VENGO ANCH’IO? (come una bella canzone viene oltraggiata dalla pubblicità)

Quello che penso della pubblicità l’ho già detto qui, qui, qui e qui. Alle tante nefandezze della pub se n’è aggiunta una nuova.

Per la verità non è tanto nuova: mi è capitata tra i piedi durante il mese scorso, ma riaffiora nei miei peggiori incubi.

Ve lo ricordate quel motivetto allegro che Enzo Jannacci portò al successo negli anni ’60?
notun

E’ una serie di strofe surreali che iniziano sempre con le parole Si potrebbe andare tutti quanti…

Alla fine partiva il ritornello: Vengo anch’io! (qui la voce Iannacci diventava stridula)

NO, TU NO!!!!

Ma perché? (voce stridula)

PERCHE’ NO!!!!!

Tutto sommato è una canzone triste.

Anche se il motivetto e l’orchestrazione sono allegri, è una storia triste. La storia di un emarginato che vorrebbe unirsi al gruppo, ma gli sbattono la porta in faccia.

Mi è capitato di risentire quel ritornello nella pubblicità di un supermercato. Ma il senso era totalmente stravolto.

No, tu No! diventa Sì, tu sì.

L’amarezza di chi si sente sbattere la porta in faccia (sensazione che tutti abbiamo provato almeno una volta) diventa l’entusiasmo di chi va a fare la spesa, riempiendo il carrello e ascoltando Antonella Clerici che canterella sì tu sì.

Vi sentite infelici, non vi fila nessuno, vi sbattono la porta in faccia? Niente paura! C’è sempre la risorsa del carrello pieno nel mondo fasullo della pubblicità.

Un mondo dove tutti sorridono, le donne sono appena uscite dal parrucchiere, e gli uomini sono perfettamente rasati.
mik

Published in: on luglio 26, 2020 at 11:31 am  Comments (3)