Fiocco rosa, fiocco azzurro…

Ho una lunga esperienza ai seggi elettorali. Per molti anni ho sudato tra schede, timbri, verbali ecc

E conosco bene l’utilità di questi registri. Uno è azzurro, l’altro è rosa come i fiocchi dei neonati. Messi su 2 tavoli permettono di sveltire la fase dell’identificazione (tessera elettorale, carta di identità ecc)elen

Ritornando ai registri qualcuno ha avuto da ridire.

“Come la mettiamo con le persone transessuali?” ha chiesto il portavoce di un partito dei diritti Lgbt+. “Spesso non hanno ancora i documenti di identificazione aggiornati alla loro situazione!”

Sinceramente mi sembra un puntiglio su cui non vale la pena perdere tempo. Si provveda quanto prima, nei singoli comuni, a rilasciare i documenti adeguati e bona lè (come si dice a Bologna).

Quesito. L’obiettivo è evitare a qualche persona l’imbarazzo di spiegare agli scrutatori che sulla Carta d’identità c’è scritto Giovanni ma lei adesso si chiama Giovanna o è soltanto un modo per far parlare del partito di cui sopra, attirando l’attenzione dei futuri elettori? A pensar male si indovina quasi sempre.
fioocchifocco

P. S. Dimenticavo (a proposito di fiocchi) di citare una storia di tanti anni fa. A quanto mi hanno riferito l’arciprete aveva ingravidato una giovane moglie e lo sapevano tutti in paese. Appena il bambino nacque qualche burlone attaccò il tradizionale fiocco sulla porta della chiesa.

L’arciprete si ostinò a negare tutto e comunque partì missionario per il Tanganika. E’ ancora vivo quel bambino? Non si sa. Nel dubbio preferisco non fare nomi (e allora non c’era l’esame DNA)

Published in: on giugno 14, 2022 at 8:22 am  Comments (6)