Saltando dal proverbiale palo all’ancor più proverbiale frasca, disserterò su un filmuzzo che ha un successo enorme (sproporzionato al suo reale valore), su un quartetto di renitenti all’obitorio e su un attore che (per me) è entrato nella leggenda.

come ho scritto nell’altro blog SOLE A CATINELLE è un film banale.

Però ha qualcosa da dire.

Anzitutto che il vento sta cambiando: le bandiere della CGIL sventolano vittoriose (e sono viste con simpatia), gli affaristi finiscono in manette e il protagonista (nel finale) saluta col pugno chiuso sulle note dell’Internazionale.

Ma questo non basta a spiegare i quasi 6 milioni di biglietti staccati…

(scusate, mi chiamano al telefono… “se voglio cambiare compagnia? NON MI ROMPETE LO SFERISTERIO!!!!!!” ma come si fa a lavorare con questi sbragamaroni…)palle!

Stavo dicendo? Ecco, Checcozalone è stato paragonato a Totò… SIGNORE, PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE DICONO!!!!!

Totò era una stupenda maschera teatrale. Recitava anche senza parlare. E poi era capace anche di commuovere, di coprire ruoli drammatici…

(di nuovo il telefono… “buongiorno, sono Ludmilla; è lei che si occupa della bollett… BASTAAAAAAA”)

Oggi è così. Lasciatemi staccare il telefono… Ma Beghelli non riesce a inventare un congegno che filtri le chiamate di questi §#&***^%§ç&?

Uffa, non riesco a concentrarmi. Volevo tirare in ballo OLTRE IL GIARDINO e certe analogie (Chance viene scambiato per un guru della politica perché usa metafore vegetali, Checco per un esperto nel riciclare denaro perché parla di aspirapolveri), ma il discorso richiederebbe spazio e tempo adeguati.

Magari un’altra volta.

Lasciatemi dire qualcosa, invece, sui DELITTI DEL BARLUME. Ieri sera l’ho visto su Skycinema. Ben fatto, ma resto della mia idea (già espressa nella recensione de LA CARTA PIU’ ALTA): l’intreccio poliziesco vale poco, sono i 4 vecchietti terribili che bucano lo schermo. Sentirli bisticciare tra loro e malignare sul resto del mondo è un vero spasso.

Tornerò presto su di loro.

E prometto di tornare presto anche su questo attore che, più che alla storia, appartiene alla leggenda del cinema. Nel 1960 era il capo di una banda di desperados messicani, nel 1978 era un boss mafioso, nel 2010 è a capo di una grande banca di New York (sempre e comunque un malavitoso).

Lo riconoscete?eli

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Published in: on novembre 12, 2013 at 4:45 pm  Comments (3)  
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3 commentiLascia un commento

  1. Incredibile come non ci sia nemmeno una nomination dell’Academy per Eli Wallach, prima del meritatissimo Oscar alla carriera.

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  2. Visto anch’io e apprezzato, sia il divertimento che la riflessione finale sull’eutanasia. Il compianto Carlo Monni e i suoi soci toscanacci sono uno spasso.

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  3. […] Come promesso, torno a occuparmi di SOLE A CATINELLE, filmuzzo che ha rimesso Medusafilm in attivo (più di 7 milioni di biglietti staccati: ci sono molti partiti politici che a 7 milioni di voti non arriveranno mai…) […]

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