Scola racconta Fellini (CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO…) e, a seguire, sensazionali rivelazioni sul prossimo post

scolaEro un po’ prevenuto.

Ma mi sbagliavo: è davvero un bel film. Spero (nell’interesse del cinema italiano) che concorrerà all’Oscar per il Best Foreign Language Film

In gran parte è un vero e proprio film. Gli attori rievocano gli inizi di Fellini (a Roma nel 1939 nel Marc’Aurelio) e la sua formidabile ascesa. Osservate in particolare la surreale figura del Narratore (l’ottimo Vittorio Viviani) che gode del privilegio di non pagare il caffè proprio perché è il Narratore.

In questa cornice si inseriscono gli spezzoni. Ad esempio i provini di Sordi, Tognazzi e Gassman per il ruolo di Casanova (nel film, per la verità non perfetto, del 1976; la parte andò poi a D. Sutherland). Bravi tutti e 3: piacione Sordi, sarcastico Tognazzi e grottesco Gassman.

Finale bellissimo. Scena (vera) della camera ardente nello Studio 5 di Cinecittà, con due impettiti carabinieri in alta uniforme (più 2 vigili urbani, in rappresentanza del Comune) intorno alla bara. E poi… non ve lo racconto per non guastarvi la sorpresa.

Andatelo a vedere, anche se non siete fan di Scola. E, se siete dei veri cinefili, godetevi le citazioni fellinesche (il più citato, direi, è AMARCORD; logico, trattandosi di una rievocazione).

Cambiando argomento, il prossimo post avrà come titolo L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI CHRISTIAN.

Metterò a confronto il Christian nonoscarizzato del 1951 con quello oscarizzato del 1974. Chiedendo agli eventuali lettori del bloggaccio quale interpretazione dell’uno e dell’altro sia da ricordare.

Published in: on settembre 16, 2013 at 10:11 am  Comments (2)  
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Baarìa

NON mi ha entusiasmato il filmone di Giuseppe Tornatore. Però bisogna vederlo e adesso vi spiego perché.

  1. si vedono sventolare tante bandiere rosse (e senza poi doversene vergognare: con buona pace di Berlusconi, il protagonista continua ad essere comunista anche dopo aver visto che l’URSS è un orrore) e la scena in cui il corteo percorre solennemente la via principale di Bagheria portando il lutto per la strage di Portella della Ginestra vale da sola il biglietto
  2. è una grande realizzazione, non un filmetto girato in tre settimane, e con un battaglione di grandi attori: Gullotta, Michele Placido, Gabriele Lavia, Angela Molina, Lina Sastri, Paolo Briguglia, Aldo Baglio, Faletti, ecc
  3. viene trasmesso agli spettatori un messaggio positivo, sostanzialmente ottimista: passano i guai (il fascismo, la guerra, le calamità naturali) ma la vita continua con la sua energia primigenia, e i vecchi trasmettono ai giovani la loro eredità spirituale e i loro valori (se li hanno, i valori; altrimenti i figli saranno bastardi come “i loro cornutissimi padri”)

Difetti:

  • è oggettivamente pletorico; ci sono troppe cose e Tornatore non ha la grazia creativa di Fellini (che in Amarcord fece coesistere farsa e tragedia con una maestria insuperabile); era proprio necessaria la scena del macello? e il saccheggio del municipio e delle scuole nel 1943 (realmente avvenuto, mi sono documentato) era indispensabile? visto che ci sarà un’edizione televisiva (come per i Vicerè, solo che stavolta sarà Canale 5…) non si poteva montare il film senza i soprannominati episodi, lasciandoli alla versione tv?
  • i due protagonisti sono troppo belli e troppo longilinei per essere credibili; in particolare Margareth Madè resta quasi perfetta anche dopo 5 gravidanze! (anzi 6, perchè la prima finisce male) Non si poteva truccarla meglio? Evidentemente il mercato internazionale (a cui Baarìa vuol arrivare) vuole delle facce da fotomodelli, non dei bravi attori…

Quanto alla questione linguistica (meglio il dialetto italianizzato o il dialetto stretto con i sottotitoli) non posso pronunciarmi per palese incompetenza.

A quanto sostiene Serafino Scorsone, l’impatto sonoro del dialetto bagherese stretto è incomparabile. Aspetterò il DVD.

E comunque, visto che Baarìa rappresenterà il cinema italiano alla gare degli Oscar, in bocca al lupone!

Published in: on ottobre 1, 2009 at 3:23 pm  Comments (6)  
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