MIGRANTI

Ripubblico un post di 10 anni fa (5 ottobre 2008). Mi sembra che non abbia perso d’attualità (allora c’era Bossi, adesso Salvini)

Fino a qualche decennio fa gli Italiani (in gran parte) avevano le pezze al culo.

Erano gli italiani ad emigrare, spesso clandestinamente, come nel bellissimo film IL CAMMINO DELLA SPERANZA di Pietro Germi (1950).

Poi si sono arricchiti, in un modo o nell’altro, e hanno paura di perdere il GRUZZOLETTO.

Adesso si ha paura di tutto e di tutti. Ciò che è diverso, imprevisto, insolito, è visto come una minaccia. Perciò dagli al negro, dagli allo zingaro!

La crisi economica peggiora la situazione. Come la Germania diede retta a Hitler dopo la crisi del ’29 (prima Hitler era il leader di un partitino di esaltati, come Bossi), nei nostri infelici anni i misfatti del mercato coincidono con il moltiplicarsi dei casi di intolleranza e di violenza.

VIOLENZA contro tutti, mica solo gli stranieri. A parte i casi clamorosi come quelli di Erba e di Cursi, sento dire sempre più spesso di liti condominiali che trascendono in risse e minacce di morte.

P.S. Oltre al sopracitato film, l’emigrazione clandestina degli italiani in quegli anni ha dato spunto a IL LUNGO VIAGGIO, un racconto di Leonardo Sciascia contenuto nella raccolta IL MARE COLORE DEL VINO.

Gli alunni delle nostre scuole quando leggono questo amaro racconto credono che sia uno scherzo (alla Umberto Eco) che capovolge la realtà: sono abituati a vedere gli scafisti che scaricano i disperati dell’Africa sulle spiagge italiane. Ci vuole un certo sforzo per fargli capire che, fino ai primi anni cinquanta, i disperati eravamo noi.
viaggio

Published in: on ottobre 15, 2018 at 9:22 am  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. Sono d’ accordo con la tua analisi, e se permetti vado oltre, dicendo che oltre alla crisi del 29, all’ ascesa di Hitler in Germania, contirbuirono pesantemente la scarsa autorevolezza delle istituzioni di Weimar; ora non dico che siamo ai livelli della sfortunata repubblica durata solo dieci anni, ma sicuramente la presenza (buona) e l’ autorità (e non l’ autoritarismo) dello Stato, ad oggi in Italia mi sembrano piuttosto assenti.

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  2. Quello che colpisce è purtroppo l’esempio che diamo ai nostri giovani, in un’età ancora delicata, con il carattere e l’equilibrio ancora in formazione. Li facciamo assistere ad episodi di violenza vera e poi ci scandalizziamo dei videogiochi, che sono sì aggressivi ma a volte meno di un telegiornale…

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