due notizie nel giorno della Candelora

Notizia n° 1. Nella città di Sanremo è morta una donna di 77 anni. Fuga di gas. Mi dispiace molto per lei, che si chiamava Maria Grazia Gugliermetti.

Nell’esplosione che ha posto fine ai suoi giorni è rimasto ferito lievemente un personaggetto della tv, tale Dario Oliviero (in arte, Gabriel Garko).

Del sopra citato Dario Oliviero e delle sue imprese ho dato notizia in un post del 2014, affiancandolo a un altro attore nato nello stesso anno a San Juan de Puerto Rico.

Commento alla notizia n° 1. Posso dire che se a tirare le cuoia fosse stato lui e a sopravvivere fosse stata lei per me era lo stesso? Anzi, era molto meglio?  Anzi, posso proporre che il 1° febbraio di ogni anno si celebri il Maria Grazia Gugliermetti Day?

Notizia n° 2. Si sta traslando (voce del verbo traslare) la salma mummificata di padre Pio da Petrelcina (in arte, S. Pio) a Roma, con tanto di scorta della polizia stradale.

Commento alla notizia n°2. Con tutto il rispetto, era proprio necessario questo omaggio alle spoglie mortali del santo frate? Non dice la Bibbia che siamo polvere e alla polvere dobbiamo tornare? Non è più importante lo spirito della materia? Non abbiamo ridacchiato (giustamente) delle cure che a Mosca si dedicano alla mummia di Vladimir Ulyanov (in arte, Lenin)?

Bah…
padre

Published in: on febbraio 2, 2016 at 12:28 am  Comments (7)  
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LA CARTA PIU’ ALTA, romanzo

Chi mi ama mi regala libri come questo. O dvd d’autore, ma oggi non parlo di cinema.

E’ un romanzo giallo (di Marco Malvaldi, pubblicato nello scorso gennaio da Sellerio) con tutti gli elementi classici. Un intrico di morti sospette e di affari, in una famiglia che definire di serpenti è offendere i serpenti.

Ma più che l’intreccio è la cornice della storia ad affascinarmi.

 Si parte da un bar vicino al mare (che mi ricorda i racconti di Stefano Benni) e da 4 vecchietti terribili, definiti di volta in volta “renitenti all’obitorio”, “mangiasemolino a ufo”, “a-prostati” ecc

Poi c’è il protagonista, Massimo il barrista (a Pisa e dintorni si scrive con 2 erre) capace di intuizioni prodigiose, dovute anche a letture bibliche: Deuteronomio gli fa pensare al Deuterio e Kohelet (figlio di Davide, re a Gerusalemme) dice che “Buoni i 2 più dell’uno…”

Beh, il finale questa volta non lo racconto. Auguro soltanto a chi leggerà di provare lo stesso piacere che ho provato io nell’attraversare queste 190 pagine, intrise di toscano aceto.

Eccone qualche esempio:

  • “a questo punto verrò fuori anch’io…(disse Pilade)” “E’ un ber discorso! Se l’aveva fatto anche tu’ pa’ ora ar mondo c’era un bischero di meno!” (pag 117)
  • “avevano preso cappelli e bastoni e si erano levati da quel che ci fa rima” (pag 100)
  • “la Tilde cià la meglio ricetta per li zucchini: li chiappa e li butta via” (pag 161)
  • “Gioa’ senza be’ quarcosa è come anda’ ar casino e trovacci dentro ir prete…” (pag 189)

salter

Published in: on febbraio 24, 2012 at 12:23 am  Comments (13)  
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