Chi il migliore tra questi?

Personalissimo elenco di movie actors della generazione di mezzo. Chi vi piace di più?

(max 3 preferenze; alla fine vi dirò perché non ci ho messo Arnold Schwarcomesiscrive)

  • Al Pacino (nato nel 1940)
  • Harrison Ford (1942)
  • Robert De Niro (1943)
  • Ben Kingsley (1943)
  • Michael Douglas (1944)
  • Tommy Lee Jones (1946)
  • Kevin Kline (1947)
  • Jean Reno (1948)
  • Gerard Depardieu (1948)
  • Jeremy Irons (1948)
  • Richard Gere (1949)
  • Daniel Auteuil (1950)
  • William Hurt (1950)
  • Geoffrey Rush (1951)
  • John Malkovich (1953)
  • Denzel Washington (1954)
  • Bruce Willis (1955)
  • Kevin Costner (1955)
  • Tom Hanks (1956)
  • Mel Gibson (1956)
  • Daniel Day-Lewis (1957)
  • Kevin Spacey (1959)
  • Keanu Reeves (1959)
  • Colin Firth (1960)
  • Hugh Grant (1960)
  • Sean Penn (1960)
  • Antonio Banderas (1960)
  • Stanley Tucci (1960)
  • George Clooney (1961)
  • Woody Harrelson (1961)
  • Tom Cruise (1962)
  • Ralph Fiennes (1962)
  • Jim Carrey (1962)
  • Johnny Depp (1963)
  • Brad Pitt (1963)
  • Russell Crowe (1964)

E lui? Perché non ce l’ho messo?conad
Non è soltanto perché non ricordo bene come si scrive.

E’ che proprio non ce lo vedo tra i MIGLIORI. Lo definirei un MEDIOCRE. Non ha nemmeno ricevuto un razzie award (c’è andato vicino nel 2004) mentre Sylvestro Stallone di Razzie ne ha portati a casa ben 10!!!!!!!!!

P.S. Kevin Spacey e Sean Penn partono da +1 (per via dei commenti al post precedente)

Published in: on dicembre 10, 2014 at 9:24 am  Comments (13)  
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Come tutti noi, RUSSELL CROWE ha i suoi su e i suoi giù; alterna grandi interpretazioni a robetta da poco. Riusciranno gli eventuali commentatori di questo post a mettersi d’accordo su quali sono i SU e quali i GIU’? Nel qual caso sono sono tutti invitati a piazza Monte Citorio lunedì 15 p. v. per decidere su una questione di una certa importanza.

Non ho visto molti film di RC… ma sono ancora in tempo per approfondire.

Ho una mia personalissima opinione su quale sia il suo capolavoro. Ve la dirò (forse) tra un paio di settimane.

Adesso ditemi voi cosa pensate di

  • INSIDER – DIETRO LA VERITA’ (1999) – Da una storia vera. Jeffrey Wigand può dire molte cose sugli imbrogli delle multinazionali del tabacco. Le dice anche in tv, a una specie di Santoro americano (Al Pacino). Lotta dura senza paura!!! Nomination all’Oscar
  • IL GLADIATORE (2000) – Maximus Decimus Meridius è il miglior generale dell’Impero, tanto che Marco Aurelio progetta di designarlo come erede. Commodo (Joaquin Phoenix) uccide il padre e, già che c’è, stermina la famiglia di Maximus. Vendetta, tremenda vendetta. Premio Oscar
  • A BEAUTIFUL MIND (2001) – John Nash è un brillante matematico. Insegna a Princeton. Le sue incredibili capacità (che gli procureranno un premio Nobel molti anni dopo) convivono con una grave forma di schizofrenia: vede gente che non c’è, si immagina complotti e persecuzioni. Lo guarirà l’amore? Nomination all’Oscar
  • MASTER AND COMMANDER (2003) – Jack Aubrey comanda una fregata di Sua Maestà contro la francese Acheron (siamo nell’epoca napoleonica). Lo scontro decisivo avverrà nell’arcipelago delle Galàpagos: l’idea vincente (ispirata al mimetismo di certi insetti) sarà suggerita dal medico di bordo (Paul Bettany). E non dite che lo studio delle scienze naturali è inutile!
  • UN’OTTIMA ANNATA (2006) – C’era una volta Max, che viveva in Provenza con lo zio. Poi Max diventa un bastard gran farabutt uomo d’affari a Londra; ma scoprirà di avere un cuore, anche grazie a una francese tutta pepe (Marion Cotillard).
  • ROBIN HOOD (2010) – Tornando dalle Crociate, Robin (semplice arciere, senza quarti di nobiltà) assume l’identità di Robert Loxley. Ha successo oltre ogni aspettativa: il vecchio padre di Robert (Max von Sydow) sgama, ma è contento lo stesso, per non parlare di Lady Marian (Cate Blanchett). Ci sarà un sequel?
  • LES MISERABLES (2012) – L’ispettore Javert passa la sua vita a perseguitare Jean Valjean. Quando si accorge che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge (nessuna allusione al Milan) va in crisi e si butta nella Senna.
  • Mi dicono che il prossimo ruolo sarà Noè in un film omonimo. Andrò a vederlo senz’altro: come tutti i bevitori sono particolarmente devoto all’inventore del vino…

Tutto qui, gente. Nel prossimo post avanzerò qualche ipotesi sul perché quest’anno i film italiani incassano meno del solito.

gladiomasterjavert

Published in: on aprile 9, 2013 at 11:35 pm  Comments (12)  
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COPPOLA vs LEONE (e, già che ci sono, rispondo alle obiezioni di Armakuni, Lidia Zitara e Anna Nihil)

Da una parte Al Pacino, dall’altra Clint Eastwood. Entrambi danno molto lavoro al becchino (per non parlare dei cadaveri, nordisti e sudisti, che si ammucchiano in IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO).

CARATTERISTICA COMUNE. Al e Clint non sono angeli. Usano sistematicamente l’omicidio come mezzo per raggiungere i loro fini (proteggere la Famiglia in un caso, accumulare dollari nell’altro).

Ma possiamo provare un po’ di simpatia per loro, vedendoli in lotta mortale con furfanti al quadrato. Insomma (come dicono a Roma) IL PIU’ PULITO CI HA LA ROGNA.

DIFFERENZA SOSTANZIALE (secondo me): Mike Corleone prova sempre più amarezza per quello che fa (che DEVE, in un certo senso, fare), mentre “il Biondo” non sembra provare alcun rimorso (probabilmente con tutti i suoi dollari se ne andrà all’Est, diventerà un business man e sarà accolto nel Rotary Club).

FRASI MEMORABILI

  • “Su questo documento ci sarà la tua firma o il tuo cervello” (frase di don Vito, riportata da Mike)
  • “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto” (lo dice Ramon, ma ha fatto i conti senza l’oste)

PUNTEGGIO PROVVISORIO del match (reso spettacolare anche dal confronto tra le colonne sonore di Nino Rota e di Ennio Morricone): 30 a 9 per il Padrino, grazie ai voti espressi da Anna Nihil, Blabla e Pensierini.

Inserisco 2 documenti. Dopodiché risponderò ad alcune 0sservazioni.

COSA ESPRIMIAMO con un voto? Ovviamente una generalizzazione, come quando diciamo di preferire (ad esempio) Puccini a Wagner, il vino bianco alla birra, il basket al calcio… CONCORDO che il primo episodio di Matrix è molto superiore agli altri due (proprio da buttare? mi sembra un po’ drastico…), ma nell’insieme c’è un discorso coerente, per cui si può votare per tutta la trilogia.

INDIANA JONES E IL TESCHIO DI CRISTALLO NON L’HO VISTO. Chi l’ha fatto mi ha caldamente consigliato di non sprecare tempo e soldi. Forse un giorno lo vedrò e promuoverò la trilogia a tetralogia (contrapponendolo alla serie di Alien?).

Regista, regista… il caso GUERRE STELLARI aiuta a capire. George Lucas non ha FORMALMENTE diretto gli episodi V e VI, ma è autore del soggetto, della sceneggiatura e soprattutto è PRODUTTORE ESECUTIVO (decide lui chi recita e chi no). Tanto è vero che NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS è considerato un film di Tim Burton anche se la firma ce l’ha messa Selick.

Lo stesso vale per Tarantino, a proposito di UNA VITA AL MASSIMO.

E per oggi mi fermo qui, preannunciando che il prossimo match sarà tra la trilogia CLASSICA di GUERRE STELLARI e quella girata in seguito.

LUCAS contro LUCAS, insomma.

I “cattivi”: un ruolo che riesce bene agli attori italiani

In America si chiama THE VILLAIN ROLE. In italiano, il ruolo del cattivo, della carogna, di quello “che quando muore il pubblico è contento”.

Gli attori (per lo più) non lo amano. Alcuni GRANDI ATTORI lo hanno fatto molto bene: Orson Welles, Eli Wallach, Christopher Lee, Al Pacino, ecc.

Lo faceva BENISSIMO Gian Maria Volontè. Ve lo ricordate in “Indagine su un cittadino ecc?”

E a Hollywood spesso hanno pensato di affidare questo ruolo ad attori italiani.

Dopo farò alcuni esempi. Ma la domanda è: perché hanno pensato agli italiani?

Credo che nell’immaginario collettivo degli americani (non gli intellettuali, voglio dire gli americani “medi” dei paesotti e delle periferie, tutti TV birra e Reader’s Digest) l’italiano sia visto istintivamente come quello che ti pugnala alle spalle, BUGIARDO, DOPPIOGIOCHISTA E (naturalmente) MAFIOSO.

C’è una lunga, secolare tradizione di stereotipi che risale al teatro elisabettiano, alle leggende anticattoliche: noi siamo i MACHIAVELLI, le LUCREZIE BORGIE, i CAGLIOSTRO, i GESUITI ecc.

Ho in mente un post sulla saga del PADRINO. Mi servirà per approfondire il concetto. Per oggi mi limito a citare tre grandi attori italiani che hanno “fatto i cattivi” oltreoceano.

Vittorio Gassman – Andò in America alla fine degli anni ’70 e interpretò (benissimo) alcuni villain roles: ve li ricordate Quintet (Robert Altman), La Tempesta (Paul Mazursky) e Pelle di sbirro (Burt Reynolds)?

Adolfo Celi – Un grande attore, per lo più noto per ruoli brillanti, ma capace di mettersi la maschera del Supercattivo contro James Bond in Thunderball Operazione tuono (1965).

Sergio Castellitto – Lo abbiamo visto di recente nella parte del malvagio re Miraz (e accanto a lui c’era Pierfrancesco Favino, un’altra bella “faccia da cattivo”) in un film mediocre. Ne ho parlato nel post https://ilbibliofilo.wordpress.com/2008/11/30/il-principe-caspian-contro-i-conquistadores/trackback/  e penso che l’interpretazione di Sergio basti da sola a giustificare il prezzo del biglietto.