REQUIEM PER UN MONA

L’antefatto.

Qualche anno fa in un bar del Veneto un uomo palesemente ubriaco chiede di bere ancora. La barista si rifiuta di servirlo. Come è suo dovere. Finisce al pronto soccorso perché il mona in questione la prende a calci. Poi fugge all’estero per sottrarsi all’arresto. Avrei potuto qualificarlo con termini molto più pesanti perché chi picchia una donna fa schifo. Ma la parola mona può bastare.

Passano gli anni e veniamo all’anno 2022.

In una trincea del Donbass il mona di cui sopra muore in combattimento. Era andato lì per lottare a fianco dell’esercito russo contro quelli che definiva “i nazisti di Kiev”.

Aveva lasciato scritto che avrebbe lottato “ovunque nel mondo c’è un popolo che viene calpestato”.

Non so per quali motivi il mona si fosse convinto che i russi erano intervenuti per difendere la libertà. Comunque la morte è sempre una cosa triste e me ne rammarico.

Spero che il mona, camminando verso l’ultimo orizzonte con le tantissime vittime ucraine morte in questa orribile guerra, abbia avuto modo parlando con loro di capire qual è il popolo che viene calpestato nel 2022.

Published in: on aprile 2, 2022 at 12:28 am  Comments (8)  

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8 commentiLascia un commento

  1. Coincidenza, ho pensato il medesimo termine. Non si tratta di un epiteto ma di una tristissima constatazione. Forse un personaggio in cerca di autore, che cercava di dare un significato alla sua vita. Forse in guesta guerra oscena c’è riuscito anche lui.

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    • In un primo momento avevo scritto REQUIEM PER DON CHISCIOTTE. Poi ho preferito il termine MONA (che in Veneto ha in genere un carattere giocoso) perché don Chisciotte mi sembrava troppo letterario.

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      • Don Chisciotte alla fine guarisce. Al nostro è mancato il tempo.

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  2. Pensa, abitava a meno di venti km da me. Non so perché questa storia ha attirato la tua attenzione, ma già un internazionalista risalta in questi giorni, anche se gli aggettivi rimangono confusi in quella zona.

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    • Ieri l’altro tutti giornali riportavano la storia di Edy Ongaro. Era quasi impossibile non parlarne.
      Quanto alla confusione ce n’è tanta!!!
      Marx disse che le guerre tra stati devono scomparire; solo la LOTTA DI CLASSE ha un significato; ma laggiù nel Donbass dov’è la lotta di classe? Vedo solo un bagno di sangue causato dal nazionalismo, come nelle guerre del secolo scorso.

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  3. La morte è una cosa triste, ma quando muoiono certi stronzi c’è da festeggiare, Se domani sapessi che Putin è morto, stapperei un bottiglione.

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    • Condivido. E mi viene in mente la vecchia storiella di quell’ebreo che si aggirava per le rovine di Vienna chiedendo ai poliziotti “Avete notizie del cancelliere Hitler?”
      Quelli gli ripetevano “Non lo sai? Hitler è morto! Te l’abbiamo detto anche ieri…”
      “Sì, me l’avete detto anche ieri. Ma mi piace tanto sentirlo dire!”

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  4. Bellissima!

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