IL LABIRINTO DEL SILENZIO (per non dimenticare)

Ieri sera al cinema Lumiere. Non eravamo in molti: vi dico subito che IL LABIRINTO DEL SILENZIO è un po’ noiosetto (niente storie d’amore, se escludiamo l’amore per la verità che anima il protagonista).

Poiché temo che il film sparirà dagli schermi appena passato il Giorno della Memoria (cioè tra 4 giorni) consiglio di andarlo a vedere.

Una storia vera.

Nella Germania del 1958 non si parlava più dei lager. “A che serve ormai tornare su queste tristi memorie? Non vogliamo fare il gioco dei comunisti… I nazisti sono già stati processati a Norimberga… Pensiamo piuttosto a consolidare il nuovo benessere…”

Un giovane procuratore indaga e scopre, uno dopo l’altro, casi di criminali di guerra tranquillamente inseriti nella pubblica amministrazione, nella scuola, nella polizia ecc. Aiutato dal fatto che gli archivi tedeschi in cui si aggira (è letteralmente un labirinto) riportano tutto: nomi, cognomi, date…

Le SS, con una meticolosità degna di miglior causa, avevano documentato ogni particolare della loro instancabile attività di sterminio.

Si istruiscono processi e i giudici, dopo un’iniziale indifferenza all’argomento, collaborano con crescente zelo. A partire dagli anni 60 (veniamo a sapere nel finale) la Germania riconosce la propria responsabilità eterna per l’Olocausto.

Come dite? Queste cose succedono solo oltre le Alpi?

Infatti! Conoscete un altro paese in cui gerarchi e militanti di una dittatura fascista se la sono cavata a buon mercato? In cui Rodolfo Graziani, Junio Valerio Borghese e tanti altri sono tornati a casa loro come se niente fosse?
shoh

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Published in: on gennaio 24, 2016 at 10:11 am  Comments (4)  
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4 commentiLascia un commento

  1. Non mi ha annoiata, per la verità: ero in una sala abbastanza affollata a Torino, fra persone tutte molto attente! Condivido il consiglio di andare a vederlo, prima che sparisca dai nostri cinema dopo il 27. Credo che vedrò anche Il figlio di Saul, che sembra sia molto importante.

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    • mercoledì ci vediamo al cinema Roma per vedere IL FIGLIO DI SAUL
      recensirò

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  2. Caro Marco, mi fa piacere che tu abbia trovato il premio per te. Lo puoi prendere e metterlo in mostra, non prenderlo se non hai né voglia, né modo di sistemarlo sul blog, o di cercare altri premiati. Per me è un piacere che tu l’abbia visto: in ogni caso è un segno di stima e di amicizia! Ciao 🙂

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    • Cara Laulilla, ti ringrazio di avermi menzionato
      Adesso provo a elencare i 5 film che più ho apprezzato nel 2015 (non è tanto facile come sembra)
      Hasta la vista!

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