Tetro Duse

Siamo passati ieri davanti al caro vecchio teatro di via Cartolerie. CHE TRISTEZZA…

In questo luogo mia moglie ed io abbiamo goduto tanti spettacoli (prosa, danza, operette) e ora il sipario è sceso tetramente per l’ultima volta.

Sugli stipiti delle porte si stanno formando cospicue ragnatele.

Per gli spettacoli di “evasione” (da Sanremo a Panariello, dal carnevale di Cetraro a Missitalia) i soldi si trovano, per la cultura NO…

P.S.: il gioco di parole TEATRO-TETRO l’ho copiato da Alessandro Bergonzoni

Published in: on gennaio 6, 2011 at 1:51 PM  Comments (9)  
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Bologna permettendo, romanzo di M. B. Bagnoli

Molti romanzi “gialli” sono stati ambientati a Bologna (da Grisham a Lucarelli). Anche questa mystery story (scritta da un esordiente, che dimostra un certo talento) si svolge tra i giardini Margherita e la Montagnola, tra l’Università e la basilica di Santo Stefano.

Personaggi principali:

  • Cornelio Corvo, prof universitario di criminologia; è affetto da “sindrome maniaco depressiva acuta”  (ma ha un notevole successo con le donne); scontento della vita, del passato e del presente (“detesto tutto, compreso me stesso”); suo padre è stato ucciso 15 anni prima e alla fine scopriremo anche chi gli ha sparato
  • Antonio Aiello, commissario napoletano (trasferito a Bologna in punizione) ha opinioni altrettanto cupe sulla natura umana: “l’uomo è una carogna e voi questo lo sapete… noi sbirri, tra il libro e il manganello, purtroppo ci tocca scegliere il manganello… la polizia non è una bella cosa, professore… a furia di stare a contatto con chi ti sputa in faccia, abbiamo preso a sputare in faccia pure noi!”

Ma la stessa città di Bologna è protagonista. “Città piccola, ma zeppa di gente e di vicoli bui..” (parole di Aiello). “Qui a Bologna commerciamo sull’Università da 1000 anni… ma li vogliamo tutti buoni a pagare l’affitto, a spendere i loro soldi nelle trattorie e nei bar e poi a casa presto la sera…” (Corvo dixit)

E poi c’è l’assassino, che si diverte a disseminare cadaveri tra la Montagnola e le due Torri.

L’autore, seguendo i canoni di Agatha Christie, confonde le acque e introduce false piste e personaggi sospetti. Qualcuno addirittura sospetta lo stesso professor Corvo.

E poi, in un elegante appartamento vicino a porta Castiglione…

Ma non vi dico altro, almeno per questa volta. Facciamo così: se proprio volete saperlo, svelerò l’enigma nei tags di http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/04/27/storiella-bolognese/

Hasta luego.

Published in: on aprile 26, 2010 at 10:41 PM  Comments (3)  
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Febbre gialla, romanzo…

…scritto da Carlo Lucarelli e pubblicato da EL nel 1997.

Un buon romanzo, almeno secondo i lettori di Bookland che gli hanno attribuito voti più che positivi.

La storia si svolge a Bologna, tra la Questura (il protagonista è un “agente scelto” della Mobile e racconta in prima persona), la chiesina della stazione (è nel piazzale est, ho controllato) e una cantina (in via Santa Caterina) in cui avviene lo scontro finale: da una parte due tipacci della mafia cino-bolognese e dall’altra il protagonista, Sui (un’improbabile poliziotta cinese) e 15 cinesini inferociti.

Complessivamente, una cop story sullo sfruttamento del lavoro minorile, scritta con un linguaggio originale (ne do un saggio 3 righe più sotto) che piace ai giovani. Anche quest’anno chiederò a chi ha letto FEBBRE GIALLA di dare il voto, e credo proprio che la media sarà alta.

“Nei gruppi musicali di solito le cose vanno così: chi non sa suonare niente suona il basso e chi non sa suonare nemmeno quello canta. Todeschini cantava, io suovavo il basso… il batterista era uno skinhead rasato e tatuato che picchiava sempre e comunque come un fabbro (una volta picchiò così forte che si spaccò un polso). Musicalmente facevamo schifo. Ma no schifo… SCHIFO!!!”

 

Published in: on febbraio 24, 2010 at 10:46 PM  Comments (3)  
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BOOKLAND, gioco didattico

Anche se non insegno più, non ho troncato ogni legame con la didattica.

La mia passione per la letteratura (fortunatamente condivisa da tante e tanti colleghi) ha dato origine a un gioco didattico chiamato BOOKLAND che ha coinvolto (dall’anno scol 1992/3) centinaia di classi elementari e medie nei comuni di Bologna, Bazzano, Casalecchio, Crespellano e (last but not least) Zola Predosa, dove è nata la nostra allegra follia.

Premetto (doverosamente) che ci siamo ispirati a un’idea di Bianca Pitzorno (sempre sia lodata), che però prevedeva una gara all’interno delle singole classi. NON FUNZIONA: lo so perché l’ho provato. Crea ulteriori tensioni in classi che spesso sono già spaccate in gruppi e gruppettini.

Funziona invece (16 anni di esperienza lo confermano) mettendo in competizione classe contro classe. Rafforza lo spirito di squadra: non si promettono miracoli, ma vi assicuro che all’interno della classe (soprattutto se ha vinto) il cameratismo è visibilmente cresciuto.

 IN SINTESI, all’inizio nell’anno scolastico alle classi partecipanti sono proposti ELENCHI DI RACCONTI E ROMANZI (per gli elenchi di quest’anno e per i dettagli del regolamento http://digilander.libero.it/bookland/).

Da Aprile in poi hanno luogo gli incontri A ELIMINAZIONE DIRETTA fino alla conclusione dei tornei, tra la fine di maggio e i primi di giugno.

Riporto qui ad perpetuam rei memoriam i risultati delle gare finora disputate.

  • III C Pepoli – III B Pepoli: 8 – 4
  • II B Pepoli – II A Pepoli: 10 – 8
  • II F Zanotti – II C Zanotti: 11 – 5
  • II E Pepoli – II F Pepoli: 10 – 4
  • II F Rolandino – II G Rolandino: 10 – 8
  • III B Zanotti – III A Zanotti: 6 – 5
  • II F Zanotti – II D Zanotti: 7 – 6
  • II B Pepoli – II E Pepoli: 13 – 11
  • III A Pepoli – III C Pepoli: 9 – 7
  • III D Rolandino – III F Rolandino: 10 – 6
  • II F Zanotti – II F Rolandino: 10 – 6
  • II A Cerreta – II B Pepoli: 11 – 10
  • III A Pepoli – III B Zanotti: 7 – 4
  • III D Rolandino – III B Rolandino: 8 – 7
  • II A  Rolandino – II D Rolandino: 8 – 3
  • I B Pepoli – I A Cerreta: 10 – 9
  • III D Rolandino – III A Pepoli: 8 – 3
  • II F Zanotti – II A Cerreta: 11 – 8

che malinconia al bar Margherita…

Domenica sono andato a vedere l’ultimo film di Pupi Avati.

Doppia curiosità.

  1. Avati è un bravo regista e spesso (ma non sempre) centra il bersaglio. Ad esempio IL CUORE ALTROVE e LA SECONDA NOTTE DI NOZZE mi sono molto piaciuti, come ricostruzione di momenti del passato, ma soprattutto perchè delineavano con maestria personaggi delicatamente folli.
  2. Al BAR MARGHERITA giocavo anch’io a biliardo. Ma dieci anni dopo il ’54 e giocavo (male) a boccette, non a goriziana.

Com’era dunque quel mitico bar prima che arrivassi io?

Se davvero erano così quelli che mi hanno preceduto, non mi sono perso niente.

Scapoloni cinici e disonesti, scrocconi crudeli nei loro scherzi (in confronto le zingarate di AMICI MIEI fanno tenerezza); non ce n’è uno che riesca simpatico. Si può sorridere del nonno (interpretato dal bravo Gianni Cavina) che muore felice tra le braccia di una puttanella, non del nipote che balla il mambo davanti al suo cadavere ancora caldo.

E poi, possibile che nessuno di questi vitelloni (età variabile tra 16 e 50 anni) parli mai di politica? L’argomento “politica” nei bar di Bologna ha sempre tirato molto.

Ci si aspetta che qualcuno ogni tanto salti su a dire che “quando c’era il Duce le cose andavano meglio” o a parlare male dei preti (altro tema bolognesissimo): invece niente. Possibile?

Alla fine del film ho fatto una sottrazione. 1954 – 18 (l’età del nipotino cuoredoro di cui sopra) = 1936. Taddeo il cinico è nato nel 1936. Conoscete qualcuno nato in quell’anno? Come dite? BERLUSCONI?

Bravi. Indovinato.

Published in: on aprile 8, 2009 at 7:03 PM  Comments (6)  
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aspettando GODOT e cercando Zazzà

Questo testo è trasparente, chiaro e inequivocabbbbile!

Quando il protagonista si chiama ISAIA (un profeta molto importante di Israele: a Bologna gli abbiamo dedicato una via e una delle 12 porte), si delizia delle mistiche armonie del PARSIFAL e cerca il perduto amore durante i festeggiamenti del santo Patrono di Napoli… è chiaro che ISAIA STA CERCANDO DIO.

Non sembri strano che la divinità sia chiamata Zazzà! Secondo la Kabbala ebraica INFINITI SONO I NOMI DI DIO… e poi, scusate, Samuel Beckett lo ha chiamato Godot (GOD + GOTT): Beckett sì e io no?

Allo stesso modo, nessuna stranezza se ISAIA adopera espressioni così affettuosamente terrene per parlare del suo amore. Spesso nella letteratura mistica si usano termini metaforici.

Ad esempio, ecco come nel Canto di Salomone l’anima innamorata di Dio descrive il suo affanno: “sul mio giaciglio, lungo la notte, ho cercato l’amato del mio cuore; l’ho cercato, ma non l’ho trovato; mi alzerò e farò il giro della città, per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amato del mio cuore; l’ho cercato, ma non l’ho trovato…” Infatti lo cerca tutta la notte, viene maltrattata dalle guardie della città (i preti?) e alla fine LO TROVA.

 Auguro buona fortuna ad Isaia. Alle volte Dio si fa cercare molto a lungo. Qui a Bologna l’abbiamo visto l’ultima volta il 31 maggio 1998 quando, indossando una maglietta col numero 5, centrò un bersaglio da 3+1 e rovesciò una sfida-scudetto che sembrava persa.

Da allora non s’è più visto.