3 film all’inizio di Aprile

La pigrizia si sta progressivamente impadronendo di me. Devo reagire.
pigr

Dunque… ah, ecco! Ho visto 3 film di diverso spessore (il primo è un BAH, gli altri 2 sono AL DI SOPRA DEL BAH) nelle due ultime settimane.
book
BOOK CLUB – Una commedia losangelina, a cui i titolisti italiani hanno aggiunto un inutile TUTTO PUO’ SUCCEDERE. Un quartetto di diversamente giovani si riunisce ogni mese commentando un libro e sorseggiando vino francese. Quando leggono 50 SFUMATURE DI GRIGIO qualcosa si smuove dentro di loro. D’altra parte una foto di qualche decennio prima testimonia il loro interesse per PAURA DI VOLARE di Erica Jong (pubblicato nel 1974).

Happy end per tutte e 4. Però mi resta l’amaro in bocca se penso che la dolcezza della vita (anche oltre i 70) è favorita dal fatto di essere molto ricchi. Voglio dire che se Vivian non fosse proprietaria di un albergo a 5 stelle ma una pensionata che sbarca il lunario come badante e se Mitchell non possedesse un enorme ranch in Arizona (ama sorvolarlo ogni tanto col suo biplano personale) e se al posto del vino francese ci fosse il Tavernello non ci sarebbe tanto entusiasmo!

DUMBO – Vi svelo un segreto. Gli elefantini non volano. Per vederli volare occorre

  • disegnarli in un cartoon (1941)
  • usare la computer graphics (2019)

dumb

Ve ne svelo un altro: il vero protagonista non è l’elefantino volante, ma gli umani che (come spesso succede nelle favole) sono ben divisi tra buoni…
buoneva

e cattivi…
arkinkeat

E, soprattutto, rispetto al 1941 è cambiata la sensibilità verso la condizione degli animali. La vita (speriamo felice) di Dumbo si svolgerà nella giungla insieme ai suoi simili, non in un circo.

Conclusione. Mi sono commosso fino alle lacrime; e non ero il solo a cercare il fazzoletto quando il film è finito.
sex
UNA GIUSTA CAUSA – Gloriosa è la vita di Ruth Bader Ginsburg, nata a Brooklyn nel 1933 e nominata (da Bill Clinton) giudice della Corte Suprema nel 1993. Una carriera eccezionale nel campo della giurisprudenza, partendo dall’Università di Harvard (dove già lasciava di stucco i professori e il preside della facoltà). Poi crescono una figlia e un figlio: sono problemi, soprattutto con la prima.

Ruth diventa insegnante in un college e il marito le propone un caso apparentemente banale. Così veniamo a sapere (con qualche prolissità, bisogna dirlo) del caso Moritz vs Commissioner, in cui Ruth vince una causa di discriminazione on the basis of sex (in base al genere).

La scena nella corte d’appello di Denver (Colorado) è una bella pagina di cinema.

N.B. Poiché viene spesso citato il personaggio di Atticus Finch vi consiglio prima di vedere il film di fare la sua conoscenza in un romanzo che qui da noi non tutti conoscono.
finch

Published in: on aprile 8, 2019 at 9:19 am  Lascia un commento  
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IL RITORNO DI MARY BONINO – un remake radicale

Questa è una favola.

Come tutte le favole è piena di cose inverosimili… ma fa bene ascoltarla: le favole aiutano a sognare. Mettetevi comodi e ve la racconto.
emilyemm

C’era una volta un partito. Era piccolo ma battagliero. Introdusse molta vivacità nella vita politica.

Mr. Banks (detto anche Marco Pannella) ne era il leader; ma non avrebbe combinato molto se non l’avesse aiutato Mary Poppins Bonino (vedete, nella foto in alto, com’era caruccia?)
bankspannel

Poi le cose si complicarono. Pannella Banks e la magica Emma Poppins litigarono.

Banks morì e il partito andò a puttane incontrò serie difficoltà.

I figli di Banks erano tristi e insicuri. Inoltre si era sparsa la voce che Emma fosse più di là che di qua. Poi, portata dal vento dell’est, lei ritornò sorreggendosi a un aquilone.kite

E come finirà la favola? Ci devo lavorare. Intanto mi chiedo a chi assegnare le parti.

Emma da giovane sarà interpretata da Emily Blunt. Ma chi farà la Emma diversamente giovane?

Essendo che questa è una favola (e quindi tutto è possibile) io una telefonata a Franca Valeri la farei…
franc
bon

Published in: on aprile 5, 2019 at 5:12 pm  Lascia un commento  

10 utilissimi spunti per APPARIRE infelici

E’ successo a Torino (provincia di Pinerolo).

Un ragazzo è stato sgozzato perché camminava con un’espressione serena, apparentemente felice. Magari la vittima aveva problemi e tristezze interiori (vai a sapere) ma non gli si leggevano in faccia.

Mi sembra utile, a questo punto, segnalare almeno 10 spunti per essere (o almeno sembrare) infelici. Così non vi tagliano la gola.

  • il ritorno di Raffaella Carrà in tv
  • i sondaggi (sempre più preoccupanti) sulla probabile rielezione di Trump
  • la fiat multipla
  • le suonerie del telefonino che rompono le scatole anche nei momenti meno opportuni (al cinema, nei musei, persino durante i funerali)
  • il suono della sveglia; anche se ho cercato con molta cura la sveglia meno sgradevole possibile il pensiero stesso di dovermi alzare da letto la mattina mi rende infelice
  • le telefonate (anche di domenica!) del tipo: “buongiorno, sono Sofonisba, la chiamo per farle sapere che la nostra compagnia..” (MA PORCA MISERIA!!! So che non sei cattiva, Sofonisba, che hai conseguito una laurea con 110-e-lode, che devi campare anche tu… ma porcamiseria lo stesso!)
  • la cacca dei piccioni sulla tua auto appena lavata
  • l’appuntamento col dentista
  • il conto del dentista
  • l’ossessiva presenza della cifra 9 nei prezzi del supermercato (praticamente tutto, dal miele d’acacia alla carta igienica, costa 4,99 o 9,99 o 19,99)

Li ho scritti alla rinfusa, senza stabilire graduatorie. Se avessi voglia di scriverne altri 100 li troverei facilmente.

infeliz

Se però volete rischiare… qui vi elenco 10 cose che mi rendono FELICE (ho impiegato molto più tempo per trovarne 10).

Published in: on aprile 3, 2019 at 8:36 am  Lascia un commento  

Riuscirà il grande Leonardo da Vinci a svelare il mistero della morte di Rambaldo Chiti? e soprattutto riuscirà Marco Malvaldi a scrivere un romanzo all’altezza dei suoi sfavillanti esordi al bar di Pineta?

Alla prima domanda rispondo SI’

Alla seconda rispondo NO (mi dispiace dirlo, perché il Malvaldi è il mio preferito tra i giovani; ma insomma quel che va detto va detto).
malval

Cominciamo dalla morte del Chiti.

E’ morto di malattia o l’hanno ammazzato il Rambaldo Chiti?

Considerate che la prima tesi è sostenuta da Ambrogio da Rosate, astrologo della corte di Ludovico il Moro.

E la seconda da Leonardo da Vinci.

Non c’è gara. Leonardo non sbaglia mai; come Sherlock Holmes, come Poirot, come Miss Marple.

Infatti mastro Leonardo ci spiegherà chi, come e perché ha ucciso Rambaldo. Ma, detto tra noi, ricostruire questa trama poliziesca è poco importante per me.

Come poco mi interessa se Leonardo fosse vegetariano o no (si sono scritti libri per discutere questo tema): mi interessa leggere un buon romanzo e rintracciare l’arguzia di cui sono così ricchi I DELITTI DEL BARLUME.
barlum

Mi dispiace dirlo, ripeto. Ma di buone battute nel romanzo ce n’è poche.

Per lo più riguardano il re di Francia Carlo Ottavo. “Più che un re sembrava uno sgabello montato male” (pag. 50)….“deficiente piccolo e rognoso… non sarebbe stato in grado di conquistare una latrina, figuriamoci un regno” (pag. 55)
carlo

Quel che delude, nella prosa un po’ affrettata di LA MISURA DELL’UOMO, è sentir parlare uomini e donne di 5 secoli fa come se si muovessero tra i tavolini del Barlume.

Non si può sentire, ad esempio, il Portinari (rappresenta a Milano la Banca Medici: non è un bischero qualunque) dire “come avessi accettato!”

Spostandosi alla casta dei nobili, vengono i brividi a leggere una battutina come “dica, Duca!” che era già sciapa quando mi preparavo all’esame di maturità.

Quanto alla duchessa Beatrice d’Este (figlia del duca di Ferrara e moglie di Ludovico Sforza) ci si aspetterebbe vederla più dotata di autocontrollo. Invece a pag 219 è “incazzata come un bufalo” e sbotta con un becero “Manco per un cazzo!”

Beh, sulla bocca di una duchessa il cazzo non s’addice…
beatrixnard

Published in: on aprile 2, 2019 at 10:23 am  Lascia un commento