Cara ti amo, by ELIO E LE STORIE TESE

Alcuni commentatori (di sesso maschile) hanno notato alquante somiglianze tra MI PIACI di Alex Britti e CARA TI AMO (by Elio e la sua simpatica banda di anarchici) dove le donne sono descritte come VENALI, LAGNOSE, SCONCLUSIONATE e INCONTENTABILI.

Premesso che Elio ecc non è mai da prendere troppo sul serio (ma ne riparleremo), il suo amaro sfogo di misoginia non è originalissimo.

Chiunque sia mai stato mollato da moglie, fidanzata, convivente, ecc ha detto queste e peggiori cose.

Aggiungo che la misoginia si accentua nei periodi storici in cui la condizione femminile migliora e il tradizionale ruolo dominante dei maschi traballa.

Vedasi Giovenale, sesta Satira. Pare che l’inizio del secondo secolo, a Roma, assomigliasse in molti aspetti alla nostra situazione postfemminista: ma io non posso confermare, non c’ero.

E vedasi Giuseppe Giacobazzi da Cervia: magari la prossima volta inserisco uno dei suoi monologhi; per adesso aggiungo un filmato (leggermente purgato) di CARA TI AMO.

Published in: on marzo 3, 2009 at 8:23 am  Comments (9)  
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mi piaci, che ci posso fare…

L’esegesi di questo antichissimo testo, scritto (secondo il parere pressocché unanime degli storici) negli ultimi anni del secondo millennio, ha sempre rappresentato un vero rompicapo per gli studiosi.

IN SINTESI, l’autore (o l’autrice, secondo la scuola oxoniense) si nasconde dietro lo pseudonimo di Alex e lamenta i soprusi che una misteriosa persona (di cui non viene mai fatto il nome) gli infligge. Ad esempio, provoca risse in birreria (e i cazzotti li prende lui), perverte la mite natura di un cagnolino trasformandolo in una belva antropofaga, si porta dietro la madre, lo manda in bianco, ecc.

INSOMMA, lo ha reso infelice (“da quando sto con te… ho pianto”): eppure lui ripete ossessivamente MI PIACI, MI PIACI, CHE CI POSSO FARE, MI PIACI…

Cominciamo col dire che, con il dovuto rispetto per le tesi di Shortest Long e dei suoi seguaci, il protagonista non può essere UNA protagonista. Basta conoscere la lingua italiana di allora per capirlo: “cominciai a fare il cretino” ha una forte connotazione maschile, “siamo andati… siamo usciti” non è neutro come in inglese!

A parte gli aspetti grammaticali, l’inspiegabile rassegnata passività di ALEX è psicologicamente incompatibile con le usanze delle donne di quell’epoca…

IL VERO PROBLEMA è comunque: COME FA A PIACERGLI UNA ROMPIBALLE COSI’?

L’ipotesi più diffusa (ma a mio parere non del tutto convincente) è che ALEX fosse affiliato a una setta religiosa a quel tempo molto diffusa: i Masochisti. Costoro si sottoponevano a bizzarre forme ascetiche, a cui erano preposte speciali sacerdotesse, definite “PADRONE”, che officiavano i loro riti in speciali tempietti illuminati da simboliche luci rosse.

Ma qui non si nominano né luci rosse, né fruste, né mi pare che possa essere definita PADRONA la misteriosa persona a cui ALEX dichiara il suo amore-odio.

Ritengo perciò si possa accettare come più plausibile l’ipotesi “politica” di Biggest Small, dell’Imperial College.

Le parole di MI PIACI sarebbero (secondo Small) una velata allusione a un demagogo di quell’epoca, che inspiegabilmente affascinò il popolo italiano per quasi vent’anni.

Pur avendo dimostrato in più occasioni la propria insipienza e il proprio dilettantismo, costui venne ripetutamente eletto a capo del governo. Era una specie di Pifferaio di Hamelin: più cazzate diceva e più lo applaudivano.

Basterebbe il suo folle progetto (fortunatamente mai realizzato) di congiungere la Calabria alla Sicilia con un ponte che si sarebbe dovuto chiamare PONTE SILVIO (o Ponte Milvio, le fonti non concordano) a dimostrare che tipo fosse. EPPURE PIACEVA…

Tanto che si tramanda ancora la leggenda di questo Ponte Milvio che era decorato di “lucchetti” (pare si trattasse di oggetti magici), a testimonianza degli incantesimi prodotti da Milvio Berlusconi.