L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA

Tutti i film hanno una trama. Anche questo ce l’ha. Ma la racconto solo alla fine.

Perché non è importante la trama.

In L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA quello che conta è la commossa descrizione di una gente antichissima, fiera e tenace.

Descrizione che avviene mediante una serie di gag. Cominciamo da questa.
sard

Si incontrano un Apecar e un mulo. L’autista, certamente sardo, suona il clacson. Ma il mulo non si sposta di un centimetro. L’autista potrebbe aggirare l’ostacolo, ma non vuole perdere la gara di testardaggine. Forse sono ancora lì.

Altre gags riguardano il protagonista (interpretato dal cagliaritano J. Cullin):

  • deve imparare il gioco della murra sarda (non ci provo neanche a descriverlo)
  • deve imparare a bere (non è un paese per astemi la Sardegna)
  • deve imparare a improvvisare una battorina, una quartina che può avere contenuti piuttosto salaci (e può originare scontri verbali e non solo)

Comunque una trama c’è e la riassumo.

La CIA viene a sapere che un pescatore sardo si proclama proprietario della luna.
moon

Si allertano i servizi segreti italiani (deliziosa la coppia Fresi-Pannofino). Viene individuato Gavino, un giovane che vive a Milano nascondendo tenacemente la sua sardità (si fa chiamare Kevin), lo si convince a trovare il pescatore di cui sopra e lo si “infiltra” nel paesino di Cuccurumalu (non cercatelo sull’atlante)

Alla fine si dimostra che il sangue non è acqua. Gavino passa al “nemico” e scopre che i suoi conterranei dopo la morte vanno a vivere sulla luna. Lì si possono incontrare Gramsci, Eleonora d’Arborea, Grazia Deledda, Sant’Efisio (qui sotto effigiati) e tanti tanti altri.
graz

Published in: on maggio 8, 2019 at 8:21 am  Comments (1)  
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