Giovanni Drogo, eroe a modo suo

PREMESSA DOVEROSA. Se non conoscete molto bene la trama del romanzo di Buzzati le righe sottostanti potrebbero essere poco chiare. Poco male. Dopo l’immagine finale vi riassumo la storia (con annesso spoilerone) per cui potete andare subito là e poi tornare qua. FINE DELLA DOVEROSA PREMESSA.

IL DESERTO DEI TARTARI (d’ora in poi denominato DDT) non piace a tutti.

Ricordo molte discussioni con una collega veronese (ahimè defunta) a cui il DDT non piaceva neanche un po’. Comprensibile: niente personaggi femminili, tranne un’evanescente fidanzatina che sparisce subito (e incontri molto frettolosi in un bordello lontano kilometri dalla Fortezza).

E soprattutto il protagonista (tenente Drogo) non è un eroe del tipo a cui siamo abituati.

Avete presente James Bond? Al servizio di Sua Maestà rischia la vita e alla fine spakka il kulo ai cattivi.

E quando i kattivi sono alieni spakkiamo il kulo anche a loro. Ci pensano i Men in Black o i Guardiani della Galassia o gli Avengers eccetera eccetera

Ma ora immaginate che Bond aspetti per tutta la vita che si presenti un nemico e alla fine lo mandino in pensione perché di nemici non ce n’é.

Lo stesso valga nelle storie della SF. I Men in Black invecchiano sbadigliando: nessun alieno kattivissimo vuole invaderci!

Povero Drogo, con i suoi sogni di gloria! Ma la sua dignità non la perde e la sua fine “là dove la strada finisce, fermo sulla riva del mare di piombo, sotto un cielo grigio e uniforme” nonostante tutto è eroica.
zurl

TRAMA. In un imprecisato passato (vigilia della Prima guerra mondiale?) al confine orientale di un impero imprecisato (Russia?) un’antica fortezza vigila su un deserto inesplorato.

Da lì potrebbero arrivare i misteriosi Tartari.

Lì è inviato il sottotenente Drogo. Verrà il giorno della grande battaglia e lui sogna di coprirsi di gloria: forse morirà e sarà onorato come Eroe.

Passano gli anni, passano i decenni. Drogo si ammala, sa di dover morire…

Arrivano i Tartari!!!

Ma Drogo è spostato nelle retrovie. In prima linea sarebbe solo un impaccio.

E lì aspetta serenamente il Nemico che tutti ci aspetta.

Non si lamenta né impreca (presumo che abbia letto i classici dello stoicismo).

Riposa in pace, capitano Drogo.
perrin

Published in: on luglio 16, 2020 at 10:13 am  Comments (2)