è nata una star? ma non al cinema…

Tempo fa ho annoiato in modo imperdonabile sulle differenze tra il linguaggio delle fiction televisive e quello del grande schermo.

Oggi sfioro di nuovo il tema. Insieme a quello delle attrici giovanissime che, in Italia, trovano così poco spazio.

Premessa storico-sociologica. Ogni tanto mia moglie mi chiede una prova d’amore. Martedì mi ha chiesto di vedere con lei una fiction di raiuno, ambientata nel 1970. Fine della premessa.

Abbiamo visto insieme QUESTO NOSTRO AMORE.

Abbiamo apprezzato la recitazione (in un ruolo secondario) di una dodicenne.

Si chiama Karen Ciaurro (nella foto è a sinistra).
kare
Secondo me, ha della stoffa.

Potrebbe fare del cinema.

E lì dimostrare le sue capacità espressive, ora mortificate dal piccolo schermo.

Già, le piccole storie del piccolo schermo. Caratterizzate da:

  • intrecci convenzionali (il triangolo lui-lei-l’altra, oppure lei-lui-l’altro)
  • grande uso di primi piani (si risparmia con i primi piani) e di inquadrature della Mole Antonelliana (o della cupola del Brunelleschi) così gli spettatori si ricordano dove siamo
  • dialoghi un tanto al Kilo (“ti ho tradita, ma amo solo te! mi credi?” “anch’io ti amo…” “sposiamoci!” “sì…”)

Se qualcuno mi chiedesse di dare qualche consiglio alla giovane Karen (ma noto che nessuno me lo chiede) io direi:

“Stai lontana dalla Tv (è un buon veicolo per farsi conoscere; ma è troppo facile recitare in tv) e impara BENE l’inglese (nel mondo del cinema lo devi padroneggiare). Non pensare di essere troppo giovane: Hailee Steinfeld aveva la tua età quando si presentò ai provini per IL GRINTA; per non parlare di Abigail Breslin che aveva 6 anni nel suo primo incontro ravvicinato con un alieno (SIGNS, 2002)”

Published in: on novembre 26, 2014 at 3:52 pm  Comments (3)  
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