Oh Romeo, Romeo! Cambia il tuo nome! Solo il tuo nome mi è nemico, rifiutalo e chiamati Matteo Salv… ehm, come non detto!!!!!

Qui Shakespeare c’entra solo nel titolo. Voglio citare invece uno scrittore italiano, Francesco Piccolo. (l’ho nominato qualche anno fa quando ha vinto il premio Strega).

Stavolta ha scritto L’ANIMALE CHE MI PORTO DENTRO, una specie di autobiografia che forse leggerò.
anim
L’animale in questione è quello che Moravia chiamava LUI, devoto al dio Priapo.

Uno potrebbe dire “è nato a Caserta… nel sud Priapo ha molti seguaci… Vitaliano Brancati…”

Ma poi ripensa allo slogan bossiano LA LEGA CE L’HA DURO e ammutolisce.
duro

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I crimini di Grindelwald e le cravatte di Silente

Ormai su ANIMALI FANTASTICI si è detto di tutto e di più: delle analogie tra Grindelwald e Hitler, dell’amicizia un po’ particolare tra Grindelwald e Silente ecc

Per non ripetere quello che dicono tutti parlerò di cravatte.

La cravatta oggi la usano quasi soltanto i ministri, gli addetti alle pompe funebri e gli impiegati delle assicurazioni. Tre categorie non particolarmente simpatiche.
ministri

Ma la storia di ANIMALI FANTASTICI è ambientata nel periodo tra le due guerre mondiali. A quell’epoca tutti portavano la cravatta, a meno che non fossero preti o si chiamassero Mohandas Gandhi.

(per la verità anche Gandhi portò la cravatta fino al 1913; anche Lenin portava la cravatta)
leningandh

Insomma a quell’epoca la cravatta era di moda. Ma c’è modo e modo di indossarla. Guardate Albus Silente 40enne: un fighetto a 5 stelle.

(60 anni dopo Silente sostituirà la cravatta con la barba)
silenbarb

Newt Scamander indossa il farfallino (i franciosi lo chiamano papillon) e direi che se la cava bene.
https://i1.wp.com/www.empireonline.it/wp-content/uploads/2018/02/beasts-2-2.jpg

Chi invece non se la cava è il Gellert Grindelwald. Guardate qui che roba!
deppcrav

Nemmeno a Parigi riesce ad essere elegante!
paris
Persino Voldemort colui che non deve essere nominato era meglio cravattato.
volde

Published in: on novembre 20, 2018 at 12:04 am  Lascia un commento  

Vorrei non averli visti

A fine anno premierò i film più CHIAVICA del 2018.

C’è ancora tempo: 6 settimane in cui possono spalancarsi abissi di chiavicosità che manco vi immaginate.

Per il momento sono candidate al premio 2 pellicole:

  1. per la sezione INTERNATIONAL KIAVIKS, DARK HALL di cui mi sono già occupato
  2. per la sezione CHIAVICA ITALIANA (e pensare che abbiamo avuto Fellini, Monicelli, De Sica e Antonioni…) concorre COSA FAI A CAPODANNO? che avrei fatto meglio a non vedere.

Vedo bene Dark Hall per la medaglia d’oro. Buone possibilità di medaglia d’argento per la chiavica italiesca di cui vi racconterò la trama essenziale dopo le immagini (attenzione, contiene spoiler)

hacapoda

Premesso che può piacere unicamente ai fans di Donatella Rettore (si sente ripetutamente “il cobra non è un serpente…”) eccovi la TRAMA

In uno chalet dalle parti di Dobbiaco aspettano la mezzanotte del 31 una mezza dozzina di personaggi uno più sbirolato dell’altro. Alcuni sono venuti per rubare, altri per ciulare. Dopo la mezzanotte una dozzina di aragoste, abbandonate sulla neve, si dirigono verso il mare (se vi sembra buffo ridete pure; non mi offendo).

L’unico tra gli interpreti che si può classificare attore è Alessandro Haber (prima di uccidersi recita con enfasi forse eccessiva il suo addio).

Mi aspetto ora che il Consiglio comunale di Bologna deliberi di cambiar nome alla città per evitare confusioni col cognome del regista.

Published in: on novembre 18, 2018 at 8:20 pm  Lascia un commento  

Coglionometro

Ha cominciato Michela Murgia col FASCISTOMETRO (ammiro molto la prosa della Murgia e chi non ci crede legga qui ma stavolta la penna è scivolata per eccesso di velocità; dire che l’Italia è ingovernabile è forse un eccesso di pessimismo, ma non scomoderei le camicie nere)

Poi Gramellini ha intitolato SALVINOMETRO uno dei suoi “caffè”.

Tocca a me.

Elenco qui 11 affermazioni coglioniste. Chi le sottoscrive tutte concorre al premio COGLION OF THE YEAR.
coglion

  1. Macchè riscaldamento globale! Oggi fa un freddo cane!
  2. Marilyn Monroe era troppo grassa
  3. Aumenta il prezzo della benzina? Ma io ne faccio sempre 20 euro!
  4. Non sono io che sono omofobo, sono loro che sono froci.
  5. Chi fa da sé fa per tre (commento personale: il difetto principale degli italieschi è l’individualismo; è passata l’epoca dei geni solitari alla Marconi e adesso la ricerca scientifica e tecnologica si fa in gruppo; non lamentiamoci quindi se siamo rimasti indietro)
  6. Tra la moglie e il marito nessuno metta il dito (se uno dei 2 coniugi, quasi sempre LUI, mena di brutto tu hai il DOVERE di usare quel dito per chiamare la polizia)
  7. Meglio un asino vivo che un dottore morto (un asino vivo può provocare guai tremendi, soprattutto se è al governo; un dottore, se è morto, NO)
  8. Qui lo dico e qui lo nego (puoi dirlo solo se ti chiami Luigi Pirandello)
  9. Se tutti parlano male di lui è senz’altro colpevole… (#liberate Barabba)
  10. Lei non sa chi sono io! (sì, lo sa: soltanto un COGLIONE può pronunciare questa frase)
  11. Hitler ha raggiunto la piena occupazione nel suo stato: metà dei tedeschi era sotto le armi, l’altra metà costruiva armi (questa frase, incredibilmente coglionesca, è stata pronunciata davvero in una cerimonia pubblica da un coglion da un tale che si chiama Ettore ed era il Presidente dell’Istituto delle Opere di Religione; primato mondiale tutt’ora imbattuto di stracoglionaggine con rincorsa)

Potrei aggiungere altre frasi coglion-friendly, ma ora il sonno mi vince. Magari riprenderò il tema.

il principe Zaleski (che ne ha combinate più di Bertoldo in Francia) tra tenebrosi manieri, gemme dal potere misterioso, epidemie di suicidi e una società segreta che mira a eliminare fisicamente i deboli di corpo e di mente e si chiama SS

M. P. Shiel (1865-1947) è noto soprattutto per il romanzo LA NUBE PURPUREA, ma conservo gelosamente una raccolta dei suoi racconti, edita da Sellerio.
saeller
Anzitutto presento il protagonista. Zaleski è russo, principe di antico lignaggio e costretto all’esilio per non chiarite questioni sentimentali (avrà corteggiato la figlia dello zar?); ora vive solitario in un palazzo in rovina fuori Londra; non si muove mai di lì.

Invitato dal narratore a risolvere alcuni enigmi apparentemente insolubili impiega poche pagine per spiegare tutto.

  • Lord Pharanx “uno degli uomini più eminenti d’Inghilterra” è morto; chi l’ha ucciso? Randolph, suo figlio? è stata Maude, l’amante francese? quale terribile segreto perseguita da secoli la famiglia della vittima?
  • Per secoli una grande gemma (un turchese, credo) è stata nascosta in una tomba medievale; l’hanno portata lì i crociati?; grazie alla sua conoscenza della lingua persiana Zaleski svela il mistero e può predire senza alcun dubbio chi alla fine si troverà un cappio intorno al collo
  • in diversi paesi d’Europa migliaia di giovani donne e uomini si tolgono la vita con ritmo crescente: siamo alla fine del genere umano?; Zaleski scopre anzitutto che non sono suicidi, ma omicidi; una setta, nascosta nel sottosuolo di Londra, ha programmato lo sterminio di chi può procreare figli “imperfetti”; questa setta eugenetica è denominata Società di Sparta (chissà se Shiel, 40 anni dopo aver scritto questo lungo racconto, avrà notato una sinistra coincidenza con le SS…)

Pubblicati nel 1895, questi racconti non ebbero il successo sperato: il pubblico preferì Sherlock Holmes.

Zaleski era troppo cerebrale e non aveva quei tic e quelle predilezioni (dal violino alla cocaina) che resero così popolare il suo collega di Baker Street 221B.

zaleski

Published in: on novembre 14, 2018 at 12:22 am  Lascia un commento  
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tre trame per Dan Brown

Non ho potuto fare a meno di ricordare la trama di ANGELI E DEMONI quando ho sentito di uno scheletro sotto un pavimento della nunziatura di Roma.

Per chi non l’abbia letto (si può, per la verità, farne a meno) il romanzo parla di complotti all’ombra della cupola di San Pietro e di cardinali uccisi alla vigilia di un conclave; poi arriva Tom Hanks Robert Langdon e aggiusta tutto.

angeli

E stanotte ho sognato di incontrare Don Brown al pub. Gli ho suggerito qualche trama per il suo prossimo romanzo.

  1. Trama maddaleniana (o dell’universo parallelo) – Sono le ossa della Maddalena! (che Dan Braun immagina sepolte sotto la piramide del Louvre per decisione del presidente Mitterand; in realtà Mitterand era stato ingannato da alcuni mariuoli di Forcella, specializzati nel produrre reliquie fasulle e altre patacche); Villa Giorgina, sede della nunziatura vaticana, è il punto di transito tra questo universo e un altro universo dove le persone vanno a vivere dopo la morte
  2. Trama romoliana (o dell’origine dell’ostilità tra laziali e romanisti) – Sono le ossa di Rema, sorella di Romolo!  Non si chiamava Remo, come ha scritto Tito Livio (Livio era al servizio dei poteri forti e diffondeva fake news; trasformò Rema in Remo per rendere meno spregevole la figura di Romolo); i numerosissimi amanti di Rema giurarono odio eterno a Romolo e fondarono la società sportiva Lazio; da allora ogni derby è il prolungamento di una faida infinita
  3. Trama aliena (o esiste davvero il Vaticano?) – Sono le ossa di una femmina aliena! Come insegnano i MEN IN BLACK gli alieni vivono tra noi da decenni e influenzano le nostre menti mediante messaggi subliminali; si spiegano così le vittorie di Donald Trump (è un cyborg costruito dagli alieni), l’interesse suscitato da un personaggio come Chiara Ferragni e gli incassi dei film di Zalone Checco; tra le altre cose ci hanno fatto credere che esiste uno stato chiamato Città del Vaticano (esente da tasse…), il quale stato ha rappresentanze diplomatiche in tutte le capitali del mondo, chiamate Nunziature, luoghi misteriosi dove gli alieni organizzano tornei di poker alieno (non ci provo neanche a spiegare cos’è), di tennis quadridimensionale e di rutti cosmici.

buchi

Published in: on novembre 10, 2018 at 12:14 am  Comments (2)  
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un mostro di simpatia

TI PRESENTO SOFIA non è un capolavoro ma si vede volentieri.

Fabio De Luigi ha sempre la stessa faccia da tonto. La Ramazzotti (coniugata Virzì) è molto più espressiva e merita la pagnotta.
fabiomicae

Ma quella che cattura l’attenzione degli spettatori è l’esordiente Caterina Sbaraglia.
cetasbarasbarag

Recita veramente bene, passando dall’euforia alle lacrime, canta (bene, per quello che ne capisco) e suona la chitarra.

Spero che non sparisca dal grande schermo, come hanno fatto in passato Alice Teghil (protagonista di CATERINA VA IN CITTA’, 2003), Carla Marchese (protagonista di I BACI MAI DATI, 2011) e Robert Dancs (“spalla” di Checcozalone in SOLE A CATINELLE, 2013).

Ah, dimenticavo!

Nel film compare in una parte breve ma sostanziosa Shel Shapiro, un grande artista british (THE ROKES: il nome dice qualcosa?) che vive da sempre a Roma e non ha bisogno di doppiatore.
shel

Published in: on novembre 8, 2018 at 9:18 am  Lascia un commento  
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Nessuna prof è stata molestata nella stesura di questo post (in appendice, alcuni suggerimenti ai titolisti italiani)

In NESSUNO COME NOI la storia si svolge in un liceo di Torino. La protagonista, prof di italiano, si chiama Betty ed è interpretata da Sarah Felbercomesichiama.

IL COMPLICATO MONDO DI NATHALIE ruota intorno a un liceo di Parigi. La protagonista, prof di lettere, è interpretata da Karin Viard.
sarahkarin

Due film di diverso spessore (quello italiano è al di sotto del BAH, quello francese al di sopra) ma il punto non è questo. Mi interessa comparare il diverso ambiente in cui lavorano i prof francesi e quelli italiani.

  • Cominciamo dall’edificio. A Parigi la protagonista entra in un palazzo seicentesco che non è Versailles ma poco ci manca. Grandi saloni e solenni corridoi. L’ufficio del preside sembra quello di un ministro. A Torino i muri fanno pena (pavimenti malmessi e pareti scrostate) e il ricevimento genitori (dove si manifesta il triangolo Betty-Umberto-Ludovica) si svolge in una “sala insegnanti” che definire squallida è un eufemismo.
  • Come si vestono gli insegnanti? L’abbigliamento delle prof torinesi è dozzinale. D’accordo che non si giudica un libro dalla copertina, però c’è un limite a tutto… D’altra parte con lo stipendio miserrimo che passa il convento non ti puoi permettere di più. Gli stipendi parigini sono molto sostanziosi e si vede: anche le cravatte dei colleghi sono belle (il preside no, lui non porta la cravatta).
  • Di quale prestigio godono le prof? Nathalie manifesta progressivamente sintomi di squilibrio mentale (sclera con la figlia, con una collega più giovane, con gli amici ecc) e il preside è costretto a metterla in aspettativa; ma non perde la simpatia (direi l’affetto) dei suoi alunni; e quando torna a scuola viene accolta festosamente dalle colleghe, compresa quella giovane. Quando Betty annuncia che sarà trasferita a Milano nessuno (o quasi) se la fila. Meno male che nessuno le tira le sedie in testa…

Parliamo dei titoli.

Qualche anno fa ebbe molto successo IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE. I titolisti italieschi hanno scelto di tradurre (?) l’originale JALOUSE con il COMPLICATOecc

Non so se meritino i miei suggerimenti, ma (dopo l’immagine) ne propongo altri dello stesso livello.

compli

IL GIOIOSO MONDO DI ANNAMARI’

IL FANTASIOSO MONDO DI CONCETTI’

IL GENEROSO MONDO DI ASSUNTI’

IL MALIZIOSO MONDO DI CATHERI’

IL CURIOSO MONDO DI NUNZIATI’

IL BARBOSO MONDO DI GIUSEPPI’

IL FRAGOROSO MONDO DI MARGHERI’…

Published in: on novembre 6, 2018 at 1:41 pm  Comments (1)  
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film, italiani e non, sulla guerra 15-18

100 anni fa finiva una bruttissima guerra (tutte le guerre sono brutte, ma questa stabilì un record che durò 20 anni)

Tra i film stranieri che hanno trattato l’argomento ne cito solo 3.
anniillusionniente

Tre veri capolavori, tra i quali mi è veramente difficile scegliere il migliore.

Invece non ho difficoltà a dire che il miglior film italiano sull’argomento è quello di Monicelli.
guerr

LA GRANDE GUERRA è del 1959. Leone d’oro. Bellissimo mix di tragedia (entrambi i protagonisti vengono fucilati) e di commedia (Sordi riesce a far ridere anche di fronte alla morte).

Di fronte a un capolavoro come questo impallidiscono i film che ora citerò. Pochi per la verità: in Francia, Germania, Inghilterra, Australia ecc l’argomento riempie le sale e i produttori rischiano milioni; ma qui no, qui parlare di guerra fa scappare gli spettatori.

UOMINI CONTRO è del 1970. Tratto (con molta libertà) da UN ANNO SULL’ALTIPIANO di E. Lussu, ha un superbo protagonista in Gian Maria Volontè.

LA SCIANTOSA è del 1971. Film per la tv. Indimenticabile Anna Magnani.

TORNERANNO I PRATI è del 2014. Diretto da Ermanno Olmi e interpretato da Claudio Santamaria.

SOLDATO SEMPLICE è del 2016. Diretto e interpretato da Paolo Cevoli.

Concludo con una parodia imperniata sul duo Franco&Ciccio. Ma ne IL GIORNO PIU’ CORTO (1963) attraversano lo schermo anche Edoardo De Filippo, Gino Cervi, Walter Chiari, Raimondo Vianello (nella foto, in uniforme pseudoaustriaca), Franca Valeri, David Niven, Susan Strasberg, Simon Signoret, Jean-Paul Belmondo, Vittorio Gassman e Totò.rai

Titolo ovviamente ispirato a IL GIORNO PIU’ LUNGO (lo sbarco in Normandia). Quasi tutti gli attori non si fecero pagare (la Titanus era sull’orlo della bancarotta).
cortoparodi

Published in: on novembre 4, 2018 at 12:52 am  Comments (3)  
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2 novembre – Hurrah per Charles, Aretha, Montserrat, Paolo, Milos, Ermanno, Carlo e Stephen

E’ mia abitudine celebrare oggi chi ci ha lasciato negli ultimi 12 mesi.

Nelle foto che seguono riconoscerete cantanti, un attore (noto ai consumatori di fustini DASH), registi e una mente geniale imprigionata in un corpo deformato.
aznzvouraretmontsitaferramiloscarlovolmi
hawk

Published in: on novembre 2, 2018 at 12:22 am  Comments (2)