come Giorgio G. venne giudicato (davanti alla Porta del Paradiso) dai fratelli Lumière

Si fermò davanti alla Porta.

August e Louis, assisi su due troni e ammantati di bianche toghe, iniziarono l’interrogatorio.

“Giovanotto, tu credi di meritare il paradiso degli attori? Hai interpretato un santo (abbastanza bene, direi) e sei stato un discreto Zeno Cosini. Anche in IL CAPPOTTO DI ASTRAKAN, IL MURO DI GOMMA e IL MOSTRO hai dimostrato di saper recitare, ma…” (qui August Lumière lasciò la parte da “cattivo” a Louis)

“…ma hai sperperato il tuo indubbio talento in commediacce! Osi negare? I nomi di Stefano Vanzina, Sergio Martino, Flavio Mogherini e Sergio Corbucci ti dicono niente?”

Giorgio tentò di difendersi. “Lorsignori sono uomini di mondo, sanno come vanno queste faccende… Io sono un cantante, soprattutto un cantante; ho provato a recitare solo per compiacere gli amici…”

“Se sei stato un cantante, dovevi presentarti al Paradiso dei Cantanti! Ma hai preferito venire qui, perché le attrici ti attizzano di più! Non negarlo, Giorgio! Ti conosciamo bene e sappiamo di Lauretta, Catherine e Gloria! Tutte attrici e nessuna cantante! Vergogna, vergogna e vergogna! Ti dichiariamo ufficialmente APEG: Avresti Potuto Essere un Grande. Per esserti buttato via così (sacra auri fames!) ti condanniamo a interpretare il protagonista di ROTTINKULEN di Lars Vontrier…”

“Noo, non quel ruolo!!!! Non voglio farlo!”
dorellidorejohnny

Giorgio Guidi (in arte, Johnny Dorelli) si svegliò urlando. Un brutto incubo, davvero brutto.

Guardò l’orologio, calcolò il fuso orario. Forse poteva convincere Branagh, che si trovava a Hollywood per trovare qualche faccia nuova per il suo Othello, ad affidargli la parte del Doge.

Una parte secondaria, ma si può far bene…

“Dunque. Atto primo, scena terza… (con voce impostata) …il derubato che sorride toglie qualcosa al ladro, mentre chi soffre per un dolore inutile è come se derubasse se stesso…

Published in: on luglio 13, 2014 at 9:14 am  Comments (7)  
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