo sfogo del vecchio re Giorgio Quinto (l’ottimo Michael Gambon) che rimpiange i tempi andati quando “i re non dovevano diventare ATTORI, cercando di ingraziarsi i sudditi”.

Detta da un attore, è una grande battuta.

Infine, la colonna sonora. Beethoven (Allegretto della Settima sinfonia – Concerto “l’Imperatore”) e Mozart sono dappertutto.

E’ un modo per sottolineare che la II Guerra mondiale non era diretta a distruggere la Germania, ma solo a neutralizzare il criminale progetto hitleriano di sostituire il diritto e la morale con la LEGGE DELLA GIUNGLA: might is right…

Published in: on aprile 2, 2012 at 7:37 pm  Comments (6)  
Tags: , , ,

dal piccolo al grande schermo (BORIS, FASCISTI SU MARTE, QUALUNQUEMENTE)

Mantengo la promessa fatta il 15/11. Metto a confronto 3 film, generati da spunti televisivi.

  1. BORIS. Per chi non lo sapesse è una serie andata in onda dal 2007 al 2010 (prima sul canale satellitare FOX, poi su Cielo). Nel 2011 hanno fatto il film. Un buon film, secondo me. Descrive con sarcasmo il mondo del cinema: produttori rozzi e cinici,  intellettuali snob, attori bislacchi… (la parodia di Margherita Buy, che diventa Marilita Loy, è ferocemente spassosa)
  2. QUALUNQUEMENTE (2011). Cetto La Qualunque è un personaggio che A. Albanese ha proposto per anni in tv (Mai dire domenica, Che tempo che fa…) e lì mi è piaciuto. Al cinema le sue gag risultano un po’ ripetitive. Soltanto un paio di trovate sono imprevedibili: quando Cetto si presenta alla porta del carcere insieme al figlio (ed è il figlio che va dentro!) e quando arrivano i carabinieri (tu speri che vengano ad arrestarlo e invece…). Ha finalmente un volto l’antagonista DE SANCTIS: è S. Cantalupo (già visto in GOMORRA, era il sarto).
  3. FASCISTI SU MARTE (uscito nelle sale nel 2006). Barbagli (l’incrollabile federale) e la sua squadraccia li avevo molto apprezzati su Raitre. Deludente la versione cinematografica. Le battute che riuscivano così bene nei tempi brevi del Caso Scafroglia perdono sapore quando sono diluite in 100 minuti. Direi che l’inizio è buono, ma poi non si sa come finire.
Decideranno i miei eventuali lettori su quale sia il migliore?
N.B. Alla categoria STORIE TELEVISIVE DIVENTATE CINEMA si potrebbero aggiungere molti altri esempi. Ad esempio TRE UOMINI E UNA GAMBA (1997) dove si inserisce molto del repertorio classico di Aldo Giovanni&Giacomo (il controllore sul tram contro “Ajeje Brasov”, la prima colazione a base di peperonata, Dracula tra i leghisti ecc).
Oppure CADO DALLE NUBI (2009) che utilizza gag e canzoni già famose di Checco. 
Però qui c’è una TRAMA articolata e coerente, con figure ben riuscite di ANTAGONISTI (affidate a VERI attori: Carlo Croccolo nel primo, Ivano Marescotti nel secondo) e con COLPI DI SCENA davvero imprevedibili.

qualunquementeborismarte