Io ne viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…

bladerunnLa versione originale di BLADE RUNNER (ce l’ho in VHS) è stata modificata nelle versioni successive, soprattutto nel finale.

Non solo sparisce la rosea favola (“vissero insieme felici e contanti contenti per molti e molti anni” perché Rachael è stata programmata per vivere a lungo), ma non c’è più la voce fuori campo.

La quale voce fuori campo filosofeggia

  • “…in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata; non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita…”
  • “…volevano le risposte che tutti noi vogliamo: da dove vengo? dove vado? quanto mi resta ancora?”

Nel cinema contano più le immagini della filosofia. Le immagini e la musica.
vangel
La filosofia va bene in altri ambiti. Lo spettatore sussulta quando Deckard precipita nel vuoto e Roy Batty (per solidarietà da replicante a replicante?) lo afferra per il polso. Ma domande come “cosa succede dopo la morte? esiste un’altra vita? ecc” inquietano (è difficile rispondere…).

Sento dire che BLADE RUNNER 2049 è pieno di azione e povero di spiegoni. Se è così avrà molti spettatori (avremo un ottobre piovoso) e lascerà qualche dubbio nelle nostre menti cinefile.

  • come mai Deckard non muore mai? l’hanno programmato per vivere in eterno? o semplicemente servirà per il 3° episodio?
  • che fine ha fatto Rachael?
  • il lardo di colonnata fa bene agli androidi o gli aumenta il colesterolo?

rach

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Published in: on ottobre 6, 2017 at 10:47 am  Comments (11)  
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il candidato elenchi i film classificabili nelle categorie BAH e al di sopra del BAH; inoltre chiarisca perché da un po’ di tempo non scrive una recensione come si deve…

Lo ammetto.

Sono stato molto pigro dal 23 marzo ultimoscorso (recenz di LATIN LOVER). Posso invocare come attenuante l’impegno di organizzare il torneo di BOOKLAND, il cui regolamento è qui e i cui primi risultati trascrivo in calce, dopo le immagini.

Comunque, è il momento di rimediare.

Basandomi sulla già esposta classificazione dei film (dalle fetecchie ai capolavori), dichiaro che

  • non visto niente “al di sotto del BAH” (mi hanno riferito che AGE OF ULTRON, interminabile nuovo episodio della serie AVENGERS, starebbe bene in questa classe; ma non posso giudicare quello che non conosco)
  • nella categoria del BAH posso inserire LE STREGHE SON TORNATE (tragicommedia spagnola che parte molto bene, ma nel finale è appesantita da troppe capriole espressioniste e da troppi personaggi inutili) e SOLDATO SEMPLICE (Cevoli è simpatico, ma non basta da solo a reggere la baracca)
  • al di sopra del BAH si situa CAKE (ottima prova di attrice di J. Aniston, in un ruolo veramente difficile di “cattiva”); è forse il migliore di questo mese (a parte BLADE RUNNER, si capisce, ma che ve lo dico affà…)
  • se Cake è una storia triste, neanche il morettesco MIA MADRE scherza; una regista in crisi (molto brava la Buy) assiste all’inesorabile spegnersi della madre; “e tutti questi ricordi andranno perduti come lacrime nella pioggia… è tempo… di morire…”
  • in SE DIO VUOLE non muore la madre; muore il prete (A. Gassman) e viene sinceramente rimpianto (all’ospedale c’è mezza Roma); adesso che ci penso… alla guida di quel camion c’era Harrison Ford! (vuoi vedere che don Pietro era un replicante?)
  • SARA’ IL MIO TIPO? è una garbata commedia francese, ben diretta (da Lucas Belvaux) e ben recitata; lui e lei sono reciprocamente attratti (come Deckard e Rachael); sorpresa finale (ma il confronto con il finale di BLADE RUNNER è impietoso)
  • FORZA MAGGIORE è un dramma svedese a lieto fine; scende una maxivalanga su una famiglia felicemente affiatata: lei si preoccupa dei figli, lui del telefonino… lei lo perdonerà?; molto bravo il giovane regista Ruben Comesichiama; ma non è un capolavoro (essendo il termine capolavoro riservato a BLADE RUNNER)
  • nel caso non sia chiaro, la maggior delizia di questo mese me l’ha data un film di Ridley Scott il cui titolo comincia per B

ridleytipocake
Nel caso vi interessi saperlo, ecco i primi risultati del gioco didattico BOOKLAND

  • II C Fabrizio De André – II A Fabrizio De André: 6 – 3
  • II C Irnerio – II C Fabrizio De André: 8 – 7
  • II B Zappa – II C Zappa: 6 – 4
  • III A Zappa – III C Zappa: 3 – 1
  • III D Fabrizio De André – III A Fabrizio De André: 7 – 3
  • III C Fabrizio De André – III B Fabrizio De André: 6 – 3
Published in: on maggio 10, 2015 at 12:11 pm  Comments (1)  
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qui si parla di SEVEN e de I SOLITI SOSPETTI – seguirà una noiosissima considerazione su quale sia il peggior di tutti i vizi

In una città imprecisata (dove piove sempre; ricorda la Los Angeles di BLADE RUNNER) un ferocissimo serial killer contribuisce a riempire l’obitorio. In confronto a lui Hannibal è un pacioccone.

Si chiama J. Doe.

Attenzione: QUESTO NON E’ SPOILER (in America John Doe è sinonimo di “uno qualunque”, come da noi Pinco Pallino).

Lo inseguono due detective della sezione omicidi: il vecchio e amareggiato Morgan Freeman e il giovane e incazzoso Brad Pitt.

Lo spettatore aspetta più di un’ora per intravvedere Doe (di spalle), poi ne sente la voce (nella versione italiana è quella di Francesco Pannofino) al telefono.

Infine, dopo 91 minuti, Doe si presenta alla Centrale della polizia “State cercando me?” (e finalmente lo vediamo in faccia)

Quello che succede alla fine NON VE LO DICO

  • se conoscete il film non ne avete bisogno
  • in caso contrario non voglio scoprire le carte (vi dico solo che è un colpo allo stomaco)

Se volete giocare a fare il detective, vi darò un indizio dopo le immagini
se7en
Prima di darvi l’aiutino, DEVO FARE UNA CONFESSIONE.

La prima volta che l’ho visto (al cinema Arlecchino) avevo ipotizzato che Doe fosse una donna.

A quell’epoca leggevo troppi romanzi di Agatha Christie (quelli con la sorpresona finale, tipo TESTIMONE D’ACCUSA) e, man mano che i cadaveri si ammucchiavano, fantasticavo che il serial killer potesse essere proprio Tracy, la bellissima moglie di David.

FINE DELLA CONFESSIONE
tracy
Sarò scemo?

Ah, dimenticavo! L’aiutino… All’attore che interpreta il sanguinario Doe è stato dedicato un rap di Caparezza.

Adesso qualcuno potrebbe chiedermi: “Perché hai preferito SEVEN a I SOLITI SOSPETTI come miglior film del 1995?

A domanda rispondo: il terribile finale di SEVEN era davvero imprevedibile, mentre persino io sospettavo che Roger Kint non la raccontasse giusta (non ci sono arrivato ragionando, mi suonava fasullo…). E senza sorpresa non mi diverto.

Seconda domanda. Che differenza c’è tra vizi e peccati?

Rispondo. Un peccato è un singolo atto della volontà. Un vizio è una cattiva abitudine, una cattiva compagna di viaggio, una strega di cui è sempre più difficile liberarsi.

Da un vizio possono derivare molti peccati: dal vizio di obbedire agli ordini senza discutere derivano le infinite atrocità che si commettono in guerra.

Comunque questa distinzione è troppo europea per Hollywood: in SEVEN si usa sempre il termine SINS che letteralmente significa peccati.

Terza domanda. Tra i 7 tradizionali vizi quale è il peggiore? 

Rispondo: l’INVIDIA. Per usare un francesismo, tutti i viziosi sono stronzi, ma il più stronzo è l’Invidioso.

Infatti J. Doe è INVIDIOSISSIMO. Invidia la gioia degli altri, dovunque essa sia (nella felicità coniugale di David o nella bellezza di una donna). In sintesi, l’invidioso ti odia perché tu vivi bene, perché ami qualcuno, perché qualcuno ti ama, perché hai avuto fortuna, perché mangi le melanzane alla parmigiana, perché bevi un buon vino…

Ultimissima domanda. Perché Doe non ha ucciso l’iracondo David pur potendo farlo?

Risposta. Per farlo soffrire di più.

Ci sono cose molto peggiori della morte.

John Doe lo sa.

Published in: on gennaio 16, 2014 at 8:57 am  Comments (2)  
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il meglio e il peggio di Harrison Ford (che ha visto cose che voi non potreste immaginare…)

Veramente la battuta io ne ho viste cose che voi… non è mia. La dice Roy Batty dopo avermi salvato la vita.

Facciamo così: io elenco qualche mia interpretazione (non tutte, perché non la finiremmo più) e voi, se lo ritenete necessario, le commentate.

AMERICAN GRAFFITI (1973) – Sono un bulletto che sfida John Milner a una gara di velocità; finisce che vado nel fosso. Che voto mi date?

GUERRE STELLARI (1977-1983) – Sono Han Solo, un furfante ricercato in mezza galassia; finisce che la principessa Leila si innamora di me. Da 1 a 10, non sono un buon esempio di bel tenebroso?

harrisonhan
BLADE RUNNER (1982) – Sono Rick Deckard, cacciatore di replicanti; finisce che Roy mi salva la vita e che Rachel si innamora di me… questo almeno nella prima versione, secondo un’altra si scopre che anch’io sono un replicante e quindi mi resta ben poco da vivere. Voi che ne pensate? E che voto date a Rick il solitario?

Ah, dimenticavo di dirvi che sono stato anche Indiana Jones in alcuni film che hanno doppiato anche in Italia. Forse ne avete sentito parlare.

Nel qual caso che voto date a Indianagions?blade
WITNESS – IL TESTIMONE (1985) – Sono il detective John Book di Philadelphia; mi intendo molto di formaggini, ma mi tocca proteggere una vedova e un orfano da… (beh, non ditemi che non lo sapete!); finisce con una nomination all’Oscar. Non vi sembra meritata? e che voto mi date?

FRANTIC (1988) – Sono il dr. Walker e mi rapiscono la moglie a Parigi; finisce che la ritrovo, nonostante i servizi segreti di mezzo mondo mi ostacolino e una francesina tuttopepe mi distragga. Sono stato bravo? Che voto merito?
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A PROPOSITO DI HENRY (1991) – Sono Henry Turner, un avvocato bastardo che più bastardo non si può; finisce che divento buono come Scrooge, ma senza bisogno di fantasmi (basta una pallottola). Datemi un voto, please…

GIOCHI DI POTERE (1992) e SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO (1994) – Sono Jack Ryan, un agente segreto destinato a una vertiginosa carriera; finisce che, quando il Presidente USA vuole intimidirmi, gli faccio il muso duro. Non merito un applauso per questo?

SABRINA (1995) – Sono L. Larrabee, capitalista dal volto umano; finisce che la protagonista (Julia Ormond) si innamora di me. Ho avuto il coraggio di affrontare il confronto con Bogart. Volete premiarmi o coprirmi di pernacchie?clarksabr
FIREWALL – ACCESSO NEGATO (2006) – Sono Jack Stanfield, mago dell’informatica costretto a rubare 100 milioni di dollari; finisce che salvo la mia famiglia e ammazzo i cattivi con l’aiuto del cane Rusty. Sono bravo, eh?

COWBOYS & ALIENS (2011) – Sono il terribile col. W. Dolarhide che fa rabbrividire i ragazzini raccontando in che modo usava il coltello da giovane; finisce che gli Alieni fanno una brutta fine (speravano di far fesso me?). Anche se Daniel Graig mi ruba spesso la scena, faccio ancora la mia porca figura…

Dimenticavo un mio ruolo del 1979. Anche qui nel vecchio west. THE FRISCO KID (intitolato in Italia SCUSI, DOV’E’ IL WEST?) dove faccio la spalla a Gene Wilder. Finisce che da fuorilegge che ero divento il miglior amico (e il testimone di nozze) di un rabbino polacco a San Francisco, California. Se mi avete visto, votatemi.
cowboy
western

Published in: on dicembre 26, 2013 at 1:17 pm  Comments (11)  
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RITORNO AL FUTURO (1985)

Mi aggrego molto volentieri all’iniziativa THE FABOLOUS 80’s di Arwen Lynch.the 80's

Premesso che il miglior film del decennio (per me) è BLADE RUNNER (lo recensirà Jean Jacques), dedico qualche riga a RITORNO AL FUTURO che, con i suoi sequels, forma una delle più famose trilogie dello schermo

Ai pochi che non l’hanno visto (ogni tanto lo passano in tv; comunque per quelli della mia generazione il problema non si pone) riassumo la TRAMA ESSENZIALE

Nel 1985 il 17enne Marty vive (male) in una famiglia disastrata: padre depresso, madre rompipalle… Ma tutto cambierà. Finito nel 1955, educa il padre, lo rende coraggioso e capace di sconfiggere il rivale. Tornato nel futuro, Marty è felice; ma lo attende (nel film successivo) un’avventura ancora più complessa.

Nell’epoca reaganiana si celebra il sogno americano, cioè l’onnipotenza della volontà. Con l’aiuto della scienza (lo sbirolato “Doc” E. Brown, che sta a Marty come Merlino sta al giovane Artù) si cambia il passato per cambiare il presente. Succede solo al cinema, d’accordo, ma la prospettiva è affascinante. Aggiungo che il protagonista non è solo fortunato: è coraggioso (“nessuno può chiamarmi vigliacco” è il suo mantra) e virtuoso (vince la tentazione edipica di congiungersi con la madre, diventata sua coetanea nel 1955).

Inoltre suona da dio (ascoltatelo nell’annesso video).

E a voi è piaciuto BACK TO THE FUTURE?

Dopo l’immagine nuntiabo vobis gaudium magnum (nello stesso post aggiungerò 3 attori alla Gallery!!!)ritorno al futuro

EW potrebbe essere il nonno di KS che, a sua volta, potrebbe essere il nonno di AB… (chi indovina vince un appuntamento con Hannibal Lecter)

E vi prometto che elencherò i loro film più famosi, uno dopo l’altro 

Published in: on novembre 14, 2013 at 11:02 am  Comments (8)  
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Non tutti i Ridliscott vengono col buco: ad esempio, Prometheus…

Se PROMETHEUS fosse stato diretto da un pistanghelli qualunque…

Ma il regista è lo stesso di ALIEN e di BLADE RUNNER!!! Ci si aspettava qualcosa di più!

Infatti la sensazione prevalente è di DELUSIONE (vedansi le rece di Cecilia, Effettonotte, Cavalli e Segugi, Antoniofalcone, Pensiericannibali and so on) proprio perché (lo so che mi ripeto) ALIEN ERA TUTTA UN’ALTRA COSA.

Da una parte un vero HORROR: se non vi si drizzavano i peli dalla paura quando l’avete visto la prima volta siete fatti di ferro. Uno dopo l’altro gli astronauti del Nostromo sono sterminati dal Mostro, con la crescente consapevolezza dell’invincibilità dello stesso (proprio come l’equipaggio del Demeter, annientato da quel simpaticone di Dracula).

Dall’altra un fumettone pieno di illogicità e di chiacchiere inutili (questi Ingegneri che hanno indirettamente creato la specie umana sembrano alludere al famoso Disegno Intelligente), che dura 124 lunghi minuti e piacerà soprattutto agli adolescenti, abituati alla SF da fumetto.

Come ha scritto Mauro Uzzeo, sembra la sottomarca cinese di un bel giocattolo. O, come dico io, è come quando copi la versione di latino da internet e ci metti apposta degli errori per non farti scoprire.

L’unica scena da applauso è la prima. Nello scenario delle Cascate Dettifoss (Islanda) un Ingegnere in mutande (in America non si possono vedere sullo schermo ingegneri nudi) beve un China Martini e si disfa.

Almeno lui non parla a vanvera.

P.S.: Come prevedevo Stefano Disegni ha sfrugugliato Prometheus su CIAK (numero di ottobre).
alienprometeo

Published in: on settembre 20, 2012 at 12:08 pm  Comments (6)  
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i blog dei cinefili (partendo dal dr. Strangelove)

Per GC, il dottor Stranamore “è il miglior film mai realizzato nella storia del genere umano!”

Ammiro l’entusiasmo.

Ma devo documentare che alcuni Soloni della critica sentenziarono altrimenti. E (da questo) argomenterò sulla difficoltà di dare giudizi oggettivamente validi per tutti.

Dunque, documento di Tullio Kezich (che allora scriveva su Panorama): “il regista non tira fuori tutti gli effetti possibili… avrebbe dovuto affrontare il tema della distruzione atomica con uno stile realistico, addirittura documentario… quell’aria un po’ falsa che hanno tutti i film di ambiente americano girati in Inghilterra…

Giovanni Grazzini (sul Corriere della sera): “La mano di Kubrick è stringata e lucida, ma non ha propriamente genialità di artista… resta nell’ambito della produzione commerciale. Ne è conferma l’aver affidato 3 parti al versatile Peter Sellers… personaggi troppo diversi perchè riesca a dare a ciascuno pienezza di espressione…”

Anche i “grandi” critici sbagliano?

Diciamo che Grazzini e Kezich (come molti intellettuali della loro generazione) vivevano nell’attesa messianica della Rivoluzione imminente: secondo loro il cinema doveva profetizzare e possibilmente attuare la Rivoluzione. Un film, più che essere bello, doveva “portare avanti il discorso”.

Ogni epoca ha i suoi fanatici.

Questa lunga premessa (di cui mi scuso) per introdurre il tema I BLOG CINEFILI

  1. Anzitutto osservo che i bloggers che si occupano di cinema sembrano più interessati a PARLARE che ad ascoltare. Ci sono molte eccezioni (tra cui annovero Agegiofilm, Cinemaleo’s, Fabrizio Reale e “biba”), ma la maggior parte di loro scrive molto e riceve tanti o pochi (o niente) commenti; ma non commenta i blog altrui. Diciamo che mettono in rete le loro opinioni, ma non leggono le altre, come quelli che si mettono a parlare nello Speaker’s corner di Hyde Park: gli va di prendere la parola, ma le parole altrui non le ascoltano. E mi ricordano un mio prof al liceo (lo descriverò, prima o poi, nel fragolinablog). Non lo interessava che lo capissimo: era sostanzialmente uno showman e le sue lezioni erano uno show. Punto a capo.
  2. Ciò può essere spiegato col fatto che i gusti dei cinefili differiscono su tutto. Nessuno concorda pienamente con gli altri. Tot càpita tot sententia. Non voglio dire che sia un male. E’ così e basta: i cinefili non hanno obbligo di partito e si dividono in infinite scuole, di cui qui elenco solo una piccolissima parte
  • quelli che Tarantino y nada mas
  • quelli che “La fontana della vergine”
  • quelli che bisognerebbe rivalutare l’intensità espressiva di Ciccio e Franco, soprattutto “Due mafiosi contro Goldginger” e “Le spie venute dal semifreddo”
  • quelli che non trovano NIENTE di Altman che non sia perfetto
  • quelli che “Eyes wide shut” è, complessivamente, una troiata
  • quelli che i movimenti di macchina di Fellini
  • quelli che il calligrafismo di Ichikawa
  • quelli che “il miracolismo feticistico della cinepresa” di Vertov
  • quelli che “ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare”
  • quelli che “non è vero che abbiamo bisogno dell’assenza, della solitudine, dell’eterna attesa: non è vero!”
  • quelli che “tutti cercano Ringo e i più sfortunati lo trovano”
  • quelli che “se vedete il giudice Greenfield, ditegli di suo figlio”
  • quelli che “Maccarone, tu m’hai provocato e io te distruggo!”

 

io, patito per i DVD (ma c’è motivo…)

L’altra sera ero andato al cinema.

ANGELI E DEMONI, una americanata senza sugo (dedicherò il prossimo post all’argomento) con un Tom Hanks che rivaleggia con il mio lavandino in fatto di espressività.

Per rifarmi la bocca, ho messo su il DVD di uno dei miei preferiti. BLADE RUNNER.

Non tutto il film, beninteso (oltretutto era tardi): solo la scena madre. Harrison Ford con gli occhi sbarrati per il terrore (“cosa si prova a vivere nel terrore? in questo consiste l’essere schiavo…”) non proferisce motto, mentre il replicante Rutger Hauer muore lentamente dicendo “Ne ho viste di cose che voi umani… e tutti questi ricordi andranno perduti, nel tempo, come lacrime nella pioggia… è tempo di morire…”

Ecco, il pregio dei DVD (a parte la versione originale per i film non italiani) risiede per me nello scegliere col telecomando SOLO LE SCENE DA ANTOLOGIA. E saltare il resto.

Proprio come l’opera lirica. Saltare ore di noia e ritagliare “Vissi d’arte…” o “Ridi, pagliaccio…”

La mia collezione di DVD perciò si arricchisce (a parte che per i film meno importanti c’è sempre il videonoleggio) di opere non eccezionali come LA FAMIGLIA OMICIDI o COSI’ PARLO’ BELLAVISTA (ne riparleremo, a suo tempo) di cui magari vedo e rivedo solo la stessa scena. Quella da incorniciare.

Come questa.

Published in: on maggio 25, 2009 at 8:00 pm  Comments (2)  
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BLADE RUNNER (1982 – 1992)

Film diretto da Ridley Scott. 

La versione iniziale, che andò nelle sale nel 1982, aveva un consolatorio “vissero felici e contenti” imposto dalla produzione. Dieci anni dopo il regista riuscì a rimetterci le mani e montò la nuova versione, eliminando la voce fuori campo e scegliendo un finale più amaro. Per chi non lo sa (e vuole saperlo) il replicante Rachael, la donna che credeva di essere umana, “non vivrà”.

In questi giorni mi sono visto e rivisto il DVD “final cut” e ancora non mi decido. Meglio questo o quello del 1982? Bisogna che li riveda ancora.

Per il finale, preferisco l’amara verità della nuova versione. Quella vecchia era troppo Hollywood. Più complessa la questione della voce fuoricampo: la storia è talmente intricata che, se non avessi visto prima la vecchia versione, in molti punti non capirei una cippa.

Ad esempio (e non è cosa da poco) il motivo per cui Roy Batty salva la vita al suo nemico Deckard, all’assassino dei replicanti, non c’è nel DVD: “amava la vita, la vita di tutti… anche la mia!”

EPPOI c’è il fatidico quesito, su cui si discute da decenni: Deckard è a sua volta un replicante, strumento inconsapevole della polizia?

Pare di sì, secondo www.blade-runner.it/ Io, nel mio piccolo, non mi pronuncio. Semplicemente preferisco pensare di no. E che l’amore del morente Batty si estenda a un vero nemico, non a un fratello di sventura.

In attesa di una risposta definitiva, un quesito più terraterra. Perchè in Italia non abbiamo mai realizzato un film sf decente? E pensare che la fantasia non ci manca.

L’ULTIMO UOMO SULLA TERRA (1963) ispirato al romanzo IO SONO LEGGENDA, e quindi prima versione del film con Will Smith dell’anno scorso, è stato girato a Roma. Ma il produttore era inglese, il regista americano e la star era Vincent Price.

Perciò non lo considero un film italiano. A parte quello mi vengono in mente solo due titoli. OMICRON di Gregoretti (1963) con Renato Salvatori alieno e CIAO MARZIANO di Pingitore (1980) con Pippo Franco. Troppo serioso il primo, troppo farsa il secondo. Una via di mezzo no?

Published in: on gennaio 2, 2009 at 11:53 pm  Comments (4)  
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