STILL ALICE, by Lisa Genova (in questo caso la regola è sopraffatta dall’eccezione)

La regola a cui allude il titolo dice PRIMA LEGGI IL ROMANZO, POI VEDI IL FILM.

Ci sono eccezioni. Ricordo di aver visto BALLA COI LUPI prima sullo schermo e poi, inserendolo nel gioco di Bookland, ho letto il romanzo.

Lo stesso capitò per IL BUIO OLTRE LA SIEPE.

Adesso, dopo aver visto STILL ALICE, eccomi col libro tra le mani.piemme

Bellissimo.

Commuove e fa pensare.

L’autrice è una neurobiologa (all’Università di Harvard, dove ha conseguito il Ph. D., si usa il termine di neuroscienziata) e ce ne accorgiamo quando descrive il precoce Alzheimer della protagonista, Alice Howland.

Anche Alice insegna ad Harvard (nel film insegna alla Columbia University) e si accorge con crescente sgomento che i suoi neuroni fanno cilecca sempre più spesso. 

Meglio il romanzo o il film?

Da una parte la notevolissima interpretazione di Julianne Moore. D’altra la splendida prosa di Lisa Genova: “i pensieri si muovevano lenti dall’idea alla bocca come se dovessero nuotare per chilometri in un fiume scuro e melmoso prima di emergere e farsi sentire… e la maggior parte di essi affogassero lungo la strada”

“la scienziata che era in lei credeva che le emozioni si originassero nelle strutture cerebrali del sistema limbico… la madre che era in lei era convinta che l’amore per sua figlia fosse al sicuro dal caos della sua testa perché era nel cuore che dimorava”

Farò così: quando torno a Bologna compro il dvd e me lo rivedo con calma. Col libro nelle mani.

Published in: on luglio 30, 2015 at 7:05 pm  Lascia un commento  
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CIASCUNO E’ PERFETTO, ossia le bischerate di R. Morelli

PREMESSA. Nessuno, ma davvero nessuno, tra gli psichiatri (neanche S. Freud) ha sempre avuto successo. Anche i più bravi hanno dovuto registrare qualche smacco, qualche ciambella che non è riuscita col buco.

Invece a Morelli (a sentir lui) è sempre andata bene. MAI UNA VOLTA CHE IL/LA CLIENTE ABBIA INTERROTTO IL RAPPORTO (e abbia fatto causa): è sempre andato tutto bene.

Basterebbe questo a dubitare della serietà di questo Marrano. Fine della premessa.

“non pensare, non avere obiettivi, non lottare con se stessi, lasciare scorrere il desiderio e perdersi in esso” (bischerata di pag.53)

Vi è mai capitato, viaggiando in autostrada, di notare un tizio che piscia in una piazzuola?

L’area di servizio è vicina, neanche 10 minuti, ma l’allegro pisciatore (forse è Morelli o uno che si riconosce pienamente nella sua dottrina) non vuole lottare con se stesso. Vive il presente (“il passato e il futuro non esistono: non fare programmi, esiste solo il presente”) e svuota la vescica.

Ecco. Bisogna svuotare la mente da pensieri, programmi, moralismi e concetti razionali. Persino l’idea del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto ci impediscono di vivere serenamente. A essere maliziosi, si può notare una notevolissima sintonia tra queste bischerate e lo stile del nostro Presidente, che si diverte a fare cucù al Cancelliere tedesco.

Ma lasciamo perdere la politica, almeno per stavolta.

Non bisogna pensare, bisogna seguire l’istinto, insiste Morelli. E cita un caso (che ha tutta l’aria di essere inventato).

Un calciatore racconta di come sbagliò un gol: “in una partita decisiva… mi trovo davanti al portiere, sto per segnare e mentre calcio la palla vedo in un istante la vittoria della mia squadra, la promozione in serie A, il successo che sarebbe arrivato… questi pensieri mi hanno distratto: la palla è finita sul palo” (pag.159)

Si potrebbe dedurre semplicemente che questo “Francesco” è una pippa. Ma c’è il lieto fine (la qual cosa mi fa sospettare che sia tutta una balla): “Francesco” è finito fuori squadra, ma un giorno (subito dopo aver trombato, e te pareva!) gioca da Dio in una partitella, ritorna titolare e in due anni diventa un famoso campione della serie A. VOGLIAMO IL NOME! VOGLIAMO IL NOME!

Per concludere, una specie di “elogio dell’Alzheimer”.

Una donna (si dice a pag.129) per tutta la vita era stata oppressa dalle preoccupazioni e chiusa in se stessa. L’Alzheimer la trasformò in una persona allegra e sorridente. Hip hip hurrah!!!!

Evviva dunque l’Alzheimer! E questo (ennesimo) lieto fine mi fa venire in mente una priapesca considerazione, raccolta in una tavolata di medici.

“Emerge da serie ricerche che da molti anni grandi somme di denaro sono investite nella ricerca sull’impotenza maschile; molto meno viene destinato in ricerche sulla cura dell’Alzheimer. In prospettiva possiamo ipotizzare un futuro in cui milioni di vecchietti saranno dotati di un uccello durissimo, ma senza la più pallida idea di cosa farne!”

Published in: on agosto 26, 2009 at 11:09 pm  Comments (6)  
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