Amleto, eroe dark

Difficile parlare di Amleto senza ripetere cose dette e ridette. Ad esempio che

  • è affetto da un “Edipo non risolto” verso la madre (Freud, Lacan e compagnia bella): odierebbe lo zio Claudio anche non ci fosse stato alcun omicidio
  • sarebbe un pessimo re se lo diventasse (Binswanger): nevrotico, morbosamente sospettoso e sostanzialmente sadico; condivido: chi lo vorrebbe come capo di stato uno che, quando non va di notte a parlare con i fantasmi, frequenta cimiteri interrogando un teschio?
  • è un militarista: ammira le imprese belliche del principe Fortebraccio (e lo designa come erede), dispiacendogli molto di non essere come lui
  • comunque anche papà (re Amleto primo) non era un granché: quando parla al figlio delle “fiamme lancinanti” che lo tormentano, si capisce che al Country Club Paradiso non lo hanno ammesso

Aggiungo perciò solo un paio di considerazioni.

Atto terzo, scena terza.

Re Claudio è inginocchiato, in un momento di rimorso (anche i re hanno un briciolo di coscienza). Amleto potrebbe scannarlo senza problemi, ma non lo fa. “Lo manderei in paradiso…”

Molti hanno sostenuto che Amleto non ha le palle di uccidere lo zio e che queste disquisizioni sull’altra vita sono solo una scusa per autogiustificare la sua indecisione.

Dissento. Nella Londra elisabettiana all’Inferno ci credevano davvero (ancora oggi da quelle parti la parola “Hell” è considerata pochissimo elegante, figurati allora…) e il ragionamento di Amleto era perfettamente plausibile: non basta uccidere un uomo per considerare vendicata la morte delle sue vittime, BISOGNA CHE LA SUA ANIMA BRUCI PER L’ETERNITA’.

Sennò che vendetta è?

Atto quinto, scena seconda.

Per vendicarsi bene, Amleto uccide Claudio DUE VOLTE. Prima con la spada (e basterebbe: c’è un veleno potentissimo sulla lama) e poi gli fa bere il resto del veleno dalla coppa. Niente male per un “irresoluto”.

E così va all’inferno anche lui (ma vuoi mettere la soddisfazione, Amleto…?).

Salutaci papà.ghost

Published in: on novembre 18, 2021 at 8:11 am  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. ne ho sentite di cotte e d crude, ma stranamente non sono ancora riuscito a leggere il libro o a guardare una qualsiasi trasposizione (se non si conta la recita degli addams LOL)

    cmq agree sul sadismo: uccidere qualcuno 2 volte non è da tutti U.U

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    • La lettura del testo è alquanto pesante (anche il famoso monologo mi annoia).
      Secondo me vanno viste le versioni sullo schermo, da quella del 1948 (Laurence Olivier doppiato da Gino Cervi) a quella del 1996 (Kenneth Branagh)

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  2. Quando sono disperato mi rifugio in Shakespeare o – meno spesso – nell’Odissea. Forse proprio perché non furono scritti per essere letti.

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