il candidato risponda concisamente al quesito “la presenza di divi del cinema e della tv nella pubblicità aiuta a vendere?”

A domanda rispondo

MAH? (risposta un po’ troppo concisa; proviamo a svilupparla)

Al successo di una campagna pubblicitaria concorrono molti artisti:

  • musicisti (sarebbe stato contento J. Strauss di sapere che uno dei suoi walzer avrebbe contribuito a vendere il Parmareggio? Beh, forse sì: era un buongustaio)
  • cantanti (Luciano Pavarotti fu resuscitato ad Nutellam propagandam)
  • registi (tantissimi, da Fellini a Scorsese, hanno diretto famosi spot)
  • attori e attrici: da Laurence Olivier a Vittorio Gassman, da Beppe Grillo a Dario Fo (macchine fotografiche, cioccolatini, yoghurt, elettrodomestici…)

Qualche esempio su attrici italiane usate come testimonials?

  1. Sabrina Ferilli sul sofà (vedi sotto). Non ha funzionato. La nota ditta di Forlì ha scoperto che le facce rubizze degli “artigiani” fanno vendere molto di più della diva di Fiano.
  2. Claudia Gerini che ispeziona un pastificio abruzzese: “Adesso voi mi dovete spiegare…” Non mi sembra l’attrice giusta. L’abbiamo spesso vista in ruoli da sensualona (quegli occhi felini..): poco credibili i suoi dialoghi con gli operai.
  3. Antonella Clerici e il riso padano. E’ al posto giusto, secondo me (siamo abituati a vederla tra i fornelli, ci sta che si abboffi di risotto).

sofgerinicleri

CONCLUSIONE.

(un tema deve avere una conclusione brillante, sennò il bel voto non arriva)

La pubblicità, in fondo, è un arte. L’arte si basa sul mistero, sull’incertezza… Nell’arte non ci sono certezze assolute, non ci sono cifre incolonnate.

Per cui, in conclusione, onorando il mistero dell’arte pubblicitaria rispondo MAH.

Published in: on settembre 9, 2019 at 8:04 am  Lascia un commento  
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