La nostra TV è ansiogena?

Ho già avuto modo di definire LASSATIVA la lettura del Giornale. Ma ogni tanto qualcosa di buono ci trovo. Quel che è giusto è giusto. E poi, come cantò Fabrizio De Andrè in una famosa ballata, dal letame nascono i fiori.

C’è uno in gamba che scrive lì. Si chiama ROBERTO LEVI.

Cito da un suo recente articolo TV ANSIOGENA.

La nostra Tv generalista, pubblica o privata,  “è una potentissima propagatrice di ansia: la genera nei titoli strillati dei telegiornali, nell’attenzione spasmodica per gli avvenimenti di cronaca nera sviscerati in tutti i dettagli più inutilmente macabri… la fomenta andando a tormentare parenti e amici delle vittime di tragedie più o meno fortuite, talvolta recuperando delitti del lontano passato se non sono reperibili delitti di giornata… trasmette inquietudine, negatività e una assortita propensione a soffermarsi soprattutto sul male… cattura l’attenzione del pubblico sul versante dell’emotività viscerale… piuttosto che premiare la ricerca del ragionamento…”

Non saprei dire meglio. Aggiungo che non è cosa di oggi. Ve la ricordate la tragedia di Vermicino? E le 18 ore di diretta a reti unificate?

Con tutto il rispetto che si deve alla memoria di Alfredino Rampi e al dolore della famiglia, si stava già percorrendo la strada della TV viscerale. Sappiamo dove ci ha portato quella strada. Al predominio dell’irrazionalità e dell’isterismo sulla pacatezza e sull’equilibrio.

Mi congratulo per l’acutezza della Sua analisi, signor Levi.

E la prego di trasmetterne i concetti ai proprietari del Giornale.