un film che tutti i bloggers dovrebbero vedere…

…soprattutto i principianti come me.

Adesso vi trascrivo la TRAMA ESSENZIALE e poi vi motivo la mia affermazione.

Negli anni ’50 a Parigi un’americana (Meryl Streep, da Oscar) imparò così bene a cucinare alla francese che scrisse un librone di ricette. Grande successo. Cinquanta anni dopo una sposina un po’ frustrata a New York sfida se stessa a realizzare tutte quelle ricette (oltre 500) nell’arco di un anno, descrivendo quotidianamente in un blog i combattimenti (a volte disastrosi) ingaggiati nella sua piccola cucina con padelle, aragoste e panetti di burro. GRANDE SUCCESSO ANCHE PER LEI.

A prescindere dal contenuto culinario, viene descritto molto bene il debutto di una blogger.

  • E’ il marito a consigliarla: “sei stata una promettente scrittrice, riuscirai certamente a descrivere quello che provi…”
  • All’inizio Julie (interpretata da Amy Adams) è scettica: “non mi leggerà nessuno”
  • Infatti passano molti giorni prima che arrivi il primo commento; è sua madre e non è affatto incoraggiante “ma chi te lo fa fare…”
  • ma col tempo arrivano i commenti veri; numerosi, sempre più numerosi; il blog è citato dalla stampa, persino dal NYT
  • concluso l’anno di lavoro, Julie è assediata da editori grandi e piccoli; rielaborando i suoi post pubblicherà un libro
  • non manca un litigio tra Julie e suo marito (ma faranno pace) per l’assiduità con cui lei aggiorna il blog OGNI SERA PRIMA DI ANDARE A LETTO (bisogna capirlo, poareto)

Commento personale: proprio così, qualche volta bisogna lasciar riposare la tastiera pro bono pacis.

Annunci
Published in: on aprile 10, 2018 at 12:22 am  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , ,

i blog dei cinefili (partendo dal dr. Strangelove)

IL DOTTOR STRANAMORE (Kubrick, 1964) è uno dei migliori film della storia. E non sono il solo ad amarlo.

Ogni tanto lo tiro fuori e lo rivedo, godendo come un riccio.
strang
Ma alcuni Soloni della critica sentenziarono altrimenti. E (da questo) argomenterò sulla difficoltà di dare giudizi oggettivamente validi per tutti.

Tullio Kezich (che allora scriveva su Panorama): “il regista non tira fuori tutti gli effetti possibili… avrebbe dovuto affrontare il tema della distruzione atomica con uno stile realistico, addirittura documentario… quell’aria un po’ falsa che hanno tutti i film di ambiente americano girati in Inghilterra…

Giovanni Grazzini (sul Corriere della sera): “La mano di Kubrick è stringata e lucida, ma non ha propriamente genialità di artista… resta nell’ambito della produzione commerciale. Ne è conferma l’aver affidato 3 parti al versatile Peter Sellers… personaggi troppo diversi perchè riesca a dare a ciascuno pienezza di espressione…”

Anche i “grandi” critici sbagliano?

Diciamo che Grazzini e Kezich (come molti intellettuali della loro generazione) vivevano nell’attesa messianica della Rivoluzione Imminente: per loro il cinema doveva profetizzare e possibilmente attuare la Rivoluzione. Un film, più che essere bello, doveva “portare avanti il discorso”.

Ogni epoca ha i suoi fanatici.

Questa lunga premessa (di cui mi scuso) per introdurre il tema I BLOG CINEFILI

  1. Anzitutto osservo che i bloggers che si occupano di cinema sembrano più interessati a PARLARE che ad ascoltare. Ci sono molte eccezioni (tra cui annovero Agegiofilm, Cinemaleo’s, Fabrizio Reale e “biba”), ma la maggior parte di loro scrive molto e riceve tanti o pochi (o niente) commenti; ma non commenta i blog altrui. Diciamo che mettono in rete le loro opinioni, ma non leggono le altre, come quelli che si mettono a parlare nello Speaker’s corner di Hyde Park: gli va di prendere la parola, ma le parole altrui non le ascoltano. E mi ricordano un mio prof al liceo (lo descriverò, prima o poi, nel fragolinablog). Non lo interessava che lo capissimo: era sostanzialmente uno showman e le sue lezioni erano uno show. Punto a capo.
  2. Ciò può essere spiegato col fatto che i gusti dei cinefili differiscono su tutto. Nessuno concorda pienamente con gli altri. Tot càpita tot sententia. Non voglio dire che sia un male. E’ così e basta: i cinefili non hanno obbligo di partito e si dividono in infinite scuole, di cui qui elenco solo una piccolissima parte
  • quelli che Tarantino y nada mas
  • quelli che “La fontana della vergine”
  • quelli che bisognerebbe rivalutare l’intensità espressiva di Ciccio e Franco, soprattutto “Due mafiosi contro Goldginger” e “Le spie venute dal semifreddo”
  • quelli che non trovano NIENTE di Altman che non sia perfetto
  • quelli che “Eyes wide shut” è, complessivamente, una troiata
  • quelli che i movimenti di macchina di Fellini
  • quelli che il calligrafismo di Ichikawa
  • quelli che “il miracolismo feticistico della cinepresa” di Vertov
  • quelli che “ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare”
  • quelli che “non è vero che abbiamo bisogno dell’assenza, della solitudine, dell’eterna attesa: non è vero!”
  • quelli che “tutti cercano Ringo e i più sfortunati lo trovano”
  • quelli che “se vedete il giudice Greenfield, ditegli di suo figlio”
  • quelli che “Maccarone, tu m’hai provocato e io te distruggo!”

Premesso ciò segnalo alle autorità competenti la mia decisione di ripubblicare alcuni post del periodo 2009-2011:

Australia

Un film che tutti i bloggers dovrebbero vedere…

Quando la morte (degli altri) fa ridere

Che ci fa Zio Paperone a Little Boston?

The fighter

(ho scelto questi non perché fossero i film migliori di quegli anni ma perché mi è sembrato, ripeto mi è sembrato, di averli raccontati bene)

 

c’è blogger e blogger…

Mentre vedevo TRUMBO mi sono chiesto “ma questo attore dove l’ho visto?”

Infatti quella faccia non mi era nuova. Ma l’avevo vista senza baffi.

Infatti B. Cranston ha interpretato un personaggio positivo in un filmone (ARGO) e un personaggio (negativo) in una commediola di 4 anni fa.
bryan
Do you remember LARRY CROWNE?

Commedia non indimenticabile. Ma per l’economia di questo post devo citarla.

La protagonista (interpretata da J. Roberts) ha un marito cialtrone che più cialtrone non si può: scrittore fallito, passa il tempo a vedere pornazzi su internet e nei ritagli di tempo blogga. Dettaglio imperdonabile: bara 

-Questa mattina ho scritto 3 post…-

-No! Hai scritto 3 commenti! Non è la stessa cosa…- replica lei (che non lo perde d’occhio e giustamente lo caccia)

Ecco. Un blogger degno di tal nome non dice bugie di questo genere.

Per contrasto citerò ora un esempio veramente brillante. Una storia vera, che ha ispirato il film JULIE&JULIA.
jiuli
Julie, sposina 30enne poco soddisfatta della vita, promette a se stessa che metterà sul blog l’esecuzione di 524 ricette della mitica J. Child.

Ogni ricetta un post.

Entro un anno ci riesce.

E non si spaventa se all’inizio nessuno se la fila: il primo commento arriva dopo molti giorni (è la madre, che le chiede “chi te lo fa fare?”).

Poi arriva il successo. L’impresa (pensateci bene) è titanica! Tipo Leonardo Di Caprio che sopravvive camminando centinaia di kilometri nella neve…

Agli americani piacciono tanto le imprese solitarie e (quasi) disperate.

Sia dunque lode a Julie! Senza dimenticare un elogio alla pazienza del marito (spesso la vita del coniuge del/della blogger è dura; come scrive la Luisa Cotta Ramosino “il blogger rischia di espandere all’infinito la prima persona personale trascurando chi ha accanto nella vita reale”).

Published in: on febbraio 18, 2016 at 11:20 am  Lascia un commento  
Tags: , , ,

che cos’è un blog?

C’è un angolo di Hyde Park (Londra) chiamato SPEAKERS’ CORNER, dove chiunque può prendere la parola e cazzeggiare su quello che vuole: abbasso la monarchia, il vero problema è quello climatico, agli elefanti piace mangiare il castagnaccio caldo, ecc.

I presenti possono ignorare, commentare, fischiare eccetera. Libertà di parola, libertà di disapprovazione.

Ecco. IL BLOGGER è situato in questo angolo virtuale della rete. Se parli di cose che non interessano nessuno, non ti aspettare commenti. Se parli di Berlusconi e delle sue intemperanze verbali, i commenti superano il centinaio, come Allemanda ben sa.

Per verificare questa teoria, ho pubblicato un post su un argomento di nicchia.

Molto di nicchia.

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/03/12/vareghi-in-carelia/ come esempio di come non si fa un blog.

Adesso, in ossequio alle regole del metodo sperimentale, conterò il numero dei contatti. Magari mi sbaglio, ma credo che i contatti non saranno numerosissimi.

Al contrario, il post che continua a incrementare contatti è Marcovaldo al supermarket (pubblicato il 15 sett scorso); non tanto per Marcovaldo e per Italo Calvino, suo creatore; quanto per la parola magica SUPERMARKET.

Più di 270 contatti e ogni giorno nuovi visitatori. Vi sembra significativo questo dato?

Published in: on marzo 13, 2009 at 9:17 am  Comments (7)  
Tags: , , , ,