…che Dio perdona a tutti! (quando incontrai l’indovino Tiresia nell’Ade stavo per chiedergli se aveva letto il romanzo di PIF)

… ma lo scherzo mi è sembrato di cattivo gusto (dovete sapere che Tiresia è cieco, però sa molte cose passate, presenti e future).

Mi sono fatto coraggio, gli ho offerto un sigarillo e poi gli ho chiesto

“Sommo Profeta, cosa puoi dirmi di Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif) nato a Palermo il 4 giugno millenovecentosettantadue, residente…”

Mi ha zittito con un cenno. Poi ha cominciato a spoilerare:

“Diliberto diventerà uno degli scrittori più famosi del XIX secolo e con concluderà la sua carriera col Nobel. Dal suo primo romanzo non si sarebbe detto, perché quel …DIO PERDONA A TUTTI era veramente acerbo. Però c’erano molti spunti interessanti…”

(tirò con energia e poi mi espirò in faccia)

“Un’autobiografia a base di cannoli, di calcetto e soprattutto di riflessioni su cosa significa essere cristiani. Arturo, il protagonista, si rende conto di quali conseguenze comporta il Cristianesimo se uno vuole essere coerente. Tanto per dirne una come si fa a praticare la virtù della sincerità quando si lavora nel mercato immobiliare, dove è indispensabile essere insinceri? Totale: Arturo perde il posto (finirà a Brooklyn a vendere dolci siciliani), perde la fidanzata e quasi tutti gli amici. L’unico con cui manterrà vera amicizia è Roberto, anche lui ex-immobiliarista, che ora fa volontariato in una missione in Kenya…”
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Altra tirata. Infine mi rivelò che quel titolo completava un detto molto noto nelle terre bagnate dal Mediterraneo: “FUTTI FUTTI CHE DIO…

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Published in: on marzo 20, 2020 at 8:38 pm  Lascia un commento