Viaggio nel sud – quarta pagina

Se dovessi parlare di tutti gli artisti e gli scrittori che hanno amato quest’isola non la finirei più: Thomas Mann, Matilde Serao, H. Graham Greene, Curzio Malaparte, Peggy Guggenheim, Maxsim Gorki…

Mi limito, come anticipato, a dire qualcosa di A. Munthe e di P. Neruda (in ordine alfabetico).

Ordine alfabetico rispettato anche per i luoghi dove vissero: ANACAPRI (Munthe) e CAPRI (Neruda).
villa

Nello sfondo si vedono il porto di Capri e la punta della penisola sorrentina visti da Villa San Michele, l’originalissima costruzione che Munthe (1857-1949) si costruì su uno sperone roccioso anacaprese.

Era arrivato sull’isola a 18 anni e rimase folgorato dalla bellezza dei panorami, dal clima e dalle belle isolane. Giurò di ritornare.

Diventò un famoso medico a Parigi e a Roma, curando pazienti poverissimi e dame dell’altissima società. I primi gratis, le seconde facendosi pagare molto bene.

Nel 1887 iniziò a costruire la Villa, che ampliò e abbellì nel corso della lunghissima vita. Negli anni trenta scrisse un’autobiografia: LA STORIA DI SAN MICHELE

E’ una lettura molto interessante, che consiglio a tutti (come la consigliò ai suoi alunni il prof. Vincenzo Amoroso da Avellino). Alterna pagine leggere (come le invettive “contra Lutherum” del buffo parroco don Antonio) a momenti veramente tragici, come l’epidemia di colera del 1884.

Concludo dicendo del suo celebre amore per gli animali. Ottenne che l’isola diventasse un’oasi protetta per gli uccelli di passo: niente più reti da caccia!

Leggetevi il capitolo finale della Storia di San Michele. Alex immagina di oltrepassare la soglia del Paradiso; una schiera di profeti e santi (indignati dalla sua vita poco casta) vuole respingerlo.

Soprattutto Mosè ce l’ha con lui.

Ma lo difendono san Rocco, che ama chi ama i cani, e san Francesco, avvolto da una nuvola di uccellini. Come andrà a finire, secondo voi?

Se il medico svedese passò decenni ad Anacapri il poeta cileno trascorse solo 6 mesi (nel 1952) in una villa presso i Faraglioni. Li spese bene.
ner

Pablo Neruda scrisse bellissime poesie d’amore per la futura moglie Matilde Urrutia (vedi sopra). Poesie bellissime, di amore muy caliente (sarà l’effetto Capri?)

Dedicò una poesia anche all’isola azzurra. Ne traduco (alla buona) l’inizio:

Capri, regina di roccia,

nel tuo vestito di color amaranto e giglio

ho vissuto sviluppando la felicità e il dolore,

la vigna piena di splendenti grappoli

che ho conquistato nella terra…

cap

Published in: on ottobre 26, 2018 at 8:08 am  Lascia un commento  
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Viaggio nel Sud – terza pagina

Ho dovuto tradurre Tacito troppe volte. Sulla figura di Tiberio, in particolare, ho sudato molto.

Ma era davvero come lo descrivono Tacito e Svetonio? Uno stronzo, un tiranno sanguinario e uno sporcaccione?
tiberius

Per la verità qui a Capri Tiberio (eccolo qua sopra, interpretato da Ernest Thesiger) è molto popolare. Bar Tiberio, Tiberio Palace (5 stelle), ristorante Tiberio, via Tiberio, residenza Tiberio, pizza Tiberio…

Lo considerano un caprese honoris causa, che di fatto aveva trasformato l’isola nella capitale dell’impero.

Nella piazzetta che domina il porto c’è una lapide bilingue che ne tesse l’elogio, citando un americano (si chiamava Thomas Spencer Jerome) che lo definì Optimus Princeps.

Bah! Vai a sapere…

L’unico dato indiscutibile è che nel suo periodo (14 – 37 dopo C.) l’esercito romano si limitò a difendere i confini. Anche se i generali proponevano l’invasione della Britannia e dei territori tra il Reno e l’Elba (i generali se non gli dai una guerra da fare si annoiano) Tiberio da vecchio era diventato un ultraconservatore. E, di solito, ai conservatori non piacciono le guerre: vogliono che tutto resti com’è.

Morì a Capo Miseno il 16 marzo dell’anno 37. Sentendosi vicino alla morte volle lasciare Capri e tornare a Roma.

Pessima idea! Appena sbarcato sul continente tirò le cuoia, probabilmente non di morte naturale. Dev’essere allora che coniarono il detto Vedi Napoli e poi muori.

Sto dedicando troppo spazio a un personaggio lontanissimo nel tempo.

La prossima pagina del mio diario riguarderà un medico svedese e un poeta cileno, entrambi innamorati di Capri.

Eccoli qui. Anticipo che il cane di Axel Munthe si chiamava Puck. Quello di Pablo Neruda non lo so.
pucknerud

Published in: on ottobre 24, 2018 at 8:29 am  Comments (3)  
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