IL PALAZZO DEL VICERE’ di G. Chadha

IO – “Questo film andrebbe studiato a scuola. Qui c’è la storia del colonialismo e della decolonizzazione, il tema della convivenza delle religioni, ci sono Gandhi, Nehru, Churchill…”

PAOLA – “Se provassi a farlo vedere ai miei alunni passerei dei brutti momenti; denuncerebbero al Telefono Azzurro la mia crudeltà

  • perché c’è troppo dialogo e poca azione
  • perché c’è una storia d’amore senza una briciola di sesso (non si baciano nemmeno!)
  • non ci sono eroi spaccatutto (la violenza c’è, eccome, ma è collettiva)
  • forse quello che provocherebbe maggior delusione è la mancanza della contrapposizione manichea “buoni-cattivi”; chi aveva ragione? quelli come Gandhi che volevano far convivere nello stesso stato gli indù, i mussulmani, i sikh ecc? ma la coabitazione forzata non avrebbe aumentato le stragi?

Meglio riservare il film a spettatori particolarmente inclini alla riflessione.

Ma mi accorgo che ho accennato solo indirettamente alla trama. Lo farò dopo l’immagine e aggiungerò qualcosa a proposito di un film americano dell’anno scorso con molte analogie a questo VICEROY’S HOUSE.
lasd

Delhi 1947. Lord Mountbatten, cugino di re Giorgio VI, viene inviato dal governo (laburista) di Londra a gestire la difficilissima indipendenza del subcontinente indiano. Verrà spartito in due stati, uno induista e uno islamico?

E come si concluderà la love story tra il giovane indù Jeet e la giovane musulmana Aalia?

Stavolta niente spoiler.

Rivelo soltanto che nel finale ci sono colpi di scena, mentre la prima parte appare noiosa ai ragazzini in sala (anche perché non muore nessuno).

Come dicevo sopra, ARRIVAL (ha sfiorato l’Oscar, ricordate?) ha notevoli analogie con IL PALAZZO DEL VICERE’.

Al centro c’è il problema della convivenza e la difficoltà del dialogo (in un caso tra terrestri e alieni, nell’altro tra fedeli di diverse religioni).

E c’è il confronto tra l’istintivo “ammazziamoli-tutti” e la razionalità (che, in ARRIVAL, prevale).
arriva

 

Published in: on ottobre 18, 2017 at 7:43 am  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. OT da matti, ma sei l’unico cinefilo di cui mi fido. 🙂 Hai visto ‘Un bacio’ di Ivan Cotroneo? Che te ne pare? Fa parte di un’iniziativa di Telefono Azzurro per sensibilizzare alunni e docenti contro il cyberbullismo e lunedì andremo a vederlo. Ne hai già parlato, per caso? Ciao e grazie.

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    • Non l’ho visto, anche perché è sparito dalle sale in una settimana.
      Ho letto la storia (molto triste) su Wikipedia.

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      • su youtube c’è solo il trailer, il resto è a pagamento. ero curiosa del tuo giudizio, ciao

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  2. Interessante che la regista sia un’indiana, nata in Kenya (quindi figlia di immigrati), a sua volta immigrata (a 2 anni, secondo Wikipedia) nell’Inghilterra anni 60. Di lei ho solo visto il sempliciotto e commerciale Bend it like Beckham ma, dal tuo giudizio, sembra che questo film sia decisamente una spanna sopra.

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    • Sì, confermo. La regista G. Chadra, ha ottenuto un ottimo risultato.

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