Marina vs. Sgarbi: SCONTRO DI TITANI

Come recita il sottotitolo, questo blog tratta del meglio e del PEGGIO della nostra cultura.

Nel caso in questione, documentato nella bella città di Spoleto, non ci sono dubbi sulla valutazione: PEGGIO DEL PEGGIO DEL PEGGIO…

Se mai qualcuno potrebbe chiedersi se la parola CULTURA non venga utilizzata a sproposito.

Ebbene sì: è cultura anche questa. Di bassa, bassissima lega… ma cultura, SE PER CULTURA SI INTENDE L’INSIEME DEGLI ATTEGGIAMENTI E DELLE ABITUDINI di una popolazione.

Così è cultura la televisione italiana (compreso B. Vespa!!!) e l’uso dello Sciacquone (sul quale Sciacquone posterò nel prossimo futuro).

In sintesi, è stato lanciato contro Sgarbi un barattolo contenente liquido escremento. Episodio emblematico dellariachetira che ha come protagonisti

  • un’arrivista, nota all’anagrafe come Marina Punturieri, che non ha lavorato un solo giorno della sua vita, a meno che per LAVORO non si intenda comparire nei peggiori  programmi della tv o aver firmato la regia di uno dei più brutti film della storia (correva l’anno 1992: chi indovina vince una bambolina)
  • uno snob, ex-critico d’arte, ex-parlamentare (bisogna dire che in Parlamento hanno poggiato il deretano figuri peggiori di lui…), attualmente frequentatore di un obbrobrio come LA PUPA E IL SECCHIONE nonché estimatore di quadri (si fa pagare molto bene) e Curatore del padiglione italiano alla Biennale di Venezia (basterebbe questo per capire come siamo messi in Italia).
Comunque, niente di nuovo sotto il sole. Futuristi, surrealisti e Dada ricorrevano spesso a queste trovate scatologiche QUANDO SI ACCORGEVANO CHE NESSUNO SE LI FILAVA e volevano farsi un po’ di pubblicità.
Quindi non parliamone più. Buon sciacquone a tutti.

VENEZIA, la biennale di

Nonostante il clima più che umido siamo andati all’Arsenale per la Biennale.
Non ero mai stato all’Arsenale e ora capisco cosa mi sono perso.

Per chi non c’è ancora stato, do qualche dritta per arrivarci.

Siete in Piazza San Marco? Bene. Procedete in direzione est per Riva degli Schiavoni, Riva di Ca’ di Dio e Campo della Tana (c’è una buona pizzeria): vi troverete davanti un enorme edificio settecentesco, per meglio dire un labirinto di edifici, uno grandissimo e altri minori. Questa era il cuore della potente marina veneziana, qui erano costruite e riparate le navi e fucinati i cannoni che vi erano imbarcati.

Ora è uno spazio museale.

Ospita negli anni dispari l’Esposizione internazionale d’Arte e in quelli pari la Mostra internazionale d’Architettura.

Alla domanda cosa sia un’OPERA D’ARTE nel nostro tempo, rispondo che le categorie tradizionali di “pittura”, “scultura”, “cinematografia” ecc sono spesso miscelate in modo incredibile.

Ad esempio, nel VILLAGGIO AFRICANO Pascale Marthine Tayou (Camerun) ha costruito (in uno spazio equivalente a un campo di basket) capanne e negozi stilizzati, sui muri dei quali sono proiettati coloratissimi cortometraggi sulla vita quotidiana della gente umile. 

Altri autori che mi hanno impressionato.

Lo svedese Jan Hafstrom ha realizzato un collage di immagini di oltre 200 metri quadrati con personaggi della cultura pop degli anni sessanta.

Gonkar Gyatso, tibetano in esilio, presenta due grandi collages (non così grandi come lo svedese) dedicati alla cultura del suo popolo. L’insieme è sorprendente per la sua armonia. Guardandolo da vicino si scoprono dettagli satirici: ad es, ha disegnato un podio olimpico con 3 soldati (le armi sono visibilmente made-in-china) del Sudan (medaglia d’oro), della Birmania (argento) e della Nordcorea (bronzo).

Infine, tra gli italiani, ho ammirato l’opera di Grazia Toderi. Due grandi schermi pendono dal soffitto. Misteriosi punti luminosi sorvolano le vedute aeree di sconfinate megalopoli (vedi immagine).

Mi torna in mente la sequenza iniziale di Blade Runner.

Mi fermo qui. Non sono un competente in materia e non pretendo di valutare chi siano i migliori. Ognuno ha i suoi gusti.

Vi consiglio solo di visitare la Biennale. E’ aperta fino al 22 novembre.