LA GIARA di L. Pirandello (e tanti auguri a Sophia)

Stanotte ho dormito male (devo mangiare meno pesante la sera); ero in una specie di carcere-caserma e mi chiedevo cosa avessi fatto di male. Forse avevo criticato il governo? Bah…

Comunque la mia mente non era occupata dalla domanda “come farò a uscire di qui?”, ma mi chiedevo “Come faccio ad aggiornare il blog? Come avvisare lettrici e lettori che sono in galera?”

Poi mi sono svegliato. Ed eccovi il nuovo post. Peggio per voi che mi leggete…

Premesso che oggi Sophia compie gli anni (ma ne parlano tutti e poi il mio tributo l’ho già dato) vengo all’argomento GIARA.

L’anno scorso ho chiesto alle classi che avevano partecipato al gioco didattico BOOKLAND “tra i testi letti quale è piaciuto di più?”

Al primo posto c’è (come nell’anno precedente) il racconto pirandellesco. Forse perché è corto, forse perché in Pirandello è difficile trovare una storia che non sia mesta o angosciante. E qui si ridacchia…

Trama e commento. L’avaraccio attaccabrighe Don Lollò Zirafa ha una brutta sorpresa: la più grande delle sue giare (non incignata ancora!) è stata spaccata (un sabotaggio?). Si ricorre al prodigioso mastice di Zì Dima Licasi, il vecchio conciabrocche; però Zì Dima, riparando la giara dall’interno, non riesce più ad uscirne. Don Lollò, sentito un avvocato, lo cita per alloggio abusivo e perché impedisce l’uso della giara (Zì Dima, non l’avvocato). Finale grottesco, tra le risate dei contadini ubriachi. Morale: never smile when you meet a crocodile… (scusate, ho sbagliato foglio) … quando vai dall’avvocato ci rimetti sempre e sul lavoro la sicurezza è la prima cosa.

Post scriptum. La foto qui sotto (starring Franco e Ciccio) è tratta da KAOS (fratelli Taviani, 1984); nell’episodio tavianesco, a essere pignoli, si contamina un po’ Pirandello con Verga e don Lollò con Mazzarò.
giara

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Published in: on settembre 20, 2014 at 10:11 am  Comments (6)  
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6 commentiLascia un commento

  1. Bellissima, la Giara. Il film è stato contaminato con Verga, dici?

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    • I fratelli Taviani vollero aggiungere molte battute verghesche; don Lollò si lamenta di essere vecchio e di non potersi “portare dietro la roba” dopo la morte
      Comunque la loro versione è da applauso!

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  2. A proposito di film tratti da Pirandello, ne ricordo uno amaro e gustoso (La patente) interpretato da un altro APEG (o fu vera gloria?), il principe De Curtis, alias Totò. Che ne pensi?

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    • Sì, mi ricordo!!!!
      QUESTA E’ LA VITA (1954) è un film a episodi, su 4 novelle di Pirandello; la migliore è proprio quella citata da te, in cui Totò (alla cui grandezza dedicherò un giorno un grande post, cioè un postone) era affiancato da Mario Castellani, sua spalla storica

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      • Era un grande davvero, dunque? Anche se, verso fine carriera, girò diverse commediole di scarsa qualità?

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  3. Lo so, lo so…
    Ha recitato insieme a Rita Pavone; ha fatto filmuzzi come Totò d’Arabia e peggio…
    MA E’ UN GRANDE; mi basterebbero certe gag come “veniamo noi con questa mia…” o quella della “carta bianca”
    Tornerò sull’argomento

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