QUIZ LETTERARIO DI APRILE

IL CANDIDATO INDIVIDUI CHI HA SCRITTO LA SEGUENTE PUTTANAT FRASE

…mi rivolge un abbagliante, spontaneo, naturale, splendido sorriso a tutta bocca…

1° aiutino – infilare 4 aggettivi così, uno dietro l’altro, lo può fare solo Gabriele D’Annunzio; o una donna; e non è D’Annunzio

2° aiutino – la scrittrice in questione non è M. Mazzantini (che non è il massimo, ma in confronto a questa merita il Nobel)

3° aiutino – non è I. Allende (come sopra)

4° aiutino – non è J. Rowling (come sopra)
james

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MISTER GWYN, romanzo diversamente bello

L’ho letto due volte (è corto) e mi sa che lo rileggerò. Per il momento noto che Alessandro Baricco (d’ora in poi, AB) non riesce più a scrivere bene come agli inizi (ad es. Castelli di rabbia e Novecento).

Già EMMAUS mi aveva deluso. Adesso non so decidermi se considerare questo Mr. Gwyn una sublime sciocchezza o un lavoro-dignitoso-che-magari-con-più-calma-poteva-essere-bellissimo.

Intanto elenco i principali pregi e i principali difetti del romanzo:

  • segnala a pag. 69 una bellissima storia di Paperino disegnata da Carl Barks e letta dal protagonista; si tratta di Paperino e il paese dei Totem (Land of the totem poles), pubblicata in Italia nel 1950; come faccio a non volerti bene, AB, quando mi citi storie così?
  • il protagonista, oltre a leggere fumetti d’annata, vive a Londra, tra Camden e una “enorme libreria” presso Charing Cross (penso che la libreria sia Foyles): a pag. 145 AB sembra infastidito dalle dimensioni degli “odiosi supermercati del libro” (ce ne fossero da noi, librerie come Foyles…)
  • AB ha creato nomi originali: John Septimus Hill, Tom Bruce Shepperd, Jasper Gwyn (il protagonista), Akash Narayan, Klarisa Rode… (può bastare a farmi piacere questo romanzo? mah…)
  • la trama è più strampalata dei delitti su cui indaga Don Matteo a Gubbio; dopo ve la riassumo, se proprio ci tenete… per ora mi limito a una domanda: perché tanti personaggi devono mostrarsi completamente nudi allo sguardo del protagonista? è una allegoria della verità? o serve per dare un po’ di pepe a una storia tuttosommato noiosa?
  • i dialoghi sono una frana; è vero che i dialoghi sono la difficoltà maggiore per un narratore (attribuire a ciascun personaggio un diverso codice linguistico e diverse capacità espressive: è questo che ha fatto grandissimi Cervantes, Hemingway, Somerset Maugham, Maupassant, Tomasi di Lampedusa…)
  • a pag 36 c’è un’affermazione perentoria: “tutti i veri scrittori odiano quel che c’è attorno al loro mestiere” cioè i soldi, i contratti con le caseditrici, gli agenti; non so chi siano i “veri” scrittori per AB, ma (a quanto ne so) Camilleri, Follet, Grisham, King, lo stesso Hemingway la pensano (pensavano) diversamente
  • avevo digerito a fatica il “sorriso ben fatto” di EMMAUS; sono disposto a sorvolare sul “dignitoso calore” con cui Jasper e un diversamente giovane si salutano a pag 67 (gli inglesi conoscono bene la dignità, non il calore…); quello che non posso sopportare è “un’eternità minuscola”: what the fuck does it mean eternità minuscola?
  • altra domanda: il diversamente giovane di cui sopra trasporta la sue lampadine con un vecchio scatolone di pasta italiana sigillato con un largo scotch verde… era necessario per l’economia della storia che lo scatolone fosse vecchio, la pasta fosse italiana e lo scotch fosse verde?

Siete ancora qui? Peggio per voi. Eccovi la TRAMA ESSENZIALE.

Jasper, il protagonista, è stato un romanziere di un certo successo. Ma si è stancato di scrivere (autobiografico?) e decide di cambiare genere. Con l’aiuto di una giovane diversamente magra si mette a “scrivere ritratti” di gente nuda. All’inizio va tutto bene, poi una giovane ricca e stronza rovina tutto.

(Noto che da un po’ di tempo nei romanzi di AB compare una riccaestronza che rovina tutto. Altro spunto autobiografico?)

Infine Jasper scompare. Ma nel mondo appaiono altri suoi romanzi, tra cui uno incompiuto: contiene i capitoli finali (terzo e quarto), mancano il primo e il secondo.

Magari nel suo prossimo romanzo AB scriverà quei due capitoli mancanti.

Così tutti noi potremo andare a letto contenti e rilassati.
bariccototem

Published in: on dicembre 26, 2011 at 5:27 pm  Comments (7)  
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Buon natale a chi legge… e anche a chi non legge

bibbiaPrometto a breve la recensione dell’ultimo romanzo di Baricco

Published in: on dicembre 24, 2011 at 12:09 am  Comments (5)  
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Emmaus, romanzo mal riuscito

La prima domanda è: com’è un “sorriso ben fatto“?

Un sorriso può essere cordiale, gelido, franco, aperto, malizioso, a denti stretti, accattivante, caldo, allusivo, complice, luminoso, spontaneo o costruito, eccetera. Ma un “sorriso ben fatto” non me lo so figurare. Forse vuol dire che i denti ci sono tutti?

Se incontrerò Alessandro Baricco (d’ora in poi semplificato in AB) in un’altra vita glielo chiederò.

Premesso ciò, avevo letto frettolosamente EMMAUS mesi fa: non mi era piaciuto.

Adesso, in queste ovattate mattine di fine anno, me lo sono riletto con molta cura. E mi piace ancora meno. Senza rancore, AB, puoi fare di meglio.

TRAMA. Un quartetto di 18enni di non eccelsa condizione sociale (il padre di Luca esce di casa alle 7 e mezza per andare in ufficio) entra in contatto con una cerchia di ricchi atei. Gente che non crede in niente, se la spassa tra feste, tornei di tennis e puttane. I quattro si imputtaniscono. Uno si uccide, l’altro si buca, il migliore finisce in galera.

Tutto ciò è narrato in prima persona da uno dei 4, che non dice come si chiama. Vuol dire che AB prova a calarsi nelle brache di un 18enne.

E questo è il difetto principale di EMMAUS: il narratore è in realtà un 50enne amareggiato e scettico (AB, appunto) che frequenta gente ricca, si intende di alpinismo e (presumo) di travestiti.

Ma non conosce veramente gli adolescenti e il loro modo di esprimersi. Voi conoscete un 18enne capace di scrivere “nel sordo strisciare di un simile fallimento, non troviamo il tempo di riflettere, né la luce di una ribellione: solo l’immobilità sorda della colpa…”? Forse, a cercare col lanternino, qualcuno ci sarà… ma io conosco giovani più laconici.

E non conosco giovani DAVVERO CONVINTI DELLE LORO SCELTE (i 4 protagonisti si dedicano alla parrocchia e al volontariato, puliscono poveri vecchi smerdati, ecc) che deraglino così per questioni di sesso.

Una scopata è facilmente perdonata per un cattolico: tre pateravegloria, ego te absolvo…

I giovani non perdono la fede per questioni di mutande (so di cosa parlo), ma per la scandalosa condotta di certi pretacci.

Comunque tanti auguri, AB: sei un bravo scrittore, nel 2010 farai qualcosa di meglio.