ARRIVAL, by Denis Villeneuve

Piaciuto molto.

Adesso però mi voglio divertire a parodiare il film, prima che lo faccia Stefano Disegni e mi rubi l’idea. Se vi interessa la recensione seria saltate le prossime 19 righe e la troverete dopo l’immagine.

In 12 località terrestri (Venezuela, Montana, Mar Giallo, Mar Nero, Karthoum, Valguarnera Caropepe ecc) appaiono astronavi aliene.

Trasmettono il seguente messaggio:

E pecché? Pecché dringhete drà! ‘miezzo o mare ‘nu scoglio ce sta…

Tutte venono a bevere accà! Pecché dringhete dringhete ndrà!

Amy Adams, nata a Vicenza, non conosce la legge di Menga-Whorf e traduce erroneamente con

Partono le astronavi da stelle assai luntane.

Cantano a bordo; so’ napulitane!

Viene convocato quindi Francesco Schettino.

Gli alieni, come lo vedono, se tornano a casa loro borbottando “mala gggente, i terrestri…”

Come si verrà a sapere poi, il messaggio alienesco andava tradotto così:

O le le o la la! Faccele vedé, faccele toccà!

Purtroppo per gli spettatori Amy non aveva capito una mazza e resta vestita per tutto il film.

arri
COSA DICE VERAMENTE IL FILM.

Arrivano gli Alieni! Panico mondiale! La famosissima linguista Louise (Amy Adams) deve decifrare le intenzioni di questi enigmi con 7 tentacoli.

Scoprirà, guidata dal suo intuito, che sono bene intenzionati. La difficoltà del loro linguaggio (si esprimono con circoli, come gli ometti di INCONTRI RAVVICINATI DEL 3° TIPO si esprimevano con note musicali) verrà progressivamente superata.

Alla fine Louse convincerà il generale Shang a non scatenare un attacco (che potrebbe avere conseguenze terribili).

Adios, ci vediamo tra 3000 anni!

Published in: on gennaio 24, 2017 at 6:19 PM  Comments (7)  
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