LA CURA SCHOPENHAUER, romanzo di Irvin Yalom

Vi presento i due protagonisti:

    • Julius Hertzfeld, affermato psichiatra; sa di dover morire entro un anno (malattia incurabile); come comunicherà la notizia ai 6 pazienti che segue in una terapia di gruppo?
    • Philip State che vorrebbe diventare psichiatra; molti anni prima era stato in cura da Julius, ma era stato un fallimento; Philip era ossessionato dalle donne, tipo don Giovanni (Julius gli aveva suggerito l’epitaffio da far incidere sulla tomba: “gli piaceva scopare”). Ora Philip è molto cambiato. Merito della filosofia di Schopenhauer, sostiene lui. Accetta di far parte del gruppo di Julius anche perché (citando lo stesso Schopenhauer) “è piacevole accorgersi che altri soffrono come o più di te” (pag. 93)

schop

Volete sapere come andrà a finire?

Vi interessa sapere che anche Julius non è uno stinco di santo?

E che una delle componenti del gruppo è stata sedotta e umiliata da Philip quando aveva appena 18 anni?

Sapete che Arthur Schopenhauer aveva un pessimo rapporto con i genitori, soprattutto con la madre? e volete sapere cosa pensava dell’amore romantico che nell’Ottocento era tanto di moda?

Beh, in questo caso vi consiglio di leggere il romanzo.
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Post Scriptum. L’autore del romanzo (Irvin Yalom) è uno psicoterapeuta di fama internazionale e ha insegnato per decenni all’Università di Stanford.

Provenendo da una fonte così autorevole l’affermazione “le psicoterapie, indipendentemente da chi le conduce, si concludono con l’insuccesso in almeno un terzo dei casi” (pag.84) fa riflettere.

Abbiamo visto troppi film americani in cui la ciambella veniva sempre col buco.

Nella realtà non si è trovato il modo di curare il delirio di Putin, né le ossessioni omicide dei maschi rifiutati dalle ex.
femm

Published in: on settembre 24, 2022 at 12:11 am  Comments (4)