Enya

Chi già conosce l’arte di questa straordinaria irlandese NON HA BISOGNO CHE NE PARLI.
nya
Mi rivolgo quindi solo a chi ne ha sentito parlare, ma non la conosce benissimo.

Non sono il più sfegatato dei suoi fans. Non ho nemmeno tutti i suoi dischi (vergogna!), ma quando mi sento un po’ giù ascolto Trains and winter rains, Orinoco Flow (Sail away! Sail away! Sail away!…) o The celts… e mi sento rinascere.

Questa incantevole cantautrice (e ottima strumentista: pianoforte, chitarra, flauto…) ha composto canzoni in inglese, irlandese-gaelico, latino, spagnolo (Soy la sognadora) e perfino nelle lingue degli elfi tolkieniani: il Sindarin (Anìron) e il Quenya (May it be, bilingue: è sui titoli di coda della Compagnia dell’Anello).

Due sole pecche:

  1. è venuta a cantare a Sanremo qualche anno fa (Wild child, mi pare) 
  2. le sue arie sono talmente orecchiabili che finiscono troppe volte negli spot pubblicitari.

Vabbè, nessuno è perfetto.

Published in: on giugno 8, 2022 at 9:33 am  Comments (8)  
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