TOTO’, VACCINO E LA MALAFEMMINA

Riprende la vaccineide. Chi si è perso le puntate precedenti può trovarle qui, qui, qui, qui e qui.

Antonio e Giuseppe Caponi, assessore e vice assessore alla sanità di una imprecisata regione italiana, vanno a Milano per acquistare 70 milioni di dosi di un imprecisato vaccino.

Dall’albergo scrivono la seguente lettera a un’imprecisata burocrate della Lombardia (le daremo un nome a caso, tipo Letizia Moratti).

Signorina Letizia, veniamo noi con questa mia addirvi che quest’anno c’è stato una grande moria delle vacche, come voi ben sapete! Punto! Due punti!! Ma sì, fai vedere che abbondiamo! Abbondandis in abbondandum! Che poi dicono che siamo provinciali, che siamo tirati! Questa moneta servono che voi vi consolate dal dispiacere che avreta (sì, avreta! è femminile…) a lasciare a noi medesimi di persona i vaccini che tenete nei vostri armadi. Salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi… che siamo noi!
malafemmNon conoscendo il recapito della Regione Lombardia i fratelli Caponi chiedono aiuto a un vigile in Piazza Duomo.

Per andare dove dobbiamo andare… dove dobbiamo andare?
bremb

Superata con qualche difficoltà la barriera linguistica i Caponi arrivano finalmente davanti alla scrivania della Suprema Burocrate.

La quale, invocando il protocollo vigente ai sensi del DP-TF8/999, li invita al Gioco delle 3 carte.
cart

Facciamo così. Se scoprite dov’è l’asso le dosi vi saranno subito consegnate a gratis. Se invece non lo trovate io tengo i vostri soldi, non vi do niente e voi tornate al paesello con le pive nel sacco!

Carta che vince carta che perde, carta che vince carta che perde… dov’è l’asso?

Naturalmente i fratelli Caponi perdono. Poiché protestano e rifiutano di pagare interviene la Forza Pubblica e li rinchiude nelle celle segrete del Castello Sforzesco.

Da allora non si è più saputo nulla di loro.
sforzsegret

Published in: on aprile 12, 2021 at 9:58 am  Lascia un commento  
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