pomeriggi piovosi

Sull’altipiano piove un giorno sì e l’altro anche. Per fortuna ho molti libri nella valigia.
piov
Chi mi ama mi regala libri.

Molti li apprezzo moltissimo, fin dalle prime pagine (LEI MI PARLA ANCORA di Giuseppe Sgarbi, per esempio).

Su altri, dopo averli sorvolati (col metodo che in America chiamano skimming), sospendo il giudizio. E me li porto in montagna.

Questa estate ho già riletto due libri.

  1.  MORANTEMORAVIA- UNA STORIA D’AMORE di Anna Folli. Neri pozza editore. Due personaggi che si amarono, si sposarono e litigarono ferocemente per 25 anni. Ben scritto, davvero.
  2. FIORI SOPRA L’INFERNO di Ilaria Tuti. Ed Longanesi. Thriller nelle foreste tra Italia e Austria. Troppi aggettivi per i miei gusti: ne ho contati 16 nello stesso periodo (sapere che un parquet è color miele dovrebbe interessarmi?). Pollice verso.

moraneri

Ora tocca a ULTIMO BANCO di Giovanni Floris. Solferinolibri.it (RCS, in sostanza).

Insegnanti e studenti insieme per salvare l’Italia? Floris soffre di ottimismo, ma è l’ottimismo è una malattia utile alla crescita.

Buono l’inizio (descrizione giornalistica di alcuni casi al limite dell’incredibile, ma purtroppo ben documentati), capitoli centrali piuttosto fiacchi (così mi sono sembrati, a una prima lettura) e ottimo finale con una citazione di un figlio illegittimo che andò a lavorare a 10 anni e scriveva al contrario.
ultimo

Published in: on agosto 4, 2018 at 6:22 pm  Comments (8)  
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Un film rinfrescante (e con 11 minuti di titoli di coda)

Ci prepariamo a partire per l’altipiano di Asiago, fuggendo dall’afa padana.

Tra una valigia e l’altra ho il tempo per rinfrescarmi con un dvd pieno di pioggia e di neve.
potter

Ve lo ricordate HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN?

Si comincia con Harry che “scappa di casa” in una sera fredda e piovosa (l’alito si condensa)

Poi parte l’Espresso di Hogwarts (sotto la pioggia) e a bordo salgono i Dementors…
rain

Ecco i Dissennatori non sono i compagni di viaggio ideali. Ma la loro caratteristica di portare il gelo dovunque passino ha qualcosa che non mi dispiace.
snow

Insomma rivedere questo film mi abbassa la temperatura corporea.

Quello che ci vuole con questo caldo.
rains

TITOLI DI CODA

Per quello che so questo è un record assoluto: più di 11 minuti (IL RITORNO DEL RE si accontentava di 9 minuti e 33 secondi).

Succede di tutto in questi minuti.

Personaggi misteriosi lasciano le loro impronte sulla Mappa del Malandrino: vediamo le suole di scarpe maschili, zampe di gufi, piedi umani che poi diventano impronte lupesche (sapete tutti chi è il prof affetto da licantropia, vero?)

E alla fine si sente la voce di Harry che pronuncia la formula “Fatto il misfatto! – Nox!”

A questo punto mi viene voglia di illustrare le scene (nascoste nel titoli di coda) che spesso aggiungono gags, a volte divertentissime, ai film che credevamo finiti.

Ma lo farò un’altra volta. Devo finire queste stramaledette valigie.

Ore 17. Ulteriore rinfresco portato dal temporale (merito di Hermione?)

Published in: on luglio 16, 2018 at 7:55 am  Lascia un commento  
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Parto per la montagna, con 4 libri nella valigia

L’Altipiano mi aspetta con il suo clima fresco e piovoso.

Benedetto sia il fresco, dopo quest’afa cittadina. Ma la pioggia ha i suoi inconvenienti, primo tra i quali il dover passare molte ore in albergo.

Nelle quali ore leggerò e rileggerò

  • STILL ALICE (di Lisa Genova) – Ho visto il film (oscar a J. Moore). Ora valuterò il romanzo della neuropsichiatra americana L. Genova. Lo so che bisognerebbe fare l’inverso, ma stavolta va così… Gli amici ridacchiano: “quanto interesse per l’Alzheimer!”
  • IL GIRO DI VITE (di Henry James) – L’avevo letto con una certa fretta al liceo Righi (anni, ahimè, lontanissimi) su suggerimento della prof. Marongiu. Allora formulai l’ipotesi che tutta la storia fosse un parto della mente di Miss Giddens (o no?). Adesso che dispongo di tanto tempo lo voglio centellinare.
  • LA RELAZIONE (di Andrea Camilleri) – Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene. Non mi ha mai deluso.
  • NUMERO ZERO (di Umberto Eco) – Non ne ho sentito parlar bene. Alcuni dicono che Umbertone ha perso la vena narrativa, altri sostengono che non l’ha mai avuta (essendo molto più abile come saggista). Io userò la mia testa: leggerò e recensirò.

alice
james
cameco

Published in: on luglio 8, 2015 at 9:08 am  Lascia un commento  
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