S.O.S. TATA (attenzione: contiene alcuni suggerimenti agli autori!!!!!!)

E’ uno dei programmi più seguiti dal pubblico de LA7.

Dal 2005 cattura una fetta di audience di tutto rispetto (lo share ha superato l’8% in alcune puntate)

Qualche volta lo vedo anch’io. E apprezzo la metodologia comportamentale che viene proposta. Che in sostanza sostituisce al permissivismo del dr. B. Spock (non quello dell’Enterprise, quella è un’altra storia) un sistema di regole precise e rigorose.

Però mi permetto di avanzare alcune critiche.

Cioè no: lo farò dopo. Prima descrivo il format a chi non lo conosce (gli altri possono saltare le prossime 32 righe).

ANTEFATTO. Più che una casa è un casino. Mamma e papà (raramente c’è una nonna) sembrano aver perso il controllo dei (2 o più) pargoli: urla selvagge, risse, dispetti, schiaffi… Sembra di essere in Parlamento. La mamma (è sempre lei a prendere l’iniziativa) invoca l’intervento delle Tate.

Si riunisce il tatesco terzetto per decidere chi va: LUCIA (la Tatenfuhrer, un’energica milanese sui 70), ADRIANA (un’italo-brasiliana, sui 40) o MAY (italo-nigeriana, la più giovane)?

-Vai tu?-

-Occhèi, vado io!-

IN SETTE GIORNI DIO CREO’… no, scusate… in sette giorni tutto è risolto!

  • nei primi due giorni la Tata osserva in silenzio (prendendo appunti e scuotendo la testa): -fate come se non ci fossi…-
  • poi, la svolta a 180°; dopo un’incontro a 6 occhi (in cui la Tata spiega ai genitori dove hanno sbagliato) si tiene una riunione plenaria e vengono promulgate le REGOLE (si mangia insieme e senza fare capricci, si va a letto senza discutere ecc) che vengono scritte su enormi cartelli e attaccate in posizioni strategiche
  • nei giorni successivi le REGOLE vengono osservate e il menage familiare cambia da così a così; per rilassare ulteriormente la tensione la Tata programma un momento soft, tipo una serata in pizzeria o un pomeriggio sulla spiaggia
  • la mattina del settimo giorno la Tata annuncia immancabilmente che il suo compito è terminato; -Vi lascio una lettera; la leggerete tutti insieme dopo che sarò partita- leggendo la quale tutti o quasi si commuovono (spesso la mamma arriva ai lacrimoni) e vivono felici e contenti.

Non ho visto tutte le puntate, naturalmente. Mi sembra comunque di notare una certa RIPETITIVITA’. Tutte queste storie sembrano fatte con lo stampino.

Mi permetto perciò di suggerire al team degli autori di VARIARE un po’.

  • (in primis) NON C’E’ MAI UN INSUCCESSO. Anche a Freud qualche volta andava buca. Non si potrebbe qualche volta ammettere che qualche obiettivo è stato raggiunto solo parzialmente? Magari aggiungendo 2 o 3 giorni di terapia tatesca?
  • NON CI SONO PIU’ FIGLI UNICI IN ITALIA? A me sembra che siano più frequenti i nuclei familiari monobebé che quelli proposti da SOS TATA. E NON VENITEMI A DIRE CHE “gestire” la figliaunica o il figliounico è FACILE. Ma quando mai????
  • Cambiare genere di famiglie, qualche volta?
    Siamo sempre nel ceto medio-alto (case belle, macchine nuove, abbigliamento di qualità). Mi piacerebbe vedere una famiglia in difficoltà finanziarie, che abita nei casermoni del Giambellino o della Garbatella, invece che in villette mono o bifamiliari. Almeno una volta.
  • SOLDI SI’, CULTURA NIENTE? Non ricordo di aver mai visto UN LIBRO in queste case, a parte quelli dei bambini. Una famiglia di insegnanti magari ne ha, ma non ne compare mai una. Credete che in queste case non si presentino casi di bimbi ribelli o disordinati?
  • INFINE, mi piacerebbe vedere (magari alla fine della serie) una puntata SPECIALE. In cui si inquadrassero le telecamere e i riflettori (quasi tutte le scene sono in interni) mentre si prova e si riprova. E le scene mal riuscite: “Eccheccazzo, mi hai fatto male davvero! Dobbiamo solo far finta di picchiarci…”

tate

Published in: on maggio 5, 2012 at 10:27 am  Comments (5)  
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