considerazioni sociopoliticogastroenteriche su ROMA (inteso come film) e sulla cacca del cane

Una grandinata di nominations: best picture, best foreign-language film, best director, best actress, best supporting actress, best cinematography…

Non mancheranno le statuette.

Volete sapere come la penso?

E’ il ritorno al realismo. 

L’anno scorso fu premiato un dio fluviale che salva la povera sordomuta e le dona (credo) l’immortalità.
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E prima erano stati premiati Uomini-Uccello, ragazzi usciti dagli slums che vincono 20 milioni di rupie tirando a indovinare, artisti rovinati dal sonoro che sfuggono alla morte per l’intervento del cagnolino e così via.
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Nel film di Cuaron il cane non salva nessuno. Fa solo la cacca per terra e bisogna raccoglierla senza sperare che intervenga il mago Gandalf.

Pongo un quesito. Se in casa ci sono una padrona e una serva a chi tocca raccogliere l’escremento? Per buona e democratica sia la padrona immagino che rinuncerà a questo piacere, no?

Se poi vogliamo buttarla in politica il futuro probabilissimo trionfo di ROMA sarà un gesto (del dito medio) contro Trump e il suo muro.

“Ti sembrerà strano, Donald… ma oltre quel confine ci sono degli esseri umani, sai?”

Published in: on gennaio 24, 2019 at 12:04 am  Comments (2)