TUTTI PAZZI A TEL AVIV, dove cinema e soap opera si intrecciano senza confondersi

L’avevamo visto al cinema l’anno scorso e l’avevo recensito.

Ieri lo ha trasmesso SKY CINEMA; l’ho rivisto con mucho gusto; adesso vi spiego perché mi piace tanto.

E’ un film politico, ma anche una satira del mondo bislacco delle soap operas

Avete presente GLI OCCHI DEL CUORE e la banda di René Ferretti? ecco, una cosa così.

  • Frequentissimo uso dei primi piani, occhioni sognanti e sempre perfettamente truccati
  • Dialoghi melensi; attori e attrici di serie B che non devono sforzarsi di ricordare battute più lunghe di “sei la luce dei miei occhi” “amo il suono della tua voce” e altre banalità

Ma, tra una sdolcinatura e l’altra, il film vero va avanti. Te ne accorgi dai colori, dai vestiti (non sono quelli di sartoria indossati dai personaggetti di cui sopra) e dai discorsi seri: disoccupazione, carrierismi e soprattutto la durezza dell’occupazione israeliana.

Ecco. L’occupazione. E se vi interessa sapere perché il film, pur parlato prevalentemente in arabo, non è stato distribuito in nessun paese islamico ve lo svelerò dopo l’immagine. Per ora ecco la TRAMA ESSENZIALE.

Salam, il protagonista, scrive puntata dopo puntata una seguitissima telenovela tra un generale israeliano, una palestinese infiltrata e l’amante altrettanto palestinese di lei.

L’ultima pagina Salam l’ha già scritta. Generale e infiltrata si sposeranno in una sinagoga strapiena di alti ufficiali.

Al momento del sì lei schiaccerà un pulsante nascosto nel bouquet. Superbomba, superstrage.

Ma c’è un clamoroso colpo di scena.
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Come vi anticipavo questo film non è stato proiettato negli stati musulmani.

Neanche in Marocco, neanche in Turchia.

Eppure non si può definire filoisraeliano.

I militari con la stella di Davide non sono descritti come agnellini. In particolare il colonnello Assi Tsur per raggiungere i suoi scopi usa mezzi che don Vito Corleone avrebbe trovato eccessivi.
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Ma l’occupante non è visto come il male assoluto. Questo gli estremisti non lo tollerano. Per loro lo stato di Israele deve essere schiacciato. Punto e basta.

Invece in questo film è visto realisticamente come un avversario. Avversario con cui è difficilissimo convivere. Ma con cui si può trattare.

Published in: on giugno 11, 2020 at 11:32 am  Lascia un commento  
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