LA GRANDE FUGA (sotto le stelle)

La passione cinefila non conosce ostacoli. Nonostante il rischio di pioggia domani sera sarò davanti al maxischermo di Piazza Maggiore.
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E’ in programma LA GRANDE FUGA. Non un capolavoro, a dirla tutta, ma merita di essere rivisto.

Se piove mi coprirò la testa. E poi non si paga. A film donato non si guarda in bocca.
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Come dicevo LA GRANDE FUGA non è il più bel film della storia americana (dopo vi riassumo la trama). E neanche il miglior film del 1963: in quell’anno potevo vedere sullo schermo TOM JONES, IL GATTOPARDO, IRMA LA DOLCE, GLI UCCELLI, LE MANI SULLA CITTA’ e 8e1/2.

Però suscita in me ricordi gradevoli e mi permette mi scrivere la seguente barbosissima considerazione storico politica. Dopo che JFK era andato a Berlino a dire ai tedeschi che lui era ein berliner era diventato di moda contrapporre i cattivi nazisti (SS, Gestapo, ecc) ai cavallereschi ufficiali tedeschi che dicevano Heil Hitler ma con molta riluttanza.

Qui c’è un colonnello della Luftwaffe che è il più riluttante di tutti e si capisce alla fine che il suo antinazismo gli costerà carissimo. Von Luger dirige un lager per aviatori anglosassoni che sembra un villaggio vacanze. I detenuti possono fare sport, ricevono pacchi dalla Croce Rossa e possono organizzare una festicciola il 4 luglio, giorno dell’Indipendenza.
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Ma ovviamente la libertà è il bene più prezioso e tutti sono pronti a rischiare la vita. Dopo una lunga organizzazione si fugge in massa, ben sapendo che il fallimento equivale alla morte. Infatti quasi tutti saranno presi e eliminati dalle SS alla faccia della Convenzione di Ginevra. Pochissimi taglieranno il traguardo.

POST SCRIPTUM

Quentin Tarantino adora questo film e si è divertito come un riccio a modificare una scena con l’aiuto della tecnica digitale: al posto di Steve Mc Queen a sfidare la disciplina del lager c’è L. Di Caprio.
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Published in: on agosto 2, 2020 at 1:03 PM  Lascia un commento